Iniziata in Toscana la raccolta di firme al Ddl per occupazione femminile

maggio 15, 2009
12:00 pma1:00 pm

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Le proposte del PD sull’occupazione femminile Parte la raccolta di firme in Toscana

Firenze 15 maggio 2009 - Parte in Toscana la mobilitazione per la raccolta di firme al Disegno di legge d’iniziativa popolare “Misure per favorire l’occupazione femminile e la condivisione e conciliazione fra cura e lavoro”, promossa dal Partito Democratico, che ha come obiettivi di fondo dell’iniziativa salvaguardare e far crescere il lavoro femminile ricorrendo soprattutto al meccanismo degli incentivi. A presentare la proposte del PD e al contempo le politiche di genere attuate in Toscana dalla Regione, sono stati oggi a Firenze la responsabile nazionale Pari Opportunità del PD Vittoria Franco, Brenda Barnini dell’esecutivo del PD della Toscana, il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli; Chiara Grassi, presidente commissione pari opportunità Regione Toscana e Lucia Franchini, consigliere regionale, presidenza Gruppo PD.
Per il Partito Democratico le donne sono una risorsa su cui investire per far crescere l’Italia ed uscire dalla crisi. Le donne oggi sono più istruite e si laureano di più degli uomini. Per ogni 100 donne che entrano nel mondo del lavoro, si creano 15 nuovi posti nel settore dei servizi e dell’assistenza alle persone. Le imprese guidate da donne aumentano i profitti anche in periodo di crisi. “Le proposte del PD contenute nella proposta di disegno di legge per salvaguardare e far crescere il lavoro femminile ha detto la responsabile Pari Opportunità del PD Vittoria Franco -  sono la tutela del posto di lavoro delle precarie della Pubblica Amministrazione; la riduzione del costo del lavoro delle donne come incentivo all’occupazione; un credito d’imposta per le aziende che assumano donne a partire dal Sud; il sostegno all’imprenditoria femminile; il superamento delle discriminazioni salariali. Per promuovere la ‘conciliazione e la condivisione’, quali termini riferiti principalmente al tempo e alla maternità, temi sui quali la Regione Toscana è sicuramente all’avanguardia,  il PD - ha continuato Vittoria Franco - propone credito d’imposta anche per le lavoratrici madri come riconoscimento del lavoro di cura; piano per asili nido e servizi all’infanzia e ai non autosufficienti e ripristino delle risorse investite dal Governo Prodi; incentivi per favorire la flessibilità degli orari; congedo paterno obbligatorio per le lavoratrici madri; la possibilità del part-time con un periodo di contributi figurativi a carico dello Stato”.
L’Italia ha la maglia nera in Europa per l’occupazione femminile. Solo il 46% delle donne riesce ad avere un impiego, nel continente sono il 57% e dovrebbero essere il 60% entro il 2010. Al Sud Italia le donne occupate sono soltanto il 31%. A parità di mansioni, una donna può arrivare a percepire un compenso anche del 28% inferiore a quello dell’uomo. Una donna su cinque è costretta a lasciare il lavoro quando nasce il primo figlio per carenza di servizi all’infanzia. In Italia gli asili nido possono accogliere appena il 10% dei bambini, con uno scarto enorme fra l’1,5% del Sud e il centro nord, dove spesso è stato superato di gran lunga l’obiettivo europeo del 33%, come in Toscana. A fronte di questi dati il Governo Berlusconi riduce le risorse ai comuni, fa diminuire i servizi e aumentare il lavoro di cura delle donne; riduce il tempo pieno a scuola, fa crescere la disparità salariale con la detassazione degli straordinari e cancella la legge sulle dimissioni in bianco.
“In Toscana la Giunta regionale - ha detto il Vicepresidente Federico Gelli -, a fronte del mancato rifinanziamento da parte dello Stato degli incentivi per l’imprenditoria femminile, con la sua legge sulla cittadinanza di genere interviene in modo importante e i suoi contenuti spiccano ancor di più nel momento della crisi economica in atto, e con 3 milioni e mezzo da qui al 2010 e progetti finalizzati, continuerà a dare sostegno a questo settore”.
I dati sull’imprenditoria femminile in Toscana, illustrati da Gelli, dimostrano una crescente presenza a cui non corrisponde un adeguato riconoscimento. Il bilancio dell’Osservatorio dell’imprenditoria femminile, l’indagine semestrale realizzata da Unioncamere sulla base dei dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, si conferma anche nel 2008 positivo: +0,2% il tasso di crescita dell’universo delle imprese guidate da donne. Ciò che stupisce forse di più è la crescita significativa di iniziative femminili nei comparti ad appannaggio quasi esclusivo della componente maschile: +8,5% quello delle Costruzioni, +6,8% le Attività immobiliari, che comprende anche il noleggio, l’informatica e la ricerca. In Toscana sono 97.110 le donne imprenditrici , +0,26% rispetto al 2007,  pari al 23,4% del totale delle imprese (415.248), leggermente superiore anche al dato medio italiano (+0,2%).
“Sono convinto - ha detto Federico Gelli - che la crescente presenza femminile all’interno del tessuto imprenditoriale non risponde solo a obiettivi legati a principi di pari opportunità, ma esprime anche finalità di maggiore competitività del nostro sistema economico. E’ una realtà che vorremmo fosse più riconosciuta e valorizzata. Anche per questo stiamo lavorando per realizzare, primi in Italia, una Banca dati dei saperi delle donne toscane.  Per valorizzare le capacità delle donne e le competenze sarà organizzato un archivio dei saperi presso la Commissione regionale per le pari opportunità nel quale sono inseriti i curricula delle donne con comprovate esperienze di carattere scientifico, culturale, artistico, professionale, economico, politico, che lavorano o risiedono in Toscana. Da questa raccolta ci si aspetta un contributo a bilanciare lo squilibrio che il genere femminile accusa nel ricoprire cariche e ruoli di rilievo nei diversi campi dell’attività regionale. Ed è per questo motivo - ha concluso - che si darà un’ampia diffusione della banca dei saperi e sarà collegata alla legge sulle nomine”.
“In un momento di campagna elettorale già così critica - ha detto Brenda Barnini dell’esecutivo regionale del PD della Toscana - credo che il modo migliore per incontrare gli elettori è quello di parlare di contenuti, delle questioni vere che stanno sulla pelle dei cittadini. Il Partito Democratico della Toscana crede molto in questa campagna per la presentazione di questo disegno di legge di iniziativa popolare e sta allestendo un comitato promotore regionale e a ricaduta su tutti i territori per la raccolta delle firme. Ci impegneremo già in questo mese di campagna elettorale ma anche nel periodo estivo con le tante occasioni date dalle nostre feste di partito che sono luogo di  ritrovo di tante famiglie, madri e giovani donne.”

