Intervento Giornata internazionale contro violenza sulle donne, Roma 24/11/08


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la relazione di Vittoria Franco alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Roma, 24 novembre 2008

NON DA SOLA

Per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Roma, 24 nov 2008

Teatro centrale, Roma

Relazione di Vittoria Franco

“I diritti umani delle donne e delle bambine sono inalienabili e parte integrale e indivisibile dei diritti umani universali. La violenza di genere e tutte le forme di molestie e di sfruttamento sessuale, incluse quelle che risultino dal pregiudizio culturale e dal traffico internazionale, sono incompatibili con la dignità e il valore della persona umana, e perciò devono essere eliminate”. (La Dichiarazione dell’ONU, approvata a Vienna nel 1993). E nella Piattaforma d’azione di Pechino, del 1995 si legge: “La violenza contro le donne è un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi di uguaglianza, sviluppo e pace. La violenza contro le donne viola, indebolisce o vanifica il godimento da parte delle donne dei loro diritti umani e delle loro libertà fondamentali”.

Sono due documenti dell’ONU che hanno segnato un punto di non ritorno sulla strada del riconoscimento della gravità della violenza contro le donne e del necessario impegno degli Stati e delle comunità nel contrastarla con ogni mezzo nel nome della dignità e del valore della persona umana femminile.

Domani, 25 novembre, ricorre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita perché nessuno dimentichi che esiste la barbarie degli stupri etnici, che esiste la tratta di esseri umani femminili, che la violenza contro le donne è un fenomeno purtroppo in espansione, anche nel nostro Paese.

Perché nessuno dimentichi che la violenza è la prima causa di morte delle donne fra i 16 e i 50 anni: più delle malattie, più degli incidenti; che non conosce confini di appartenenza sociale o di livelli culturali e di istruzione. Perché tutti sappiano che la stragrande maggioranza degli episodi di violenza contro le donne avviene fra le mura domestiche, nel luogo considerato più sicuro: la famiglia, e che gli autori sono le persone a loro più vicine: mariti, conviventi, fidanzati, parenti, colleghi. Ancora oggi i giornali riportano di un ennesimo omicidio di una giovane donna per mano del suo ex fidanzato.

In qualche periodo la frequenza di omicidi è tale da far pensare a un vero e proprio femminicidio, a un desiderio più o meno inconscio degli uomini di continuare ad affermare la propria superiorità con la prevaricazione, punendo la donna che non sta al suo posto, distruggendone la personalità con la violenza fisica e psicologica. Il fenomeno della violenza contro le donne ha assunto dimensioni tali da dover essere considerato come una questione sociale e non un insieme di casi singoli.

Per noi questa giornata è anche l’occasione per ribadire il nostro impegno a promuovere azioni di contrasto, di prevenzione, di formazione culturale affinché la relazione fra uomini e donne sia improntata al rispetto della libertà e della dignità della donna e al principio della inviolabilità del corpo femminile. Abbiamo nelle nostre menti il dolore, lo sconcerto, lo smarrimento di quelle donne che hanno subito violenza e che non sanno se riusciranno a ripartire e a riprendere in mano la loro vita. Vogliamo che non siano mai sole, che possano sempre disporre di un luogo dove cercare e trovare solidarietà, assistenza, sostegno per ritrovare se stesse e riacquistare dignità, autostima, fiducia. Per questo riteniamo che sia urgente una legge che riconosca la funzione preziosissima dei Centri antiviolenza.

Voglio dire grazie a tutte quelle donne – e sono davvero tante – che prestano la loro opera nei Centri, che mettono a disposizione passione, professionalità, amicizia, capacità di accoglienza. Alcune di loro sono con noi oggi a testimoniare l’attività di tutte. Le ringrazio di cuore. È grazie a loro se tante donne hanno trovato e ritrovano il filo della loro esistenza e riacquistano la forza di guardare con fiducia al loro futuro. Svolgono assistenza legale e psicologica, accompagnamento nel percorso di recupero dell’autostima, nella ricerca di un lavoro perché possano guadagnare autonomia anche economica, promuovono un’attività importantissima e delicatissima che è la formazione del personale di accoglienza e assistenza, promuovono campagne per la prevenzione. Lo fanno il più delle volte a titolo gratuito, spesso con scarsa considerazione e con scarso o nessun sostegno da parte degli Enti locali, soprattutto al Sud dove alcuni Centri rischiano la chiusura per mancanza di risorse. Il nostro plauso va a quelle Regioni nelle quali molto è stato fatto e si continua a fare. Siamo nel Lazio: V progetto che prevede un recupero di immobili dell’Agro romano da destinare anche ad agro-asili o a consultori familiari per migliorare la sicurezza. Altre Regioni hanno varato leggi contro la violenza e messo a disposizione risorse e servizi (Toscana, Liguria, Marche); altre sono impegnate nel sostegno ai Centri. Ma si tratta ancora di interventi nel complesso insufficienti.

