Franco a Carfagna: “Cosa fa per avere più donne a Bruxelles?”


dcomedonna1Di seguito l’interrogazione parlamentare al ministro per le Pari Opportunità, prima firmataria Vittoria Franco, per sapere  “quali iniziative urgenti intenda adottare la ministra Carfagna per favorire sia una presenza adeguata di candidate nelle liste elettorali (considerato il fatto che la legge vigente è stata disattesa da alcune forze politiche nelle precedenti elezioni), sia il sostegno, anche attraverso una campagna di comunicazione, affinché si ottenga l’elezione di un numero rilevante di donne nella delegazione italiana al prossimo Parlamento europeo”.

SENATO DELLA REPUBBLICA

—— XVI LEGISLATURA ——
190a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO

MARTEDÌ 21 APRILE 2009
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Presidenza della vice presidente MAURO,
indi della vice presidente BONINO

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FRANCO Vittoria, AMATI, BIANCHI, BLAZINA, CARLONI, DELLA MONICA, FONTANA, GHEDINI, PINOTTI, SOLIANI - Al Ministro per le pari opportunità - Premesso che:
l’articolo 51 della Costituzione sancisce il principio di pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso alle cariche elettive ed agli uffici pubblici ed impegna la Repubblica a promuovere i provvedimenti necessari per l’effettiva realizzazione di tale principio. Nonostante tale previsione costituzionale, il coinvolgimento delle donne nelle istituzioni continua ad essere esiguo e le difficoltà delle donne italiane ad accedere alle cariche elettive è tanto più evidente se vengono messi a confronto i dati relativi alla rappresentanza femminile nella vita politica dell’Italia con quella di altri Paesi d’Europa e, più in generale, dell’Occidente. Basta citare, tra le tante ricerche realizzate in proposito, il “Global Gender Gap Report” del 2007 che ha collocato l’Italia al sessantaseiesimo posto per quanto riguarda il numero di donne espresse dal Parlamento nazionale;
nel mese di marzo 2009, proprio in vista delle prossime elezioni per il Parlamento europeo, è stato presentato a Bruxelles dal Commissario alla comunicazione, Margot Wallstrom, un sondaggio compiuto da Eurobarometro dal quale emerge, tra l’altro, che i cittadini dell’Unione ritengono necessaria una maggiore rappresentanza femminile al Parlamento europeo e indicano come primo punto dell’agenda del prossimo Parlamento europeo la parità fra i sessi;
il Commissario per i diritti umani, Thomas Hammarberg, in un suo articolo pubblicato sul sito del Consiglio d’Europa il 20 agosto 2007, constatando che i dati sulla rappresentanza femminile nei Parlamenti nazionali e nel Consiglio d’Europa dimostravano un’evidente e preoccupante disparità di genere, aveva già evidenziato la necessità che gli Stati membri agissero con ogni misura e strumento possibili per favorire la partecipazione delle donne alla vita politica. Tra questi strumenti egli individuava, definendola “discriminazione positiva”, quello della riserva alle candidature femminili nelle liste elettorali come un mezzo necessario per raggiungere l’equilibrio di genere, fattore, quest’ultimo, indispensabile di democrazia, giustizia e sviluppo;
il Ministro per le pari opportunità, nel corso dell’audizione presso le Commissioni riunite I (Affari costituzionali) e XI (Lavoro) della Camera dei deputati del 21 gennaio 2009, si è detta non favorevole alle cosiddette “quote rosa”;
nelle precedenti Legislature il Governo aveva attivato iniziative ed azioni, anche di carattere legislativo, tese a rimuovere le disparità di genere esistenti in Italia nella partecipazione nostro Paese nella partecipazione alla vita politica e nella rappresentanza delle donne nelle istituzioni. Ciò è avvenuto, peraltro, in coerenza con le modifiche apportate all’articolo 51 della Costituzione dalla legge costituzionale 30 maggio 2003, n. 1, nonché con quanto stabilito dall’articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (cosiddetta Carta di Nizza) che sancisce, tra l’altro, che il principio di parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi a favore del sesso sottorappresentato;
il 6 e il 7 giugno 2009 si procederà al rinnovo del Parlamento europeo,
si chiede di sapere quali iniziative urgenti intenda adottare il Ministro in indirizzo per favorire sia una presenza adeguata di candidate nelle liste elettorali (considerato il fatto che la legge vigente è stata disattesa da alcune forze politiche nelle precedenti elezioni), sia il sostegno, anche attraverso una campagna di comunicazione, affinché si ottenga l’elezione di un numero rilevante di donne nella delegazione italiana al prossimo Parlamento europeo.
(3-00692)

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