No al lavoro notturno per le madri


vittoria3008081LAVORO: FRANCO (PD) “GOVERNO VUOLE QUELLO NOTTURNO PER LE MADRI LAVORATRICI”

(9Colonne) Roma, 26 feb 2009- “Ormai non ci sorprende più l’opera di totale revisione dei diritti acquisiti delle lavoratrici e dei lavoratori che questo governo sta mettendo in atto. Oggi dobbiamo segnalare un nuovo attacco ai diritti delle madri lavoratrici con lo stop del governo all’obbligo di esonero per il lavoro notturno per le donne in attesa o neo- mamme come annunciato dal sottosegretario al Welfare Viespoli in commissione Lavoro alla Camera”. Lo afferma la senatrice Pd Vittoria Franco.

“Siamo stanche - continua Franco - di questa schizofrenia governativa che da una parte esalta la maternità nelle sue forme più retoriche e dall’altra continua a sottrarre diritti alle lavoratrici madri senza tenere in alcun conto gli sforzi che, sia dal mondo sindacale che imprenditoriale, arrivano per promuovere la conciliazione dei tempi di lavoro per le lavoratrici madri.

Non è il modo migliore per presentarci all’Europa. Non è il modo migliore per tutelare anche in Europa la maternità”. “Gia oggi - prosegue la senatrice - la maternità è vissuta come un handicap per l’ingresso e la permanenza delle donne nel mondo del lavoro, ulteriori barriere rischiano di approfondire una discriminazione inaccettabile”.

“Recentemente abbiamo sollevato - afferma Vittoria Franco - il problema come senatori Pd in un’interrogazione rivolta al ministro Sacconi sulla situazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Alitalia, in cui specificavamo che la questione sollevata dalla Commissione europea riguarda esclusivamente l’esigenza di assicurare la parità di trattamento economico tra lavatrici in maternità e lavoratori e che comunque non inficia gli istituti di tutela delle lavoratrici madri previste dalla legge nazionale”. “Riteniamo - conclude la senatrice Pd - che il nostro peso in Europa debba misurarsi sull’ampliamento dei diritti non sulla loro sottrazione, in particolare e per la tutela della maternità”.

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