il Governo e l’Istruzione


Di seguito il resoconto dell’intervento di Vittoria Franco nel corso della 12* riunione della Commissione Istruzione del Senato, svoltasi martedì 1 luglio 2008, con la partecipazione del ministro Gelmini e del sottosegretario Pizza.
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SENATO - ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI    (7ª Commissione)
 
MARTEDÌ 1 LUGLIO 2008
12ª Seduta
 
Presidenza del Presidente
POSSA
 

            Intervengono il ministro dell\’istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini e il sottosegretario per lo stesso Dicastero Pizza.     

La senatrice Vittoria FRANCO (PD) condivide l\’analisi descritta dal Ministro circa le problematiche del sistema di istruzione, nonché il rischio di inadeguatezza rispetto alle sfide dell\’Europa e alla strategia di Lisbona, concordando altresì sull\’esistenza di una vera e propria emergenza educativa testimoniata peraltro dagli scarsi risultati ottenuti dagli studenti italiani nelle indagini OCSE-PISA.
Nel puntualizzare comunque che si tratta di dati non uniformi in tutto il territorio nazionale, in quanto permangono punte d\’eccellenza, registra con rammarico l\’elevato tasso di dispersione scolastica specialmente al Sud, che rende a suo avviso più lontano il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona.
Manifesta poi dispiacere per l\’omissione, nella relazione del Ministro, relativa al valore della scuola primaria e di quella dell\’infanzia, che costituiscono un vanto nel panorama europeo.
Riconosce inoltre l\’esigenza di rafforzare l\’autonomia scolastica, di aumentare la qualità dei docenti in stretta connessione con un miglioramento degli stipendi, nonché di valorizzare il merito. Reputando la meritocrazia un aspetto di un generale sistema di valori volto a promuovere l\’eccellenza, puntualizza che essa diventa effettiva solo se si realizzano pari opportunità di cittadinanza, nell\’ottica di contrastare le discriminazioni sociali. Fa presente infatti che l\’assenza di mobilità sociale è dovuta proprio alla debole promozione delle pari opportunità, con conseguente penalizzazione del merito, da cui dipende anche la qualità del sistema.
Rimarca dunque l\’esigenza di investire maggiori risorse nella scuola e rammenta l\’innalzamento dell\’obbligo di istruzione, peraltro non citato nella esposizione introduttiva del Ministro, operato dal Governo di Centro-sinistra, reputando che esso dovrebbe essere ulteriormente innalzato a 18 anni, in termini di istruzione. Ciò costituisce a suo avviso un punto qualificante, la cui omissione testimonia un\’incompleta conoscenza della realtà del comparto.
Manifesta poi rilievi critici in ordine all\’assenza, nella relazione del Ministro, di risposte specifiche alle problematiche del settore, tanto più che da un lato negli organi di stampa vengono continuamente prospettate misure che giudica inquietanti e, dall\’altro, i recenti provvedimenti dell\’Esecutivo contraddicono le meritorie dichiarazioni d\’intenti.
Puntualizza infatti che il Ministro non ha delineato una strategia per contrastare il bullismo, che è ancora un fenomeno in espansione su cui invece l\’ex ministro Fioroni aveva profuso un incessante impegno.
Né risultano chiare le intenzioni del Ministro sui deficit registrati nelle competenze matematiche degli studenti, rispetto ai quali il precedente Esecutivo aveva dato vita ad un apposito Gruppo di lavoro per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica, sulla cui permanenza chiede chiarimenti.
Ricollegandosi alle affermazioni della senatrice Bastico circa le misure contenute nel decreto-legge n. 112, si interroga sulle conseguenze derivanti dai tagli sulla scuola, negando che ciò possa produrre un miglioramento nella qualità del sistema. Ritiene infatti che si tratta di riduzioni impressionanti e insostenibili per il comparto.
Rispetto a tale contesto, prosegue la senatrice, sollecita il Ministro a chiarire come detti tagli possano conciliarsi con l\’obiettivo preannunciato di aumentare gli stipendi dei docenti, ferma restando l\’esigenza di innalzare la qualità dell\’insegnamento.
Chiede poi al Ministro di rendere note le intenzioni dell\’Esecutivo circa i docenti di sostegno, che costituiscono attualmente il fiore all\’occhiello dell\’Italia.
Manifesta indi profonda delusione per le dichiarazioni rese dal Ministro con riferimento ai bambini rom, che aggravano a suo giudizio quanto già previsto dal ministro Maroni per schedare tali soggetti, mortificandone la dignità contrariamente a quanto previsto nei trattati internazionali. Né condivide le affermazioni inerenti la necessità di utilizzare le forze dell\’ordine per garantire la loro frequenza nelle scuole, reputando preferibile puntare a progetti di integrazione elaborati dai servizi sociali.
Rammenta infine che in molte città piani di integrazione hanno dato esiti positivi e reputa che i provvedimenti dell\’Esecutivo non solo siano inefficaci ma descrivano una pericolosa deriva verso l\’autoritarismo.

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