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	<title>Commenti a: Dislessia: soddisfazione per una legge molto attesa</title>
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	<description>senatrice PD</description>
	<pubDate>Sat, 19 May 2012 00:26:36 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Un gruppo di insegnanti e genitori</title>
		<link>http://www.vittoriafranco.it/2009/05/dislessia-soddisfazione-per-una-legge-molto-attesa/comment-page-1/#comment-236</link>
		<dc:creator>Un gruppo di insegnanti e genitori</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 14:22:21 +0000</pubDate>
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		<description>Lettera aperta di un gruppo di insegnanti e genitori


La scuola italiana sta vivendo in questi ultimi anni cambiamenti che ne stanno snaturando l’essenza e la funzione: istruire e formare le nuove generazioni.
Da un decennio circa la scuola è sotto osservazione e "monitorata" da enti e associazioni pubbliche e private, estranee al mondo della scuola, che stanno proponendo soluzioni insolite, inusuali e di dubbia efficacia, per risolvere le problematiche legate all’istruzione.
Con l'utilizzo di screening e progetti vari, l'attenzione è stata deviata dalla vera didattica per incanalarla verso problematiche di carattere medico-psicologico che nulla hanno a che fare con l’ambiente scolastico, nella ricerca e individuazione di presunti disturbi psichici negli studenti.
Preoccupanti in particolare sono le iniziative anche a livello istituzionale in merito ai cosiddetti disturbi dell'apprendimento, come “dislessia”, “discalculia”, “disortografia”, ecc. Con una manipolazione del linguaggio si sta cercando di far passare per “disturbi” di origine neurologica gli errori nella lettura, nella scrittura e nel far di conto dei nostri alunni, errori che esistono da sempre.
Oggi in molte scuole dove queste teorie sono entrate, un ragazzo che fa errori di scrittura, calcolo o lettura, viene segnalato, certificato poi come dislessico, disortografico o discalculico e con questa certificazione seguirà poi percorsi individualizzati alla stregua di un portatore di handicap o di un diversamente abile, come dir si voglia, in quanto le sue difficoltà vengono stigmatizzate e tradotte in “disturbi mentali”.
Sulla base di queste “teorie”, chi non potrebbe avere un disturbo dell'apprendimento ed essere al riparo da una diagnosi psichiatrica?
Qualunque insegnante può trasformare un alunno in un soggetto affetto da tale disturbo: è sufficiente che spieghi male o che non sappia insegnare. 
Attualmente c'è addirittura in discussione in Commissione Istruzione al Senato una legge sulla dislessia che tra le altre cose sollecita screening di massa preventivi in tutte le scuole, a partire dalla scuola dell'infanzia. Sulla base di test cronometrati e con punteggi del tutto arbitrari, i bambini che non rientrano nei parametri saranno i futuri disabili incanalati in un percorso scolastico differenziato, che ne farà degli incapaci.
Ad esempio in un alunno che fa errori nella lettura non solo non vengono individuate le parole che non ha capito e che lo portano a sbagliare, ma gli viene inculcata l'idea che i suoi errori sono dovuti ad un suo disturbo mentale e che per questo non dovrà più leggere, ma potrà utilizzare strumenti sostitutivi, come ad esempio audio libri. Per tutta la vita non solo non migliorerà le sue capacità, ma non ci proverà neanche. Alla fine di un percorso di studi avremo un bambino che non saprà leggere, convinto di essere portatore di un handicap per sempre. Come si può considerare questo un aiuto o la risoluzione di un disagio?
Per non parlare dei genitori, che si troveranno i propri figli etichettati disabili, parcheggiati in una scuola che non ha tenuto in nessun conto i percorsi educativi e didattici intrapresi, le unità di apprendimento affrontate in classe, l’ambiente familiare e il contesto sociale in cui sono inseriti, né tanto meno la possibile incapacità dei docenti di trasmettere il sapere. Avremo una scuola che si limita, attraverso degli “specialisti”, a discriminare gli studenti sollecitando il corpo docente ad utilizzare strumenti compensativi e misure dispensative. Questi alunni passeranno da una classe all'altra senza aver acquisito alla fine neanche la strumentalità di base necessaria alla loro autonomia, destinati ad un sicuro fallimento, ad un abbandono scolastico con effetti negativi a pioggia su tutta la nostra società.
Riteniamo che sia la scuola a dover essere migliorata, indirizzandosi in particolare alle metodologie didattiche e alle programmazioni funzionali, ponendo particolare attenzione sulla qualità dell'insegnamento piuttosto che su presunte incapacità genetiche dell'alunno. Occorre riportare la scuola alla sua funzione didattico-educativa, così che possa dare un reale contributo alla società in termini di persone istruite e competenti. 
Pertanto noi, insegnanti e genitori, chiediamo che vengano messe al bando queste dannose e demagogiche teorie “innovative”, perché è in gioco il futuro dei nostri figli e della nostra società.

