Alitalia: interrogazione senatori PD


alitalia1ALITALIA. SENATORI PD, GOVERNO GARANTISCA DIRITTI A LAVORATORI GENITORI E CON A CARICO DISABILI

Sollecitati dalle numerose richieste di interessamento che in questi giorni sono giunte anche ai senatori da parte di lavoratrici e lavoratori dipendenti della compagnia aerea Alitalia, i senatori del Partito democratico Vittoria Franco, Anna Finocchiaro, Tiziano Treu, Giorgio Roilo Tamara Blazina, Franca Biondelli, Ria Ghedini, Achille Passoni, Paolo Nerozzi, Pietro Ichino hanno presentato oggi al Senato un’interrogazione urgente al Ministro Sacconi. Nell’interrogazione si chiede di sapere quali iniziative il governo vuol intraprendere per assicurare alle lavoratrici ed ai lavoratori, che hanno legittimamente richiesto l’esonero dal lavoro notturno all’azienda Alitalia - CAI SpA, di esercitare i propri diritti di cura nei confronti dei figli e delle persone disabili a proprio carico, come garantito dalla legge italiana”.

Nell’interrogazione si chiede inoltre “quali iniziative il Ministro Sacconi intenda intraprendere per promuovere l’applicazione da parte di CAI degli standard contrattuali di protezione delle lavoratrici con figli minori di uno, tre o nove anni, già in vigore presso Alitalia”.

“Già più volte interpellato sulla vicenda - spiega Vittoria Franco - il governo ha risposto in maniera contraddittoria. Dapprima sostenendo di aver osservato le norme previste dalle leggi italiane a riguardo (legge 151/2001 e 104/92) che sanciscono il diritto delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri nonché dei lavoratori che abbiano a carico un soggetto disabile di chiedere l’esonero dal lavoro notturno. Poi però su richiamo della Commissione europea, la cui normativa garantisce la possibilità alle lavoratrici di scegliere se astenersi dal lavoro notturno, il Ministero del lavoro ha riconsiderato la prima interpretazione sostenendo che, davanti all’orientamenti Ue, la normativa italiana non possa applicarsi al lavoro notturno del personale Cai”.

“Tuttavia la questione sollevata dalla Commissione europea riguarda esclusivamente l’esigenza di assicurare la parità di trattamento economico tra lavatrici in maternità e lavoratori e che comunque non inficia gli istituti di tutela delle lavoratrici madri previste dalla legge nazionale. Con questa interrogazione - conclude Franco - chiediamo al governo una parola chiara e definitiva sulla situazione che riguarda molte lavoratrici e lavoratori della Cai che non possono vedersi privare un diritto garantito dalla legge italiana”.

Roma, 12 febbraio 2009

Il testo dell’Interrogazione e a seguire, un articolo pubblicato sull’Unità:

Senato della Repubblica - XVI Legislatura

Interrogazione Urgente in Aula

Al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Per sapere, premesso che

sono giunte in questi giorni numerose richieste di interessamento alle Consigliere di Parità e ai Senatori della Repubblica da parte di lavoratrici e lavoratori dipendenti della compagnia aerea Alitalia - Compagnia Aerea Italiana S.p.A., in merito al mancato riconoscimento da parte della compagnia del diritto di esonero dal lavoro notturno per gli assistenti di volo che ne hanno fatto richiesta a norma dei commi 2 e 3 dell’art. 53, D.Lgs. 151/2001 (”Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53″), nonché alla richiesta di esonero da turni che comportino il pernottamento fuori sede di residenza, secondo le disposizioni contrattuali vigenti presso Alitalia prima del trasferimento della compagine aziendale alla CAI. La questione è stata altresì portata in evidenza attraverso i mezzi di comunicazione da alcune organizzazioni sindacali di rappresentanza del personale di volo;

