Donne vittime di guerra


da aprile.info

La Donna vittima di guerra

 Flavio Ercoli,   20 giugno 2008, 18:53

 Il fatto     Approvata all’unanimità la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu proposta dal governo degli Stati Uniti. I quindici votano sì al termine dei lavori presieduti anche dal Segretario di Stato Condoleezza Rice. Durante il dibattito oltre 60 speaker e sei donne ministro

La risoluzione 1820 intende spedire alla Corte penale internazionale de l’Aja i responsabili, che a margine dei conflitti che li coinvolgono, stuprano in maniera sistematica donne, ragazze e bambine. E\’ così, con effetto immediato, che la storica risoluzione pone la violenza sessuale tra le armi di guerra, ponendo ai perpetratori di questa barbarica consuetudine lo stop immediato.

L\’atto epocale, sponsorizzato da trenta paesi, tra i quali l\’Italia, è visto con favore ed ottimi auspici dall\’organizzazione non governativa Human Rights Watch; l\’ong chiede al segretario generale dell\’Onu Ban Ki-moon la formulazione di un elenco dove vengano individuati i conflitti nei quali gli stupri siano stati ampiamente diretti contro le civili.

Proprio il Segretario Generale conclude il suo discorso dicendo: “La violenza contro le donne ha raggiunto proporzioni indescrivibili”, e aggiunge che ” per rispondere alla guerra silenziosa contro le donne è necessaria una leadership a livello nazionale; le Nazioni Unite sono chiamate ad aiutare gli Stati a costruire questa capacità e a sostenere la società civile”.

Il riconoscimento della violenza sessuale come arma di guerra suscita la soddisfazione delle ong, che spesso si occupano delle vittime e dei loro figli, frutti innocenti di tale ingiustizia. Il generale Patrick Cammaert, ex comandante delle forze di peacekeeping dell\’Onu, spiega ciò che sapevamo sin dai conflitti medievali: “Più pericoloso essere donna che essere soldato durante i conflitti armati”.

I conflitti dell\’era post-moderna, oppure post-civile, stanno per essere passati al microscopio per individuare i colpevoli di stupro tattico. Gli scenari di guerra maggiormente indiziati sembrano essere la ex Jugoslavia, la regione sudanese del Darfur, la Repubblica Democratica del Congo, il Rwanda e la Liberia.

Giudizi positivi in merito alla risoluzione 1820 giungono dal ministro-ombra per le Pari Opportunità Vittoria Franco: ” Tale risoluzione segna una svolta nelle relazioni internazionali e nella civiltà dei rapporti tra uomini e donne”. La senatrice Franco continua mettendo in luce come da una buona notizia, di ambito sovranazionale, si passi ad una pessima sul fronte interno: ” Il governo Berlusconi sospende i processi per violenze e maltrattamenti contro donne e minori e ci conduce, con indicibile leggerezza, verso l\’impunità di chi si macchia del reato di stupro e violenza. E\’ chiaro che sta succedendo qualcosa di paradossale che noi contrasteremo con tutta la nostra forza”.

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