Stop a 100mila processi


Intervento di Vittoria Franco, pubblicato sabato 21 giugno 2008, sul qutidiano “Europa”  \"Immagine

Vittoria Franco

È stata fatta una campagna elettorale all’insegna della tolleranza zero e della sicurezza, divenuta un’emergenza sociale tale da giustificare un decreto legge ad hoc. Benissimo! Ci saremmo aspettati che fossero previste misure per garantire certezza ed effettività delle pene, per rendere più veloci i processi e punire i colpevoli. Niente di tutto questo: l’”emendamento Berlusconi” prevede invece la sospensione di 100.000 processi. Fra questi vengono sospesi anche i processi per stupro, violenza sessuale e lesioni contro le donne e i bambini, per il reato di maltrattamenti in famiglia contro minori, per sfruttamento della prostituzione minorile. Come dire che per salvare Berlusconi, si salvano anche gli stupratori e gli sfruttatori. Per molti di questi processi è inoltre altissimo il rischio certo della prescrizione. Dal momento che la legge prevede, infatti, che il dibattimento venga riavviato con lo stesso collegio, pena l\’azzeramento di tutto, è altamente probabile che molti di quelli commessi prima del 30 giugno 2002 finiscano con un nulla di fatto. Ma non basta. Fra i reati per cui è prevista la precedenza assoluta nella celebrazione dei processi non rientra la violenza sessuale non di gruppo. Noi vogliamo che le donne e le famiglie italiane lo sappiano. Sappiano quali sono le conseguenze; sappiano che il Governo ha ritenuto urgente sospendere il processo Mills, ma non accogliere i nostri emendamenti per introdurre già nel decreto il reato di persecuzioni moleste e ossessive (lo stalking) e pene più severe per il reato di maltrattamenti contro familiari, conviventi e minori. Ha preferito la via più lunga e incerta del disegno di legge rispetto a un segnale concreto e coerente di reale urgenza. Se uniamo a questo la perdita dei venti milioni di euro destinati alla realizzazione di un piano di azione contro la violenza sessuale, utilizzati per la copertura dell\’ICI sulla prima casa e non ancora reintegrati, il quadro sul tema è davvero sconfortante. Siamo anche in questo caso alla politica degli annunci mentre i fatti vanno in direzione contraria. Non sarà che il decreto sicurezza stia diventando una foglia di fico per coprire altro?

Intanto per martedì prossimo è già fissato un primo momento di mobilitazione: sit in davanti a Palazzo Madama.

 

 

 

 

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