Prostituzione


da aprileonline di venerdì 7 novembre 2008\"Immagine

Questione sociale, non di ordine pubblico

 Vittoria Franco*,   07 novembre 2008, 18:31

E’ approdato in Parlamento il disegno di legge sulla prostituzione presentato dal ministro Mara Carfagna. Un testo dalla filosofia chiara: si punta, equiparando le prosititute ai loro clienti, a nascondere il problema sotto il tappeto invece di affrontarlo alla radice. La proposta del Pd si concentra sul reato di tratta, assimilandolo a quello di mafia, e vuole potenziare le norme per reiniserire chi si sottrae al racket

La Commissione Giustizia del Senato ha appena cominciato ad esaminare i disegni di legge sulla prostituzione, a partire da quello presentato dalla ministra delle Pari opportunità Mara Carfagna di cui gli organi di informazione hanno ampiamente parlato. Com\’è noto, la proposta del governo introduce il reato di prostituzione in luogo pubblico e punisce con l\’arresto da 5 a 15 giorni e con l\’ammenda da 200 a 3 mila euro le prostitute e i loro clienti. Gli sfruttatori della prostituzione minorile sono puniti con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa da 1500 a 6000 euro, con aggravanti in caso di vittime minori di 16 anni e attenuanti nel caso in cui l\’autore dei fatti abbia a sua volta meno di 18 anni. Per i ragazzini e le ragazzine costretti a vendersi in strada il testo prevede invece l\’obbligo di rimpatrio, “al fine di realizzare il loro ricongiungimento familiare”.

La visione che traspare da questo provvedimento è molto chiara: la Destra ritiene che la prostituzione sia un problema di ordine pubblico, e non una questione sociale. Mara Carfagna ha più volte dichiarato che la prostituzione, così come chi vende il suo corpo, le fa orrore. Così per il governo vendere sesso diventa reato, ma solo in luogo pubblico, mentre rimane la norma della legge Merlin che prevede il carcere per chi, anche inconsapevolmente, affitta un appartamento a persone che vendono prestazioni sessuali.

Dunque, la prostituzione non viene vietata del tutto, ma nascosta come la polvere sotto il tappeto. E a pagare di più sono proprio le vittime, che oltre alle violenze della tratta degli esseri umani ora vengono anche allontanate dai luoghi pubblici e rischiano la galera. I possibili esiti di una normativa del genere sono purtroppo già sotto gli occhi di tutti. A Roma, dove il sindaco Gianni Alemanno ha emanato un\’ordinanza ispirata alla proposta del governo, prostitute e trans si sono spostati nei comuni della Provincia, come ha denunciato il presidente Nicola Zingaretti. Il carcere per i clienti, inoltre, è solo una minaccia perché le pene previste vengono sospese e anche le multe sono esigibili solo dopo tre gradi di giudizio.

In sostanza, da un lato il governo fa il muso duro contro le prostitute, dall\’altro non affronta il problema alla radice, non colpisce la tratta degli esseri umani che è alla base del fenomeno. E\’ proprio questo, invece, l\’obiettivo principale del disegno di legge che abbiamo presentato come Pd e sul quale sfidiamo il governo al confronto. Noi prevediamo l\’equiparazione del reato di tratta a quello di mafia, con la confisca dei beni e pene durissime. Per scoraggiare proprio il commercio di esseri umani, la prostituzione in strada viene vietata ma punita con una sanzione amministrativa, da riscuotere sul posto sia dalle prostitute che dai clienti. I sindaci potranno però, se lo riterranno opportuno, indicare aree in cui è possibile esercitare la prostituzione, come chiedono anche le associazioni cattoliche che operano nel settore e che temono l\’entrata in clandestinità del fenomeno e il conseguente aggravamento delle violenze contro le donne.

I reati contro i minori vengono puniti più duramente, introducendo misure più efficaci come l\’inescusabilità per ignoranza dell\’età, l\’arresto in flagranza per i clienti e il divieto di patteggiamento. Nessun rimpatrio, ma il recupero per i minori costretti a prostituirsi. Chi affitta a prostitute non correrà più rischi, mentre potenziamo le norme per il recupero e il reinserimento di chi decide di sottrarsi al racket. A noi interessa infatti il destino di queste persone, non ci limitiamo a dire che devono sparire per le strade.

*Ministro ombra delle Pari opportunità

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