Violenza: interrogazione parlamentare


sicurezzaperhomepage2Di seguito il testo di un’interrogazione parlamentare, prima firmataria Vittoria Franco, presentata nella seduta pomeridiana del Senato di giovedì 29 gennaio 2009.

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVI LEGISLATURA ——
138a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 29 GENNAIO 2009
(Pomeridiana)
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Presidenza della vice presidente BONINO,
indi della vice presidente MAURO
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FRANCO Vittoria, FINOCCHIARO, SOLIANI, ADAMO, AMATI, ANTEZZA, ARMATO, BAIO, BASSOLI, BASTICO, BERTUZZI, BIANCHI, BIONDELLI, BLAZINA, BONINO, CARLONI, CHIAROMONTE, DELLA MONICA, DONAGGIO, FIORONI, FONTANA, GARAVAGLIA Mariapia, GHEDINI, GRANAIOLA, INCOSTANTE, LEDDI, MAGISTRELLI, MARINARO, MAZZUCONI, MONGIELLO, NEGRI, PIGNEDOLI, PINOTTI, PORETTI, SBARBATI, SERAFINI Anna Maria - Ai Ministri dell’interno e per le pari opportunità - Premesso che:
il nuovo anno si è aperto con un triste e drammatico episodio di violenza sessuale contro una donna e questo mese ha già raccontato altri episodi che hanno segnato il corpo e la vita di giovani vittime di stupro;
le cifre nazionali delle violenze contro le donne sono un serio motivo di allarme politico e sociale. L’Istat ha indicato, in una ricerca, che 7 milioni di donne, tra i 16 e i 70 anni, hanno subito una violenza sessuale o fisica nel corso della propria vita, pari ad una donna su tre. Di queste, 5 milioni hanno subito violenza sessuale, un milione ha subito stupri o tentati stupri. Questi dati così gravi, come sempre, rappresentano il fenomeno in difetto, perché non si può dimenticare che la violenza si compie spesso nell’ombra, non viene denunciata dalle vittime;
non si può, inoltre, dimenticare che la violenza, che è la prima causa di morte per le donne, anche le più giovani, resta il più delle volte rinchiusa tra i muri di una casa, avviene per mano conosciuta di un convivente, di un genitore, e si ripete nel tempo indebolendo sempre più chi la subisce, chi si vergogna o non ce la fa a reagire, a chiedere aiuto o, spesso, anche se decide di chiederlo, non riceve credito o sostegno;
la violenza distrugge le relazioni tra le persone e, in particolare, ferisce la dignità delle donne. Offende anche il percorso culturale e giuridico che il nostro Paese, anche grazie al legislatore, ha svolto per mettere sempre e comunque lo Stato al fianco delle vittime, senza pregiudizi o diffidenza. Proprio quel percorso, non facile, richiama ognuno alla responsabilità di non banalizzare, di non sottovalutare i drammi che tante persone, soprattutto tante donne vivono sulla propria pelle;
oltre al rafforzamento delle tutele normative e repressive, servono misure che favoriscano la sicurezza e la vivibilità dei territori, sviluppino prevenzione attraverso la fruibilità dei servizi, il controllo sociale e di polizia, la buona amministrazione così come avviata con i “patti per la sicurezza” del ministro pro tempore all’interno, Giuliano Amato;
serve, soprattutto, che la vittima avverta, da subito, un sistema sensibile, attento al suo vissuto, incontrando lungo il percorso di sostegno e di denuncia operatori formati, competenti, pronti a farsi carico delle esigenze di protezione, di accoglienza, di difesa. Chi lavora con le vittime di violenza sa quanto contino le parole che si dicono o i gesti che si compiono perché si possa trovare il coraggio necessario;
una cultura diffusa di tutela delle vittime, di condanna della violenza, di reciprocità delle relazioni chiede, certamente, consapevolezza e un adeguato impegno di risorse. In questo senso, sono diversi i segnali di arretramento rispetto alle esigenze emergenti: non esiste un piano nazionale contro la violenza di genere, non ci sono risorse per i centri antiviolenza, non sono stati confermati per il 2009 i 20 milioni di euro stanziati dal Governo Prodi, non c’è un impegno della maggioranza per adottare rapidamente le norme sullo stalking e la violenza sessuale;
l’impegno dichiarato quando accadono fatti drammatici di violenza non è credibile se non è accompagnato da misure visibili e durature,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo in relazione ad una conoscenza approfondita delle dimensioni del fenomeno, intendano sostenere iniziative e proporre misure, anche finanziarie, per contrastare il fenomeno della violenza contro le donne e rendere per loro le città più sicure;
se intendano sostenere e sviluppare la rete dei centri antiviolenza presenti sul territorio nazionale;
se condividano la necessità di realizzare e, quindi, di sostenere una campagna contro la violenza che informi le donne delle tutele e dei servizi esistenti, che favorisca nelle scuole la maturazione di una coscienza di genere, del rispetto dell’altra/o senza discriminazione o esclusione.
(3-00504)

2 Responses to “Violenza: interrogazione parlamentare”

  1. giovanna pettenello Says:

    aderisco all’iniziativa della sen. Vittoria Franco, che ringrazio anche a nome delle donne della mia generazione (1938), di quella precedente e di tutte le giovani, anche quelle non belle, tanto per demolire le dichiarazioni davvero incredibili di Berlusconi

  2. giovanna pettenello Says:

    adesione convinta all’interrogazione della sen. Vittoria Franco

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