Ddl per occupazione femminile, condivisione e conciliazione tra cura e lavoro


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Sostegno al lavoro delle donne, alla maternità, risposta ad una crisi che colpisce duramente l’occupazione e quella femminile in particolare: su questi temi il Pd lancia una campagna per una iniziativa di legge popolare e raccoglierà le firme in tutto il paese.
Per presentare questa iniziativa giovedì 30 aprile 2009 alle ore 13.30, presso la sede del PD in via delle Fratte 16 a Roma, si è svolta una conferenza stampa con la partecipazione, fra gli altri, del segretario del Partito democratico, Dario Franceschini, della responsabile delle pari opportunità,Vittoria Franco e di parlamentari ed esponenti del Pd.

Più lavoro per le donne uguale più benessere per tutti”

è lo slogan delle giornate di mobilitazione dal 30 aprile al 9 maggio.



Di seguito il comunicato e una breve rassegna stampa. In coda i link al Disegno di legge del PD e al Volantone sulla campagna nazionale di mobilitazione.

Dal sito del PD:

Più lavoro per le donne

L’Italia ha la maglia nera in Europa per l’occupazione femminile. Solo il 46% di donne riesce ad avere un impiego, in Europa sono il 57% e dovrebbero essere il 60% entro il 2010. Al Sud le donne occupate sono soltanto il 31%. A parità di mansioni, una donna può arrivare a percepire un compenso anche del 28% inferiore a quello dell’uomo. Questi i dati presentati oggi da Dario Franceschini insieme alla senatrice Vittoria Franco, responsabile del dipartimento per le Pari Opportunità del Pd, durante la conferenza stampa per lanciare un disegno di legge di iniziativa popolare per favorire l’occupazione femminile e la condivisione e conciliazione tra cura e lavoro.

“Berlusconi, con il suo stile di vita da miliardario”, ignora le donne italiane così come sono nella realtà” ha dichiarato il segretario del Pd. “E’ nervoso - ha proseguito Franceschini - e questo è comprensibile. E’ meglio non farlo innervosire ancora di piu. Berlusconi ha in mente un’Italia che non c’è. Cosa ne sa un miliardario, che viaggia in aereo tra una villa e l’altra, delle donne italiane, della fatica che fanno sul lavoro? Lui ha in mente un mondo di lustrini, veline e denaro, ben diverso dall’Italia vera”.

Una donna su cinque è costretta a lasciare il lavoro quando nasce il primo figlio per carenza di servizi all’infanzia. Gli asili nido possono accogliere appena il 10% dei bambini, con uno scarto enorme fra l’1,5% del Sud e il centro nord, dove spesso è stato superato di gran lunga l’obiettivo europeo del 33%.

Le donne che non lavorano fanno meno figli. Donne a casa culle vuote, perché inoccupazione e precarietà non favoriscono la natalità. Le giovani donne vogliono essere lavoratrici e madri, per non dover scegliere fra lavoro, carriera e maternità. Oggi, con la crisi economica, rischiano per prime
di essere messe in cassa integrazione o licenziate.

E il governo Berlusconi sta a guardare e si disinteressa della difficoltà oggettive. Pensa a candidare veline e ragazze di sola presenza fisica non tutelando il lavoro femminile. Riduce le risorse ai comuni, fa diminuire i servizi e aumentare il lavoro di cura delle donne. Riduce il tempo pieno a scuola, fa crescere la disparità salariale con la detassazione degli straordinari e cancella la legge sulle dimissioni in bianco.

Non fa niente per salvaguardare l’occupazione delle donne, niente per l’imprenditoria femminile,
niente per sviluppare il piano di servizi e asili nido.

Il Pd crede, invece, che le donne siano una risorsa su cui investire per far crescere l’Italia ed uscire dalla crisi. Le donne oggi sono più istruite e si laureano di più degli uomini. Per ogni 100 donne che entrano nel mondo del lavoro, si creano 15 nuovi posti nel settore dei servizi e dell’assistenza
alle persone. Le imprese guidate da donne aumentano i profitti anche in periodo di crisi.