il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali è stato interpellato sulla questione di cui alla precedente premessa il 14 gennaio 2009 ed in data 22 gennaio 2009 ha indirizzato una propria nota di interpretazione all’Alitalia - Compagnia Aerea Italiana SpA e, per conoscenza, alla Segreteria nazionale dello SDL - Sindacato dei Lavoratori Intercategoriale del Settore Trasporto Aereo. In tale nota il Ministero, confermando il chiarimento che aveva già fornito in precedenza  con l’interpello n. 33 del 16 novembre 2007, ha ribadito che ” per quanto concerne il personale di volo delle compagnie di aviazione civile deve ritenersi tuttora in vigore la disciplina di cui all’art. 53 del D.Lgs. n.151 del 2001″.  Ma il 4 febbraio 2009 la Direzione generale per l’attività ispettiva del Ministero, ha inviato un nuovo interpello, il n. 1/2009, all’Assaereo - Associazione nazionale vettori e operatori del trasporto aereo, con il quale, in contraddizione con quanto era stato scritto solo pochi giorni prima dalla Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro,  si afferma, in conclusione: “nel riconsiderare l’impostazione interpretativa già a suo tempo fornita e nel prendere atto degli orientamenti espressi in ambito comunitario, si ritiene maggiormente aderente al complessivo quadro normativo in materia l’orientamento secondo cui non possano applicarsi al lavoro notturno del personale in esame né le restrizioni previste dall’art. 53 del D.Lgs. 151/2001 né, evidentemente, quelle di cui all’art. 11 del D.Lgs. n. 66/2003, dovendosi far riferimento esclusivo - in tale ambito - alla specifica disciplina contenuta nel D.Lgs. 185/2005, che comunque potrà essere integrata e meglio declinata dalla contrattazione collettiva.”;

il D.Lgs. 185/2005 cui si riferisce l’interpello del Ministero del Lavoro n. 1/2009 è il Decreto di attuazione della direttiva 2000/79/CE relativa all’Accordo europeo sull’organizzazione dell’orario di lavoro del personale di volo dell’aviazione civile. Il Decreto legislativo in parola stabilisce la disciplina relativa esclusivamente all’organizzazione dell’orario di lavoro ordinario del personale di volo dell’aviazione civile, nonché la disciplina dei periodi di ferie e dei riposi giornalieri spettanti alla generalità del personale viaggiante.  La direttiva comunitaria 2000/79/CE chiarisce, peraltro, come da prassi, che la sua attuazione “non costituisce in nessun caso motivo sufficiente per giustificare una riduzione del livello generale di protezione dei lavoratori negli ambiti da essa trattati. ”

(si veda il comma 2 dell’articolo 2 della Direttiva comunitaria in parola). Pertanto, i requisiti minimi definiti dalla Direttiva comunitaria in materia di organizzazione dell’orario di lavoro ordinario del personale di  volo dell’aviazione civile, non possono intendersi  in contrasto con istituti di garanzia ed assistenza separatamente disciplinati dagli Stati membri per assicurare ai lavoratori dipendenti specifiche tutele, in questo caso particolare quelle previste dalle norme nazionali per lo svolgimento delle funzioni fondamentali di cura ed assistenza parentali e dei figli;

il Decreto Legislativo n. 151/2001 stabilisce norme specifiche in materia di congedi,  riposi, permessi e tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che sono direttamente connessi alla maternità ed alla paternità di figli naturali, adottivi e in affidamento, nonché la disciplina del relativo sostegno economico per maternità e paternità. Detto Decreto legislativo detta perciò norme che, in deroga alle discipline sull’orario di lavoro ordinario previste per i diversi settori di attività e di impiego, istituiscono obblighi e diritti congiunti alla tutela particolare dello stato di maternità e paternità delle lavoratrici e dei lavoratori  ed allo svolgimento delle funzioni di cura familiare, alle quali è evidentemente attribuito un valore ed una funzione di interesse generale per tutta la società e per questa ragione la condizione individuale di madre e di padre gode di un sistema giuridico di solidarietà;

