Prostituzione


 In questa pagina, a seguire, due articoli pubblicati venerdì 12 settembre 2008 rispettivamente su Aprile OnLine.info e la rivista OGGI, un lancio dell\’agenzia Asca e una dichiarazione di giovedì 11 settembre e una dichiarazione rilasciata alla stampa il 9 settembre 2008.                                          

                  \"Immagine                       da Aprile online - 11 settembre 2008, 19:27

UN LIMBO IPOCRITA TRA LEGALITA\’ E REPRESSIONE

PROSTITUZIONE - Non si prevede nessun sostegno, nessuna misura in più rispetto alla normativa attuale per chi vuole uscire dal giro della prostituzione e ha bisogno di un lavoro, di una rete di solidarietà e di tutele. Bene, invece, l\’inasprimento delle pene per chi sfrutta la prostituzione minorile

Il ddl sulla prostituzione ha superato la prova del Consiglio dei Ministri e approderà in Parlamento. Gli articoli intorno a cui ruota il ddl sono il primo e il terzo. Il primo vieta l\’esercizio della prostituzione nei luoghi aperti al pubblico, correggendo così la legge Merlin nel punto in cui prevedeva il reato di favoreggiamento per chi utilizzava a scopo di lucro immobili in cui si esercitasse la prostituzione; il terzo prevede pene e misure sulla prostituzione minorile.

Con la previsione contenuta nell\’art. 1 diventa chiaro l\’approccio che viene privilegiato: dare un messaggio sul piano della sicurezza e dell\’ordine pubblico. Puntare sul disagio che la prostituzione crea in alcune zone delle città per giustificare un provvedimento che mira prevalentemente a celare il fenomeno, a nasconderlo, a renderlo invisibile e che non si fa carico minimamente delle conseguenze e dei seri rischi per altri soggetti coinvolti, le prostitute e le persone che il più delle volte sono vittime di irretimenti nel giro della criminalità organizzata, di un racket a cui lo sfruttamento della prostituzione procura affari e guadagni ingenti.

Il disagio è reale e spesso crea esasperazione e insofferenza dovute a un dilagare di presenze che arrivano talvolta ai confini dei centri storici e in aree molto frequentate. Rispetto alla coraggiosa legge Merlin del 1958, il fenomeno è molto cambiato proprio a causa di una massiccia immigrazione e allo sfruttamento che ne fa la criminalità organizzata. Se negli anni \’50 si trattava di un fenomeno circoscritto e poco visibile, ora si tratta invece di una realtà dilagante che interessa in misura crescente anche minorenni e transgender. In passato si poteva supporre che in molti casi si trattasse di una libera scelta della persona, ora tutti sanno che il più delle volte dietro a una prostituta, specie se immigrata, c\’è un racket, spesso riduzione a schiavitù, sfruttamento.Se così stanno le cose, se il fenomeno è di così vasta portata etica e sociale, oltre che politica, è accettabile un provvedimento parziale, che affronta solo uno dei problemi, quello dell\’ordine pubblico?

Mi sembra questo il limite più grave del ddl del Governo: manca un saggio bilanciamento degli interessi; non si prevede nessun sostegno, nessuna misura in più rispetto alla normativa attuale per chi vuole uscire dal giro della prostituzione e ha bisogno di un lavoro, di una rete di solidarietà e di tutele. Le donne, i transgender, le persone vittime di tratta e sfruttamento vengono lasciate sole, abbandonate a se stesse, ancora di più irretite nelle maglie della malavita organizzata. Aumenterà la violenza, aumenterà la solitudine. Capisco le preoccupazioni di Don Ciotti e del Gruppo Abele quando dicono: “Nel luogo chiuso si può violare meglio chi è fragile e sfruttato; lì le donne sono più indifese per l\’impossibilità di ricorrere a qualsiasi aiuto”.Se si rinuncia a quel carico di responsabilità pubblica verso tutti i soggetti, il provvedimento non solo è monco, ma è scarsamente efficace.

Sull\’inasprimento delle pene per chi sfrutta la prostituzione minorile siamo invece pienamente d\’accordo. È una proposta presente già in nostri ddl. Sfruttare il corpo di giovani donne è uno dei reati più abbietti da condannare e da prevenire. Ma anche su questo si può fare di più. Ad esempio, prevedendo l\’inescusabilità dell\’ignoranza del minore e il divieto di patteggiamento. Mentre sul rimpatrio di minori soli in molti esprimono comprensibili perplessità e l\’associazione Save the children sostiene, non a torto, che il rimpatrio viene previsto a prescindere dal “superiore interesse del minore”, violando la carta dei diritti dell\’infanzia.

Per noi i diritti delle persone, di tutte le persone, e il rispetto della dignità umana, costituiscono il bene primario. E invece, in questo ddl il fenomeno viene lasciato in un limbo ipocrita tra legalità e repressione che, non riconoscendo il fenomeno in tutta la sua portata, impedisce la possibilità di trovare soluzioni e di intervenire efficacemente nella lotta al racket.

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 12.09.2008 - articolo rivista “Oggi”

Vittoria Franco

È vero. Il dilagare di prostitute nei centri abitati, spesso in zone contigue ad aree densamente abitate, crea disagi e insofferenze. E dunque, il problema va affrontato anche con gli strumenti della legge. C\’è però un fenomeno visibile e una sostanza che in esso si cela: lo sfruttamento atroce di donne, spesso minori, irretite nelle maglie del racket, dello sfruttamento, della violenza, con un giro enorme di affari per la criminalità organizzata.