Il Pd per salvaguardare e far crescere il lavoro femminile propone:

  • la tutela del posto di lavoro delle precarie della Pubblica Amministrazione
  • la riduzione del costo del lavoro delle donne come incentivo all’occupazione
  • un credito d’imposta per le aziende che assumano donne a partire dal Sud
  • il sostegno all’imprenditoria femminile
  • il superamento delle discriminazioni salariali.

Per promuovere la conciliazione e la condivisione, propone:

  • credito d’imposta per le lavoratrici madri come riconoscimento del lavoro di cura
  • piano per asili nido e servizi all’infanzia e ai non autosufficienti e ripristino delle risorse investite dal Governo Prodi
  • incentivi per favorire la flessibilità degli orari
  • congedo paterno obbligatorio
  • per le lavoratrici madri possibilità del part-time con un periodo di contributi figurativi a carico dello Stato.

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“Un primo maggio per
le lavoratrici italiane”

Il Pd presenta una proposta per favorire l’occupazione femminile

«Cosa ne sa un miliardario che viaggia con l’aereo privato da una villa all’altra delle donne italiane? ». La domanda di Dario Franceschini fa da corollario alla presentazione da parte del Pd di un disegno di legge di iniziativa popolare, volto a favorire l’occupazione femminile. Un tema che i Democratici vogliono rilanciare proprio alla vigilia del primo maggio. «Se in Italia lavorassero tante donne quanto gli uomini - spiega Vittoria Franco, responsabile pari opportunità del Pd - il Pil crescerebbe del 17 per cento. Inoltre, ogni cento donne che lavorano si creano altri 15 posti e le aziende guidate da donne aumentano i loro profitti del 15-20 per cento». A dispetto di tutto ciò, nel nostro paese solo il 46 per cento della popolazione attiva femminile riesce ad avere un impiego, percentuale che scende al 31 al Sud (la media europea è del 57 per cento). Ma anche per chi è occupato, la situazione non è delle migliori: a parità di mansioni, il compenso può essere anche del 28 per cento inferiore rispetto a quello di un uomo e una donna su cinque deve lasciare la propria occupazione dopo la nascita del primo figlio.
Dati consolidati, che - accusa il Pd - l’attuale governo rischia di aggravare ulteriormente, riducendo tra le altre cose le risorse per i servizi destinate ai comuni, così come il tempo pieno a scuola.
«Se è vero, com’è vero - ha affermato Franceschini - che con la crisi rischiano di aumentare le diseguaglianze, una delle più a rischio è proprio quella tra uomini e donne». La ricetta del Pd per contrastare questo fenomeno è contenuta in un disegno di legge già depositato alla camera e al senato, che è stato semplificato in questa proposta per la quale vi sarà una mobilitazione straordinaria in tutto il paese da oggi al 9 maggio per raccogliere le firme. «Un’iniziativa - spiega Franco - rivolta a sensibilizzare i cittadini sul tema».
Il testo proposto dai democratici si rivolge in due direzioni: incentivare l’occupazione femminile e sostenere la conciliazione familiare. In particolare, sono proposti incentivi fiscali a favore delle madri lavoratrici e di flessibilità oraria e part-time, nonché la proroga del credito d’imposta (incrementato fino a 600 euro al mese) per l’assunzione delle lavoratrici al Sud, misure di sostegno all’imprenditorialità femminile e agevolazioni rivolte alle aziende che assumono donne che tornano a lavorare dopo un periodo dedicato alla cura della famiglia.
«Quando lavorano più donne - spiega Franco - ci sono anche più nascite, quindi dobbiamo favorire l’occupazione femminile anche attraverso una nuova distribuzione dei ruoli all’interno della famiglia. Chiediamo, quindi, che il congedo paterno diventi obbligatorio, iniziando per il momento da un periodo simbolico di dieci giorni». Inoltre, la proposta del Pd mira a introdurre una misura di detrazione fiscale delle spese sostenute dalle famiglie con redditi fino a 40mila euro per l’assistenza a bambini e anziani.
«Sono tutte proposte concrete, con una copertura finanziaria e immediatamente realizzabili - ha precisato Franceschini - noi continueremo a incalzare il governo, perché la sua risposta agli italiani non può essere: cavatevela finché la crisi non passa».