gli orientamenti comunitari ai quali si riferisce l’interpello n. 1/2009 del Ministero del Lavoro già richiamato, riguardano la messa in mora dell’Italia avvenuta con lettera del 29 gennaio 2009 della Commissione europea. Tale atto della Commissione europea, a sua volta, consegue al procedimento di infrazione n. 2006/2228 notificato all’Italia il 24 gennaio 2007 e con il quale la Commissione ha contestato l’incompatibilità del solo comma 1 del Decreto legislativo 151/2001 con l’art. 2, paragrafo 7, della direttiva 76/207/CEE, tesa a  garantire il principio di parità di trattamento tra uomini e donne per l’accesso e le condizioni di lavoro. La contestazione della Commissione è espressamente motivata con la previsione delle norme italiane di un esplicito divieto ad adibire le donne incinte o puerpere al lavoro notturno dal momento in cui sia stata accertata la gravidanza e fino al compimento di un anno di vita del bambino; le norme europee stabiliscono, invece, che gli Stati membri debbano garantire che le gestanti non vengano obbligate al lavoro notturno,  lasciando alle lavoratrici, dunque, la possibilità di scegliere liberamente di esercitare il diritto di astensione dal lavoro notturno ( si vedano in proposito le schede di lettura del Servizio studi del Senato, fascicolo n. 36/I del luglio del 2008, pagg. 264 e 265 e quelle del Servizio Studi della Camera dei  deputati, fascicolo n. 15 del 30 giugno 2008, pagg. 227 e 228). Pertanto, la questione sollevata dalla Commissione europea,  che riguarda esclusivamente l’esigenza di assicurare la parità di trattamento economico alle lavoratrici in maternità e che comunque non inficia gli istituti di tutela delle lavoratrici madri previsti dalle leggi nazionali, non coinvolge in alcun modo le norme stabilite dai commi 2 e 3 dell’articolo 53 del D.Lgs. 151/2001, che sanciscono esclusivamente il diritto delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri, nonché dei lavoratori che abbiano a carico un soggetto disabile ai sensi della legge 104/1992, di chiedere l’esonero dal lavoro notturno;

il 31 ottobre 2008, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali del settore, la Compagnia Aerea Italiana - CAI, ed il Commissario straordinario di Alitalia, hanno sottoscritto l’accordo relativo al contratto di lavoro ed ai criteri della selezione del personale dipendente, in attuazione dell’Accordo Quadro del 14/09/2008 firmato d’intesa con il Governo. Il Governo ha assunto la responsabilità di garantire la piena attuazione degli impegni che le parti hanno sottoscritto con l’accordo del  31 ottobre 2008, ivi comprese quelle, attinenti ai criteri e alle priorità per l’assunzione dei lavoratori da parte della compagnia CAI SpA, che riguardano la tutela delle lavoratrici in astensione dal lavoro per maternità obbligatoria, nonché per i lavoratori genitori di minori disabili, i nuclei familiari monoreddito e/o con figli minori, compresi i figli adottati o in affido

Per sapere

Quali iniziative urgenti intenda intraprendere il Ministro per assicurare alle lavoratrici ed ai lavoratori, che hanno legittimamente richiesto l’esonero dal lavoro notturno all’azienda Alitalia - CAI SpA, di esercitare i propri diritti di cura nei confronti dei figli e delle persone disabili a proprio carico, come stabilito dalla legge italiana in materia;

Inoltre, quali iniziative urgenti intenda intraprendere il Ministro per promuovere l’applicazione da parte di CAI degli standard contrattuali di protezione delle lavoratrici con figli minori di uno, tre o nove anni, già in vigore presso Alitalia prima del trasferimento della compagine aziendale.