Noi vogliamo che i Centri siano sostenuti anche con un Fondo nazionale e con risorse certe. Ci chiediamo come sia stato possibile soltanto pensare di sottrarre – come ha fatto il governo di centrodestra per trovare la copertura finanziaria per la cancellazione dell’ICI sulla prima casa - i 20 milioni di euro che il Governo Prodi, Ministro per le PPOO Barbara Pollastrini, aveva destinato per il 2008 al Piano di azione contro la violenza sulle donne. Eppure è accaduto! Com’è accaduto che si sia tentato di sospendere 100.000 processi, fra i quali moltissimi per stupro, violenza, sfruttamento della prostituzione, che avrebbero rischiato la prescrizione. Questi sono sintomi del fatto che la strada è ancora lunga per ottenere giustizia e vincere la battaglia.

Ma noi donne del PD abbiamo fatto di questa battaglia uno dei nostri punti di identità. Siamo impegnate in questi giorni alla Camera a favore di una legge sulle persecuzioni moleste, lo stalking, che aveva compiuto una buona parte dell’iter legislativo già nella scorsa legislatura (le amiche della Camera che se ne stanno occupando). Siamo convinte che sia urgente arrivare a riconoscere questa nuova fattispecie di reato non solo per punire chi vi incorre, ma anche per prevenire delitti, di cui sono vittime quasi sempre donne: sono oltre 2 milioni. Siamo impegnate a sostenere tutte le iniziative legislative per contrastare nella maniera più efficace la violenza contro le donne.

Depositeremo nei prossimi giorni – per iniziativa del governo ombra -una nostra proposta specifica sui Centri antiviolenza che prevede nuove regole di riconoscimento e di accredito dei Centri stessi e risorse certe in attuazione anche di quanto prevede la Dichiarazione dell’ONU del 1993: “I Governi dovrebbero …. includere nel budget di governo adeguate risorse per le loro attività relative all’eliminazione della violenza contro le donne”. Vogliamo ricordarlo anche alla Ministra Carfagna, la quale forse non si è accorta che per il 2009 la Finanziaria non prevede nulla per il contrasto alla violenza sessuale e che non sono stati reiterati i fondi a ciò destinati dal Governo Prodi.

Noi ci impegneremo nelle prossime ore affinché vengano previsti.

Nel nostro ddl prevediamo l’istituzione di un Registro dei centri accreditati in base a precisi criteri; un coordinamento nazionale dei Centri antiviolenza; la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni di accoglienza e socio-assistenziale: che è un riconoscimento delle attività che molti dei Centri già svolgono; prevediamo ancora la possibilità, per il Centro che ha assistito la vittima di violenza di costituirsi nel giudizio penale. Ma soprattutto è importante disporre di un fondo con risorse certe che garantiscano continuità di intervento ai centri esistenti, che consentano di aprirne di nuovi nelle aree del paese che ne sono sprovviste. La maggior parte dei 100 Centri attualmente attivi si trovano infatti soprattutto nel centro-nord. Proponiamo che su tutto il territorio nazionale sia prevista l’assistenza alle donne che hanno subito violenza fra i livelli essenziali delle prestazioni dei servizi sociosanitari. Vogliamo che sempre più donne denuncino la violenza subita: sono ancora pochissime quelle che hanno la forza di farlo (intorno al 5%). Le altre hanno paura, vergogna, talvolta semplicemente si sentono nell’impossibilità di decidere perché il maltrattamento è mischiato all’amore. Preferiscono tacere, trincerarsi nel silenzio.

Noi ci battiamo anche perché si sentano più tutelate e sostenute, perché rompano il silenzio ed escano dalla solitudine anche con l’aiuto di centri sicuri. Ma soprattutto ci battiamo per prevenire ogni forma di violenza contro le donne. Sta qui la vera sfida. Ci battiamo affinché le relazioni fra gli uomini e le donne siano improntate al rispetto reciproco, al riconoscimento del diritto alla libertà, del diritto ad esprimere liberamente la propria personalità. E questo si fa con l’educazione, con campagne di sensibilizzazione di cui ci faremo carico nei prossimi mesi: si può fare solo insieme con gli uomini. Solo insieme - donne e uomini rispettosi della libertà femminile -potremo pensare di riuscire a sconfiggere la violenza sulle donne che sempre più ci appare una barbarie da superare e cancellare.

Per questo – insieme con tante donne che hanno qualcosa da raccontarci e che ringrazio - abbiamo invitato col segretario Walter Veltroni, altri due uomini - Gianrico Carofiglio e Claudio Vedovati - che vogliamo come alleati nella costruzione di una cultura della relazione basata non sul possesso e sull’annullamento dell’altra, ma - semplicemente - sulla reciprocità e sul riconoscimento.

Vogliamo coltivare la bellezza dell’amore, quello che non può essere o diventare sopraffazione e dominio, possesso del corpo femminile, rapporto gerarchico, ma è unione fra due soggetti liberi.

One Response to “Intervento Giornata internazionale contro violenza sulle donne, Roma 24/11/08”

  1. uniromatv Says:

    Al seguente link potete vedere il servizio realizzato da UniromaTV dal titolo “L’inferno non esiste” http://www.uniroma.tv/?id_video=15104
    Ufficio Stampa di Uniroma.TV
    info@uniroma.tv
    http://www.uniroma.tv

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