Rudy Francesco Calvo

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Corriere della Sera On line, 30 aprile 2009

Vittoria Franco: in italia lavorano il 46,6% delle donne, al sud il 31%

Pd: congedo obbligatorio anche per i padri

Presentata una proposta di legge per favorire l’ingresso delle donne nel lavoro. Finanziamento agli asili nido

ROMA - Proprio nel giorno della polemica sulle candidate-veline che il Pdl sembrava voler presentare per le Europee, il Pd lancia una raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che mira a favorire l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro e che prevede un «congedo obbligatorio» anche per i neopadri. L’iniziativa e il testo della proposta sono stati illustrati dal segretario Franceschini e dalla responsabile per le pari opportunità Vittoria Franco. La senatrice ha sottolineato come i livelli di occupazione femminile, in Italia, siano lontani dagli standard europei: solo il 46,6%, con un crollo al 31% al Sud. «Se lavorassero tante donne quanti uomini, il Pil del Paese sarebbe del 17,5% superiore» osserva Franco. La proposta del Pd interviene sui due ostacoli principali, «tempo e maternità», puntando a politiche di conciliazione, ma anche di condivisione del lavoro di cura tra donne e uomini.

DETRAZIONE IRPEF - La proposta di legge introduce una detrazione Irpef alle madri lavoratrici, dipendenti, autonome o parasubordinate che varia a secondo del reddito e del numero dei figli. Inoltre è previsto un incentivo ai datori di lavoro a concedere la trasformazione, reversibile e su base volontaria, del rapporto di lavoro in part-time. Un capitolo riguarda gli incentivi alle imprese che assumono donne over 35 che riprendono il lavoro dopo un periodo dedicato ai figli (il cosiddetto ‘retravail’). Nel Sud si potenzia il credito di imposta, previsto dalla finanziaria Prodi del 2007. Per quanto riguarda le politiche di sostegno alla conciliazione tra lavoro fuori casa e quello in casa, il Pd punta sul potenziamento dei congedi parentali. La proposta più innovativa a tal riguardo è un «congedo di paternità obbligatorio» anche per i padri: «indichiamo un periodo simbolico di 10 giorni», spiega Vittoria Franco.

FINANZIAMENTO ASILI NIDO - Alle famiglie vengono riconosciute detrazioni fiscali per le spese sostenute per l’assistenza dei figli minori o dei familiari non autosufficienti(baby-sitter o badanti). Analogamente a quanto avviene in Germania nascono le figure delle assistenti di maternità, cioè personale specializzato che aiuta le madri in casa nella cura dei piccoli fino all’accesso all’asilo nido. Il Pd rilancia poi una sua vecchia battaglia, con il rifinanziamento del Fondo nazionale per gli asili nido in modo da raggiungere gli obiettivi di Lisbona fissati dalla Ue (copertura del servizio di asili almeno per il 25% della richiesta). Per favorire poi l’uguaglianza di genere nel mondo del lavoro la proposta di legge dispone che nei Cda a controllo pubblico siedano un terzo di donne.
29 aprile 2009

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Agenzia ASCA

29-04-09 PD: LEGGE INIZIATIVA POPOLARE PER LAVORO FEMMINILE E TUTELA MATERNITA’

(ASCA) - Roma, 29 apr - Il Partito Democratico lancia una raccolta di firme in tutta italia per una legge di iniziativa popolare per ”misure urgenti a sostegno della partecipazione delle donne alla vita economica e sociale nonche’ deleghe al governo in materia di tutela della maternita’ delle lavoratrici autonome e di rispetto della parita’ di genere”.

Lo ha annunciato il segretario del Pd DArio FRanceschini in una conferenza stampa insieme a Vittoria Franco, responsabile delle pari opportunita’ del Pd.

Due sono gli obiettivi di fondo dell’iniziativa.

Anzitutto, ha spiegato la Franco, ”vogliamo salvaguardare e far crescere il lavoro femminile” ricorrendo soprattutto al meccanismo degli incentivi. Tra l’altro si propone la tutela del posto di lavoro delle precarie della pubblica amministrazione, la riduzione del costo del lavoro delle donne come incentivo all’occupazione, credito di imposta per le aziende che assumano donne a partire dal Mezzogiorno, sostegno all’imprenditoria femminile, superamento delle discriminazioni salariali.

