Irigaray “La via dell’amore”

maggio 16, 2008
12:00 ama8:00 pm

“Donne contro”

rassegna per il Maggio Musicale Fiorentino

proposta da “Leggere per non dimenticare”a cura di Anna Benedetti

incontra Luce Irigaray

irigaray20131
Ve
nerdì 16 maggio 2008 - ore 18
Piccolo teatro del Comunale - Corso Italia - Firenze

LUCE IRIGARAY - La via dell’amore (Bollati Boringhieri, 2008)
Introduce: Vittoria Franco
Letture di Catia Menniti, docente filosofia, dell’Università della Calabria
A ispirare la vita e l’opera di Luce Irigaray è la ricerca di un futuro più giusto e felice per l’umanità. La scoperta, teorica e pratica, di una relazione con l’altro nutrita di rispetto reciproco per le differenze, di un rapporto a due che conduce a una globalizzazione possibile e non distruttiva della soggettività individuale e delle culture. Questo libro è un tentativo radicale di ripensare e rifondare la filosofia occidentale, scardinando le millenarie tradizioni sapienziali della nostra cultura. Un rifiuto tenace opposto a quei tecnocrati del logos che hanno trasformato, loro incapaci di «camminare sulla terra», la saggezza in sterile costruzione razionale e concettuale, appannaggio dei pochi iniziati di circoli intellettuali e accademici. Al centro di questa nuova ricerca filosofica, non più gli aspetti mentali o cognitivi, ma uno sguardo concentrato sulla dimensione più concretamente intersoggettiva, sull’esperienza umana, sull’elaborazione di un discorso volto al «saper vivere» prim’ancora che al «saper morire». Una saggezza futura non si ridurrà più a monologo verbale, trasmesso da maestri a discepoli, ma risulterà da un dialogo, anche carnale e mediato dal toccare, tra noi in quanto anime e corpi diversi, un dialogo con il cosmo, con l’universo. Il nuovo filosofo sarà allora ben lontano da quel «dotto in Sorbona» che Irigaray, con tagliente ironia, descrive «mediocre compagno di vita: bambino in amore e amante dei bambini più che delle donne». “Questa è la provocazione di Luce Irigaray che nel suo libro denuncia l’atteggiamento tipico e totalmente irriflesso del filosofo che, nella cura della purezza del logos, trascura il dia-logo con uno o più soggetti differenti, come le donne per esempio, per evitare i delicati problemi relazionali che nascono dal confronto con l’altro. Irigaray non intende distruggere l’edificio concettuale che la filosofia ha costruito in Occidente, ma denunciarne il carattere parziale, dovuto al fatto che si è preferito coltivare la purezza delle idee piuttosto che il rapporto intersoggettivo fra gli uomini. (Umberto Galimberti, la Repubblica 12.04.2008)

Luce Irigaray, filosofa, ha interessi multidisciplinari che le provengono dai suoi studi di

filosofia, psicologia, letteratura e linguistica, e dalla sua formazione psicoanalitica. Vive e

lavora a Parigi. Tra le sue ultime pubblicazioni in italiano: In tutto il mondo siamo sempre

in due. Chiave per una convivenza universale; Preghiere quotidiane e Oltre i propri confini.

Leave a Reply