Il ddl del Governo trascura questa sostanza, non si fa carico degli altri soggetti coinvolti.

Le donne, i transgender, le persone vittime di tratta e sfruttamento vengono lasciate sole, abbandonate a se stesse, ancora di più irretite nelle maglie della malavita organizzata. Aumenterà la violenza, aumenterà la solitudine. Mi sembra questo il suo limite più grave: manca un saggio bilanciamento degli interessi; non si prevede nessun sostegno, nessuna misura in più rispetto alla normativa attuale per chi vuole uscire dal giro della prostituzione e ha bisogno di un lavoro, di una rete di solidarietà e di tutele. Si rinuncia alla responsabilità pubblica verso tutti i soggetti.

Sull\’inasprimento delle pene previste per chi sfrutta la prostituzione minorile siamo invece pienamente d\’accordo. Sfruttare il corpo di giovani donne è uno dei reati più abbietti da condannare e da prevenire. Ma anche su questo si può fare di più. Ad esempio, prevedendo l\’inescusabilità dell\’ignoranza del minore e il divieto di patteggiamento. Mentre sul rimpatrio di minori soli in molti esprimono comprensibili perplessità e l\’associazione Save the children sostiene, non a torto, che il rimpatrio viene previsto a prescindere dal “superiore interesse del minore”, violando la carta dei diritti dell\’infanzia.

Per noi i diritti delle persone, di tutte le persone, e il rispetto della dignità umana, costituiscono il bene primario. E invece, in questo ddl il fenomeno viene lasciato in un limbo ipocrita tra legalità e repressione.

 

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Dichiarazione: 

PROSTITUZIONE: FRANCO, “SI LASCIA IL PROBLEMA IN UN LIMBO E SI ABBANDONANO LE PERSONE NELLE MANI DEL RACKET”

“Con il  Disegno di legge contro la prostituzione approvato oggi dal Consiglio dei Ministri si mette il problema in un limbo e si abbandonano le persone costrette a prostituirsi nelle mani del racket”. Lo afferma la senatrice Vittoria Franco, ministro per le pari opportunità del governo ombra.  “Questo Ddl – prosegue la senatrice - punta a risolvere la prostituzione soltanto dal punto di vista  della sicurezza e dell’allarme sociale  e non si fa carico delle donne e delle persone che sono implicate e irretite  da sfruttamento e violenza. Riconsegna queste persone, nella stragrande maggioranza donne immigrate che vengono nel nostro Paese con l’idea di trovare lavoro, nelle mani del racket  e dello sfruttamento più violento. Siamo diversi passi indietro rispetto alla legge Merlin”. “Con questo Ddl la prostituzione rimane, infatti, in un limbo ipocrita tra legalità e repressione che, non riconoscendo il fenomeno, impedisce la possibilità di trovare soluzioni e di intervenire efficacemente nella lotta al racket”. “Siamo tutti consapevoli che la prostituzione, che invade sempre di più le città, può creare problemi ai cittadini e che dunque va affrontato con misure adeguate, ma non dimenticando gli altri aspetti del problema, che possono essere addirittura aggravati perché viene meno la possibilità del controllo sociale. Non basta preoccuparsi di cancellarlo dagli occhi e renderlo invisibile”. “Anche il contrasto alla prostituzione minorile può essere reso più efficace da ulteriori misure, non presenti nel testo del Governo, come l’inescusabilità dell’ignoranza dell’età della persona. Non a caso si sono dichiarati contrari al Ddl anche associazioni impegnate su questi temi come il ‘Gruppo Abele\’ e ‘Save the children’.   “Quanto al carcere previsto per clienti e prostitute che violino la legge ci sembra una misura demagogica e sproporzionata. Al momento della discussione in Parlamento – conclude Vittoria Franco -  faremo le nostre proposte”. Roma, 11 settembre 2008

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Dichiarazione della senatrice Vittoria Franco ministra ombra del Pd Pari opportunità:

9 settembre 2008

PROSTITUZIONE: “NON E\’ PROBLEMA DI DECORO URBANO, SERVE PIU\’ LOTTA AL RACKET”. 

“Attendiamo di conoscere il testo definitivo del disegno di legge del governo sulla prostituzione, e soprattutto di sapere come, dopo molti annunci, uscirà dal Consiglio dei ministri. La questione è che la prostituzione non è per noi un problema di decoro urbano. Il nodo principale resta il rafforzamento della lotta alla tratta degli esseri umani e allo sfruttamento della prostituzione minorile”. Lo dice la senatrice Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari Opportunità del Pd.”Nell\’affrontare il fenomeno della prostituzione - sottolinea Vittoria Franco - occorre considerare anche i rischi di divieti assoluti che non si fanno carico del destino di donne, soprattutto immigrate, che sono oggetto di sfruttamento. A noi interessa difendere i diritti delle donne - conclude Vittoria Franco - sia di quelle che vengono fatte prostituire con la forza nelle strade che di quelle che scelgono liberamente di prostituirsi, magari in casa. Abbiamo nostre proposte e aspettiamo di vedere un testo del governo in Parlamento per poterci confrontare nel merito”.

9 settembre 2008

 

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