L’altro obiettivo di fondo della proposta e’ la ”conciliazione e la condivisione” termini riferiti principalmente al tempo e alla maternita’. Le proposte del Pd, ha spiegato ancora Vittoria Franco, riguardano anche qui un pacchetto di misure e di incentivi: credito d’imposta per le lavoratrici madri come riconoscimento del lavoro di cura; piano per asili nido e servizi all’infanzia e ai non autosufficienti e ripristino delle risorse investite dal governo Prodi; incentivi per favorire la flessibilita’ degli orari di lavoro; congedo paterno obbligatorio; per le lavoratrici madri possibilita’ del part time con un periodo di contributi figurativi a cartico dello Stato.

”Sono tutte misure concrete -ha sottolineato Franceschini- che hanno copertura finanziaria e dunque non possono creare problemi. Su tutto questo la maggioranza ci dovra’ rispondere con un Si’ o con un No”.

Sull’opportunita’ di questa legge la Franco ha fornito alcuni dati: l’Italia ha la maglia nera in Europa per l’occupazione femminile. Solo il 46% delle donne riesce ad avere un impiego mentre in Europa sono il 57%. Al Sud le donne occupate sono soltanto il 31%. A parita’ di mansioni una donna puo’ arrivare a percepire un compenso minore di quello maschile con un ventaglio che va dal 3 al 28%. Le donne che non lavorano fanno meno figli, insomma donne a casa contrariamente da quanto si credeva vuol dire culle vuote perche’ inoccupazione e precarieta’ non favoriscono la natalita’. Il lavoro delle donne incide positivamente sul sistema produttivo, visto che ogni 100 donne che entrano nel mondo del lavoro si creano 15 nuovi posti nel settore dei servizi e dell’assistenza alle persone.

min/mcc/bra

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APCOM

Pd/ Franceschini: Ddl di iniziativa popolare a favore delle donne

di Apcom

Incentivi, sostegno alla conciliazione e uguaglianza dei salari

Roma, 29 apr. (Apcom) - Il Pd presenta un disegno di legge di iniziativa popolare che propone misure per favorire l’occupazione femminile. In occasione della festa del Lavoro, il primo maggio, il Pd farà una campagna di mobilitazione dal 30 aprile al 9 maggio per sostenere la proposta di legge. Alla conferenza stampa per illustrare il contenuto del ddl, insieme al segretario, Dario Franceschini era presente anche la responsabile pari opportunità Vittoria Franco che ha detto: “Quest’anno vogliamo festeggiare il primo maggio all’insegna dell’occupazione femminile”, quindi ha snocciolato alcuni dati sull’Italia: “Abbiamo la maglia nera del lavoro femminile. Solo il 46% ha un impiego, in Europa sono il 57%. Una donna su cinque è costretta a lasciare il lavoro quando nasce il primo figlio. Ma il nostro Pil crescerebbe del 17,5% se lavorassero tante donne quanti uomini, inoltre ogni 100 donne che lavorano si creano altri 15 posti di lavoro, le aziende a direzione femminile realizzano profitti maggiori del 10-20%”. La proposta di legge del Pd prevede incentivi fiscali a favore delle madri lavoratrici, sostegno alla flessibilità oraria e al part-time, credito d’imposta per l’occupazione femminile al Sud, dove è più basso il tasso di occupazione (31%). Inoltre ci sono misure per il sostegno alla conciliazione familiare, tra le quali l’istituzione del congedo di paternità obbligatorio, per quanto inizialmente simbolico di 10 giorni, e anche misure per l’eguaglianza di genere nel mercato del lavoro, visto che “c’è una discriminazione salariale dal 3 al 28%”. “Nella crisi - ha detto il segretario del Pd - rischiano di aumentare le disuguaglianze se mancano dei correttivi legislativi. Noi continueremo a presentare proposte e a incalzare il governo e a criticarlo quando serve, perchè non si può dire alla gente in difficoltà ‘cavatevela da soli’, anche questa proposta per il lavoro femminile è concreta, finanziata e contiene le coperture necessarie. Chiediamo alla maggioranza di risponderci con un sì o con un no”.

Uscire dalla crisi si può, anche con e per le donne

Per aprire il Disegno di legge del PD clicca sul link:

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Per aprire il “Volantone” clicca sul link:

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