Salviamo le Università


l’Unità, 27 luglio 2008\"Immagine 

Salviamo le Università

Vittoria Franco* 

 Nei giorni scorsi nella commissione Istruzione e Università del Senato abbiamo audito una delegazione della Conferenza dei rettori italiani. Era nostro dovere farlo dal momento che una pesantissima manovra economica del Governo, che anticipa le legge finanziaria per il 2009, penalizza i centri vitali di una società moderna. Fra questi vi sono sicuramente la scuola e l’Università. Vengono effettuati tagli al Fondo ordinario e alla ricerca come mai prima d’ora (il governo di centrosinistra era riuscito almeno a stabilizzare la spesa), è previsto che per cinque anni le assunzioni siano contenute entro il 20% dei pensionamenti (vuol dire che su ogni 5 docenti che vanno in pensione se ne assume solo 1 in sostituzione ) e viene proposto in due righe un cambiamento sostanziale del modello istituzionale universitario con delega al Governo sulle forme attuative. Si parla, infatti, della trasformazione delle Università in fondazioni di diritto privato. È un allarme rosso che riguarda non soltanto difficoltà di bilanci, ma l’impossibilità di mantenere alti livelli qualitativi, garanzie di diritto allo studio, ringiovanimento del corpo docente. Il presidente della CRUI, prof. De Cleva, ha parlato di “disimpegno dello Stato”, di abbandono a se stessi degli Atenei italiani, di rischio di dissesto.

Negli stessi giorni Firenze ha ricevuto la visita della ministra Gelmini in occasione di un incontro delle scuole di alta formazione. Un segnale di attenzione a Firenze e alla Toscana, ricca di centri di eccellenza, a partire da quelle storiche, come la Scuola Normale Superiore e il sant’Anna di Pisa. È giusto sostenerli tutti per la funzione che essi svolgono nella ricerca e nella formazione. Vedremo se si tratta di intenzioni serie e, se così sarà, siamo disponibili a dare il nostro contributo in Parlamento. Deve però essere chiaro che difficilmente i centri di eccellenza possono surrogare una condizione di impoverimento delle Università e di disimpegno dello Stato. La qualità delle alte Scuole di formazione è legata indissolubilmente alla qualità della ricerca e della formazione che si svolge dentro le Università. L’Università di Firenze, ad esempio, riceve prestigio anche da centri di eccellenza che esistono al suo interno, come il LENS, e da una rete di importanti enti di ricerca, come l’Istituto di ottica e altri. Sarebbe stato un segnale di attenzione istituzionale da parte della ministra Gelmini incontrare anche loro e rassicurarli che il Governo ne riconosce meriti e qualità e, soprattutto, che sa che la produzione di sapere e ricerca qualificata si può realizzare esclusivamente all’interno di un sistema, senza il quale anche il migliore centro di eccellenza è depotenziato. Non esistono cattedrali nel deserto. Noi, il PD, stiamo facendo la nostra parte in Parlamento e nel Paese perché non solo non si crei deserto, ma vi sia un rilancio dell’Università italiana.

*Senatrice; Ministro Pari Opportunità del Governo Ombra

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