Vittoria Franco, Anna Finocchiaro, Tiziano Treu, Giorgio Roilo Tamara Blazina, Franca Biondelli, Ria Ghedini, Achille Passoni, Paolo Nerozzi, Pietro Ichino

Roma, 12 febbraio 2009

Di seguito l’articolo pubblicato il 12 febbraio 2009 sull’Unità:I precari Alitalia bloccano l’autostrada per ore

I precari Alitalia bloccano l’autostrada per ore

Circa 200 dipendenti Alitalia tra cassintegrati e precari, hanno bloccato l’accesso all’aeroporto di Fiumicino per qualche ora. La protesta nasce dal fatto che da circa tre mesi non arrivano i soldi dalla cassa integrazione. «Ci sono grandi ritardi di Alitalia nel fornire le liste dei cassintegrati all’Inps e al fondo speciale di sostegno - ha spiegato Cesare Albanese dell’Sdl - circostanza che sta provocando la mancata erogazione della cassa integrazione da dicembre. A loro volta i precari chiedono certezze sul futuro e si lamentano, perché Alitalia non fornisce i documenti necessari per poter avere gli assegni di disoccupazione».

«Non percepiamo un euro da 3 mesi - ha detto un dipendente - pretendiamo di avere i soldi sul nostro conto corrente, è un nostro diritto. Oltre ad essere stati licenziati, adesso non ci pagano neppure. Il balletto delle responsabilità fra la nuova Alitalia, commissario e Inps non ci interessa: è una questione burocratica, la risolvano. E non la rimandino di settimana in settimana. Vogliamo chiedere oggi ai quando prenderemo i soldi, altrimenti da qui non ce ne andiamo».

La protesta, dopo attimi di tensione con battibecchi tra passeggeri nelle auto e i manifestanti, è terminata alle 14.05 con l’intervento di un drappello della Celere, che ha determinato lo scioglimento del blocco dell’autostrada Roma-Fiumicinio. Gli agenti si sono spostati verso il nucleo degli occupanti: non ci sono stati momenti di tensioni, tranne qualche spintone. I manifestanti, tenendo le mani alzate e scandendo slogan del tipo «vergogna, vergogna», si stanno ora
di nuovo incamminando verso l’area tecnica dell’Alitalia. Lentamente la lunga coda di veicoli rimasti bloccati in autostrada so è sbloccata.

Alcune decine dei cassaintegrati e precari di Alitalia sono ora all’interno della hall dell’aerostazione dei voli nazionali, al Terminal A. Sostando finora in silenzio hanno srotolato uno striscione con su scritto «Comitato cassaintegrati e precari». A vista sono sempre controllati da agenti di polizia e carabinieri.

Intanto i senatori del Pd Vittoria Franco, Anna Finocchiaro, Tiziano Treu, Giorgio Roilo, Tamara Blazina, Franca Biondelli, Ria Ghedini, Achille Passoni, Paolo Nerozzi e Pietro Ichino hanno presentato oggi, un’interrogazione urgente al ministro Sacconi per sapere quali iniziative il governo vuol intraprendere per assicurare alle lavoratrici ed ai lavoratori, che hanno legittimamente richiesto l’esonero dal lavoro notturno all’azienda Alitalia-Cai SpA, di esercitare i propri diritti di cura nei confronti dei figli e delle persone disabili a proprio carico, come garantito dalla legge italiana.

Nell’interrogazione si chiede inoltre «quali iniziative il ministro Sacconi intenda intraprendere per promuovere l’applicazione da parte di Cai degli standard contrattuali di protezione delle lavoratrici con figli minori di uno, tre o nove anni, già in vigore presso Alitalia». «Già più volte interpellato sulla vicenda - spiega la senatrice Vittoria Franco, ministro per le Pari Opportunità del governo ombra - il governo ha risposto in maniera contraddittoria. Dapprima sostenendo di aver osservato le norme previste dalle leggi italiane a riguardo. Poi però su richiamo della Commissione europea, la cui normativa garantisce la possibilità alle lavoratrici di scegliere se astenersi dal lavoro notturno, il ministero del lavoro ha riconsiderato la prima interpretazione sostenendo che, davanti all’orientamento Ue, la normativa italiana non possa applicarsi al lavoro notturno del personale Cai».

