La Merlin va in soffitta


Intervento di Vittoria Franco, pubblicato su Europa toscana di venerdì 19 settembre 2008 

La Merlin va in soffitta

e il racket resta impunito

 

Vittoria Franco

Con la proposta di legge del Governo sulla prostituzione cambia la normativa e viene messa in soffitta la legge Merlin, a cui bisogna riconoscere di aver segnato un passo avanti fondamentale per il rispetto dei diritti delle donne, per l\’emancipazione, per la libertà.Sicuramente quella legge, a cinquant’anni di distanza, andava aggiornata e rimessa a punto di fronte alla nuova, imprevedibile all\’epoca, dimensione del fenomeno. Settantamila prostitute, il 20% delle quali minori, spesso appena adolescenti, 9 milioni di clienti, malavita organizzata che organizza la tratta di esseri umani, racket, sfruttamento, violenza. Il fenomeno dell\’immigrazione massiccia ha trasformato il fenomeno: lo ha messo nel giro dell\’illegalità e lo ha fatto diventare un fenomeno di massa, che invade le città e crea disagi e forme di intolleranza fra i cittadini residenti.Se così stanno le cose, affrontare il problema oggi in maniera seria e responsabile, significa tenere conto dei due aspetti del disagio e dello sfruttamento atroce che spesso essa cela. Il disegno di legge del Governo sceglie la via più semplice e colpisce soltanto ciò che si vede. La ministra Carfagna ha dichiarato che l\’intento è quello del contrasto alla prostituzione, non della sua regolamentazione. Si mette, insomma, il problema in un limbo ipocrita tra legalità e repressione che, non riconoscendo la complessità del fenomeno, impedisce la possibilità di trovare soluzioni  e di intervenire efficacemente nella lotta al racket, abbandonando a se stesse le persone che sono sfruttate. A me sembra, invece, che il contrasto possa essere efficace soltanto se la si regolamenta. Siamo tutti consapevoli che la prostituzione, che invade sempre di più le città, può creare problemi ai cittadini e che dunque va affrontato con misure adeguate, ma non dimenticando gli altri aspetti del problema, che possono essere addirittura aggravati perché viene meno la possibilità del controllo sociale. Non basta preoccuparsi di cancellarlo dagli occhi e renderlo invisibile, come se fosse una questione di decoro urbano. A ragione, tutte le associazioni che negli anni hanno seguito e combattuto  la prostituzione hanno dichiarato la loro contrarietà. Un punto di condivisione è invece il contrasto alla prostituzione minorile. Ma anche su questo proporremo miglioramenti con ulteriori misure, non presenti nel testo del Governo, come l’inescusabilità dell’ignoranza dell’età della persona, il divieto di patteggiamento e di sconti di pena.  Lo sfruttamento di minori è un reato abbietto e come tale va combattuto anche con pene molto severe.Vanno, inoltre, previsti sostegni per chi vuole uscire dal giro della prostituzione e ha bisogno di un lavoro, di reti di solidarietà e di tutele. Tutto questo capitolo nel disegno di legge del Governo manca. E\’ indispensabile, insomma, agire contemporaneamente su tutte le leve che possano limitare, fino a cancellarlo, il  racket e lo sfruttamento. I diritti di tutte le persone ed il rispetto della dignità umana devono essere i principi fondamentali su cui poggiare un nuovo intervento normativo contro la prostituzione.

 

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