Contro la lapidazione di Safya Hussaini


Le senatrici Vittoria Franco e Tana De Zulueta, insieme ad altri colleghi, hanno presentato una mozione affinchè il Senato della Repubblica impegni il Governo italiano a sostenere il Presidente dello Stato federale nigeriano Obasanjo nella sua azione contro la pena di morte.

20dicembre 2001
L\’iniziativa intende nell\’immediato salvare dalla lapidazione Safya Hussaini Tungar Dudu, una donna nigeriana di 30 anni con 5 figli, condannata da una corte islamica per aver \”concepito una bambina fuori dal matrimonio\”. In realtà Safya è stata violentata più volte da un uomo anziano e sposato, assolto con la più dubitativa delle formule, per insufficienza di prove. La sentenza comminata nell\’ottobre scorso e sospesa per il periodo dell\’allattamento, potrebbe essere eseguita già nel prossimo gennaio secondo la legge della Sharia, che prevede che la giovane donna venga sepolta fino al seno e lapidata a morte dalla gente del suo villaggio.
Nel constatare che l\’indignazione per la condanna è forte anche in Nigeria, e che il presidente dello Stato federale Obasanjo, contrario alla pena di morte, è attivo per fermare l\’atroce sentenza, e nel rilevare che moltissime organizzazioni umanitarie, sindacati e giornali italiani e internazionali hanno promosso manifestazioni, appelli e campagne contro quest\’assurda e barbara condanna, la mozione a firma della senatrice Vittoria Franco cheide che il Governo italiano oltre a sostenere il presidente Obasanjo solleciti e promuova presso le organizzazioni internazionali e comunitarie tutte le iniziative per l\’affermazione dei diritti umani in particolare attraverso un esplicito richiamo all\’accordo di parternariato tra i membri del gruppo degli Stati dell\’Africa, dei Caraibi e del Pacifico da un lato e la Comunità Europea e i suoi membri dall\’altro, firmato a Cotonu il 23 giugno 2000, che non solo sancisce il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dell\’uomo, sia civili sia politici, economici, sociali e culturali e riafferma l\’eguaglianza tra uomini e donne, ma impegna le parti a proteggerli e a promuoverne lo sviluppo.

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