Avv. Andrea Di Francia	vecchio insegnante e nonno
Dott.ssa M. Paola Casali	genitore/pedagogista
Andrea Pirrone	genitore/insegnante
Andrea Trentini	genitore/educatore 
Antonella Nesti	genitore
Domenico Mileto	insegnante
Chiara Masiero	zia
Angelo Lunetti	genitore
Denise Fasanelli	zia
Andrea Vice	genitore
Laura Gatti	genitore/insegnante
Celestina Schmidt	genitore
Antonella Raschetti	insegnante
Marco Pezzotti	genitore
Paola Leonardi	genitore/insegnante
Mario Casiraghi	genitore
Maria Vallias	genitore
Anna Lucia Mantovani	genitore
Giovanna Leone	insegnante
Marina Pogliani	genitore
Marta Padova	insegnante</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera aperta di un gruppo di insegnanti e genitori</p>
<p>La scuola italiana sta vivendo in questi ultimi anni cambiamenti che ne stanno snaturando l’essenza e la funzione: istruire e formare le nuove generazioni.<br />
Da un decennio circa la scuola è sotto osservazione e &#8220;monitorata&#8221; da enti e associazioni pubbliche e private, estranee al mondo della scuola, che stanno proponendo soluzioni insolite, inusuali e di dubbia efficacia, per risolvere le problematiche legate all’istruzione.<br />
Con l&#8217;utilizzo di screening e progetti vari, l&#8217;attenzione è stata deviata dalla vera didattica per incanalarla verso problematiche di carattere medico-psicologico che nulla hanno a che fare con l’ambiente scolastico, nella ricerca e individuazione di presunti disturbi psichici negli studenti.<br />
Preoccupanti in particolare sono le iniziative anche a livello istituzionale in merito ai cosiddetti disturbi dell&#8217;apprendimento, come “dislessia”, “discalculia”, “disortografia”, ecc. Con una manipolazione del linguaggio si sta cercando di far passare per “disturbi” di origine neurologica gli errori nella lettura, nella scrittura e nel far di conto dei nostri alunni, errori che esistono da sempre.<br />
Oggi in molte scuole dove queste teorie sono entrate, un ragazzo che fa errori di scrittura, calcolo o lettura, viene segnalato, certificato poi come dislessico, disortografico o discalculico e con questa certificazione seguirà poi percorsi individualizzati alla stregua di un portatore di handicap o di un diversamente abile, come dir si voglia, in quanto le sue difficoltà vengono stigmatizzate e tradotte in “disturbi mentali”.<br />
Sulla base di queste “teorie”, chi non potrebbe avere un disturbo dell&#8217;apprendimento ed essere al riparo da una diagnosi psichiatrica?<br />
Qualunque insegnante può trasformare un alunno in un soggetto affetto da tale disturbo: è sufficiente che spieghi male o che non sappia insegnare.<br />
Attualmente c&#8217;è addirittura in discussione in Commissione Istruzione al Senato una legge sulla dislessia che tra le altre cose sollecita screening di massa preventivi in tutte le scuole, a partire dalla scuola dell&#8217;infanzia. Sulla base di test cronometrati e con punteggi del tutto arbitrari, i bambini che non rientrano nei parametri saranno i futuri disabili incanalati in un percorso scolastico differenziato, che ne farà degli incapaci.<br />
Ad esempio in un alunno che fa errori nella lettura non solo non vengono individuate le parole che non ha capito e che lo portano a sbagliare, ma gli viene inculcata l&#8217;idea che i suoi errori sono dovuti ad un suo disturbo mentale e che per questo non dovrà più leggere, ma potrà utilizzare strumenti sostitutivi, come ad esempio audio libri. Per tutta la vita non solo non migliorerà le sue capacità, ma non ci proverà neanche. Alla fine di un percorso di studi avremo un bambino che non saprà leggere, convinto di essere portatore di un handicap per sempre. Come si può considerare questo un aiuto o la risoluzione di un disagio?<br />
Per non parlare dei genitori, che si troveranno i propri figli etichettati disabili, parcheggiati in una scuola che non ha tenuto in nessun conto i percorsi educativi e didattici intrapresi, le unità di apprendimento affrontate in classe, l’ambiente familiare e il contesto sociale in cui sono inseriti, né tanto meno la possibile incapacità dei docenti di trasmettere il sapere. Avremo una scuola che si limita, attraverso degli “specialisti”, a discriminare gli studenti sollecitando il corpo docente ad utilizzare strumenti compensativi e misure dispensative. Questi alunni passeranno da una classe all&#8217;altra senza aver acquisito alla fine neanche la strumentalità di base necessaria alla loro autonomia, destinati ad un sicuro fallimento, ad un abbandono scolastico con effetti negativi a pioggia su tutta la nostra società.<br />
Riteniamo che sia la scuola a dover essere migliorata, indirizzandosi in particolare alle metodologie didattiche e alle programmazioni funzionali, ponendo particolare attenzione sulla qualità dell&#8217;insegnamento piuttosto che su presunte incapacità genetiche dell&#8217;alunno. Occorre riportare la scuola alla sua funzione didattico-educativa, così che possa dare un reale contributo alla società in termini di persone istruite e competenti.<br />
Pertanto noi, insegnanti e genitori, chiediamo che vengano messe al bando queste dannose e demagogiche teorie “innovative”, perché è in gioco il futuro dei nostri figli e della nostra società.</p>
<p>Avv. Andrea Di Francia	vecchio insegnante e nonno<br />
Dott.ssa M. Paola Casali	genitore/pedagogista<br />
Andrea Pirrone	genitore/insegnante<br />
Andrea Trentini	genitore/educatore<br />
Antonella Nesti	genitore<br />
Domenico Mileto	insegnante<br />
Chiara Masiero	zia<br />
Angelo Lunetti	genitore<br />
Denise Fasanelli	zia<br />
Andrea Vice	genitore<br />
Laura Gatti	genitore/insegnante<br />
Celestina Schmidt	genitore<br />
Antonella Raschetti	insegnante<br />
Marco Pezzotti	genitore<br />
Paola Leonardi	genitore/insegnante<br />
Mario Casiraghi	genitore<br />
Maria Vallias	genitore<br />
Anna Lucia Mantovani	genitore<br />
Giovanna Leone	insegnante<br />
Marina Pogliani	genitore<br />
Marta Padova	insegnante</p>
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