«Tuttavia - prosegue la senatrice Franco - la questione sollevata dalla Commissione europea riguarda esclusivamente l’esigenza di assicurare la parità di trattamento economico tra lavoratrici in maternità e lavoratori e che comunque non inficia gli istituti di tutela delle lavoratrici madri previste dalla legge nazionale. Con questa interrogazione - conclude Franco - chiediamo al governo una parola chiara e definitiva sulla situazione che riguarda molte lavoratrici e lavoratori della Cai che non possono vedersi privare un diritto garantito dalla legge italiana».
12 febbraio 2009


5 Responses to “Alitalia: interrogazione senatori PD”

  1. Anna Paola lippolis Says:

    Vi ringrazio molto ! Abbiamo bisogno del Vs aiuto.
    pilota AZ
    ex esonero 104 per 2 disabili a carico

  2. Laura and Co. Says:

    Grazie di cuore anche da parte di tante assistenti di volo mamme di compagnie private, un paio in particolare.
    Ora si trovano a dover fare le valigie e comincire a stare fuori sede per giorni pur avendo chiesto l’esonero dal notturno.
    E avendo la possibilità comunque di effettuare voli in giornata.
    Ma si sa, molti dirigenti non vedevano l’ora di questa “confusione di interpretazione di legge”, per sfregarsi le mani e sbatterle sul lungo raggio!!!
    Moralmente certe persone stanno facendo una pessima figura.
    Se si ha la possibilità di tenere le mamme sul corto e medio raggio, perchè metterle sul lungo???
    Vergogna!!!

    Esistono allora figli di serie A e figli di serie B??

    Forza ragazze, siamo con voi e speriamo che presto arrivi una buona notizia.
    Grazie Ministro Franco, speriamo in una risposta che ci sostenga!

  3. franco cpt no Says:

    Ringraziamo molto per l’interessamento immediato.
    Il nostro capo del personale donna, dopo l’interpello ha mandato subito la comunicazione alle lavoratrici madri, che tanto hanno lottato, il diniego all’esonero del notturno nel rispetto dell’interpello e non della legge dello stato, comunicando immediatamente che il testo unico 151/01 è stato abrogato in seguito all’interpello, e che la compagnia programmerà i turni tenendo conto non della legge ma dell’interpello con effetto immediato.
    Attendiamo con ansia la risposta del governo, per proteggere i nostri figli piccoli, disabili o in affidamento.
    grazie mille

  4. Livio Martini Says:

    Gent.ma Sig.ra
    ON. Ministro
    Ho letto con molta attenzione il testo del suo intervento al Senato,e ho sentito il desiderio di ringraziarla per quanto da lei riportato,conosco quanto sia sentito da molte famiglie dei naviganti del trasporto aereo questo argomento.
    Sono stato un assistente di volo per 31 anni( ora cassaintegrato)
    Sono padre di tre figli,e poter fruire dei benefici del Testo Unico 151
    è stato, credo possa continuare ad essere un grande aiuto alle famiglie.
    Credo di conoscere abbastanza bene il probblema dell’applicazione
    dell’esonero dal notturno . ex 903 del 1977 poi 8 /marzo/ 2000
    successivamente D.L.151 /2001 art 53 commi 1,2,3. Mi permetta di correggere quanto da lei erroneamente riportato.Le età sono : 1anno
    divieto di adibire…3 anni… non obbligo, 8 anni congedo parentale ,
    12 anni non obbligo per il genitore unico affidatario, per legge 104
    non sono previsti limiti di età
    spero capirà certamente la necessità di tali mie precisazioni
    In attesa della risposta dei ministri competenti ai suoi quesiti le invio i miei
    più sentiti e cordiali saluti LIVIO MARTINI

  5. D'Arpa Simona Says:

    Gentilissima Signora
    Onorevole Ministro,
    grazie grazie grazie…aiutateci o saremo presto senza lavoro.

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