Dislessia


 Di seguito la relazione di Vittoria Franco, sui Disegni di legge sulla Dislessia, svolta nella seduta della commissione Istruzione e cultura di mercoledì 24 settembre 2008.

Relazione della sen. Vittoria Franco - Commissione Istruzione - 24.09.08 n. 25 

Disegno di legge su Disturbi specifici di apprendimento

Ringrazio il Presidente per la tempestività con cui ha messo all\’odg i due ddl nn. 1006 e 1036 sui disturbi specifici nell\’apprendimento sui quali peraltrol\’Aula ha autorizzato questa mattina la procedura abbreviata.

Mi auguro che questa XVI Legislatura sia quella buona, che porti finalmente e in tempi rapidi all\’approvazione di un provvedimento adeguato, atteso da molte famiglie e da molti insegnanti che possono trarne ragioni di maggiore tranquillità e di certezze condivise. La trattazione di questo tema da parte del Parlamento ha, infatti, una lunga storia.

Durante la scorsa legislatura questa commissione approvò in sede deliberante un testo condiviso da tutti i Gruppi. Fu svolto un lavoro anche faticoso di concerto con la Commissione bilancio la quale richiese al Governo una relazione tecnica su alcuni punti del disegno di legge che avrebbero richiesto una copertura finanziaria non prevista. Alla fine, dopo alcune modifiche che circoscrivevano, per quanto possibile, l\’intervento del Parlamento alle competenze del Ministero della Pubblica istruzione escludendo gli aspetti sanitari, il testo fu varato da questa Commissione.

Il passaggio alla Camera comportò purtroppo tempi più lunghi del previsto e la fine anticipata della Legislatura ne impedì l\’approvazione, con grande rammarico di alcuni di noi che di questa commissione fanno ancora parte. Devo ricordare che purtroppo analogo esito aveva avuto il tentativo fatto nella XIV Legislatura su un testo firmato da esponenti di tutti i gruppi.

I disturbi specifici di apprendimento di cui si parla riguardano la lettura (la dislessia), la scrittura (la disgrafia e la disortografia) o il calcolo (la discalculia). Sono disturbi che si manifestano in bambini con adeguati quozienti intellettivi e in assenza di patologie e di deficit sensoriali o neurologici.

Le manifestazioni più ricorrenti nei bambini che ne sono affetti sono comportamenti come la lentezza nella lettura, errori ripetuti e il disordine di scrittura, inversioni di lettere o di numeri, sostituzioni di lettere, confusione nei rapporti spaziali destra e sinistra e temporali (ieri-oggi) la scarsa concentrazione - comportamenti che possono essere facilmente interpretati come semplice svogliatezza, scarso impegno, pigrizia. In realtà, nella maggior parte dei casi si tratta di tecniche di dissimulazione delle difficoltà e segnalano il grande sforzo che le bambine ed i bambini devono sostenere per non restare indietro rispetto al gruppo. Inoltre, il tentativo di nascondere le difficoltà da parte dei ragazzi ed il fatto che la dislessia non venga riconosciuta tempestivamente possono sviluppare conseguenze come scarsa autostima, ansia da fallimento o blocchi dell\’apprendimento talvolta irreversibili; alterazioni nel comportamento.

Sono disturbi piuttosto diffusi, che riguardano il 4 - 5 % di bambini e bambine (1.500.000 persone).

Occorre che il Parlamento se ne occupi per indicare misure essenziali finalizzate a garantire livelli di apprendimento adeguati, il diritto di ogni bambino e di ogni bambina al successo formativo, al benessere, ad avere pari opportunità.

Spesso, infatti, la dislessia - e gli altri disturbi di scrittura e di calcolo (che possono presentarsi anche contemporaneamente) - sono all\’origine dell\’abbandono scolastico.

Quindi è davvero urgente che il Parlamento vari un provvedimento che è sempre più necessario, atteso da molte famiglie. Sarebbe importante farlo in tempo utile perché possa entrare in vigore già nel prossimo anno scolastico.

Entrando nel merito dei disegni di legge, del tutto identici (in quanto assumono il testo approvato nella scorsa Legislatura), le misure che vengono proposte hanno come principale obiettivo quello di garantire a tutti il pieno diritto allo studio e al successo scolastico, creare una situazione di benessere per chi risente di difficoltà dell\’apprendimento, accrescere l\’autostima.

È importante sottolineare il fatto che nei disegni di legge si è adottato un linguaggio in positivo: ad esempio, “favorire il successo scolastico” e non “impedire l\’insuccesso scolastico”, un linguaggio in negativo presente in alcuni disegni di legge precedenti.

Ciò che nei disegni di legge in discussione si propone, perciò, è l’introduzione di tutele e strumenti specifici che permettano di riconoscere velocemente i DSA e, allo stesso tempo, favoriscano l\’apprendimento in condizioni di minore ansia e spesso di vera e propria automortificazione.

C\’è bisogno che, di fronte al sospetto di dislessia che sorge prima di tutto negli insegnanti e nei genitori, si concretizzi il diritto ad una diagnosi, fatta da uno specialista qualificato ed il più possibile precoce.

La precocità dell\’intervento evita che il problema si complichi.

Accanto a questo, è importante che sia legittimato l\’uso di accorgimenti didattici utili a sostenere l\’impegno e gli sforzi compiuti dai giovani studenti.

Nei disegni di legge si propongono metodi e strumenti dispensativi e compensativi che favoriscano l\’apprendimento ed incoraggino la fiducia in sé e nei propri risultati.

Vengono previste modalità di insegnamento differenziate, misure di flessibilità didattica, adatte ai diversi gradi di difficoltà e di capacità di apprendimento dei ragazzi.

Si tratta, per esempio, di dispensare i ragazzi da quelle attività che sono per loro motivo di imbarazzo, come scrivere alla lavagna davanti a tutti o leggere ad alta voce. Oppure di usare strumenti di facilitazione - cioè misure compensative - come i computer, le calcolatrici, il registratore, la videoscrittura, il correttore ortografico, il disegno e così via. Un altro importante fattore di compensazione è il diritto a tempi di esecuzione più lunghi. I risultati positivi dell\’apprendimento dei ragazzi con DSA potranno essere meglio valutati con l\’assegnazione di esercizi o gruppi di domande meno estesi o svolti in più tappe.

È prevista una formazione specifica degli insegnanti, perché acquisiscano l\’abilità necessaria a individuare gli strumenti dispensativi e compensativi a cui ricorrere e anche i casi di reale presenza di disturbi specifici di apprendimento.

Sono da segnalare:

all\’art. 5 la previsione di strumenti compensativi per bambini bilingui in numero crescente, dovuto in ragione dell\’aumento di bambini stranieri nelle classi;

all\’art. 6 misure che consentono ai familiari di bambini con DSA di fruire di orari di lavoro flessibili.

Una misura non prevista dai disegni di legge, ma che sarebbe auspicabile introdurre, è l\’adozione delle misure compensative e dispensative, che si sono dimostrate efficaci durante la carriere scolastica, anche per lo svolgimento dell\’esame di Stato e delle prove di ammissione all\’Università o ai corsi di qualificazione.

Mi auguro, inoltre, che la Commissione voglia dare anche questa volta l’autorizzazione per la legislativa.

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