DI SEGUITO I LINK AGLI ARTICOLI PUBBLICATI DALL’UNITA’ e dal NUOVO CORRIERE DI FIRENZE, UNA SINTESI DEL DISEGNO DI LEGGE E IL LINK PER APRIRE IL DISEGNO DI LEGGE COMPLETO:

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Più lavoro per le donne = più benessere per tutti”

Sintesi del disegno di legge

Misure urgenti a sostegno della partecipazione delle donne alla vita economica e sociale nonché deleghe al Governo in materia di tutela della maternità delle lavoratrici autonome e di rispetto della parità di genere”

Sintesi del disegno di legge

Capo I

INCENTIVI ALla partecipazione al lavoro delle donne

  • Incentivi fiscali a favore delle madri lavoratrici dipendenti, autonome e parasubordinate (Art. 2)

Si introduce un nuovo e specifico incentivo fiscale in favore di tutte le donne con figli che a vario titolo lavorano - dipendenti, “atipiche” o autonome - nella forma di una detrazione IRPEF aggiuntiva, a titolo di sostegno alle spese sostenute per il pagamento di rette relative alla frequenza degli asili nido e per i servizi di assistenza familiare e cura di figli minori.

La detrazione è riconosciuta fino a un massimo di 400 euro per il primo figlio, più 200 euro per ciascun figlio successivo al primo, per i redditi non superiori a 15.000 euro. Tale limita si abbassa a 350 euro per il primo figlio, più 150 euro per ciascun figlio successivo al primo, se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 30.000 euro. Infine, si abbassa gradualmente al crescere dei redditi al di sopra dei 30.000 euro, fino ad annullarsi in corrispondenza di un reddito personale della lavoratrice pari ad almeno 40.000 euro. L’incentivo fiscale è riconosciuto in misura maggiorata del 30 per cento alle lavoratrici residenti nel Mezzogiorno.

  • Misure di incentivazione e sostegno della flessibilità oraria e del part-time (Art. 3)

Al sostegno della flessibilità oraria e del part-time è dedicata la disposizione che incentiva i datori di lavoro privati a riconoscere la trasformazione, reversibile e su base volontaria, del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale, su richiesta delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri, anche adottivi o affidatari, con figli fino a dodici anni di età ovvero fino a quindici anni in caso di affidamento o di adozione.

È inoltre disposta, per le sole lavoratrici dipendenti, la possibilità di richiedere al datore di lavoro - in alternativa al congedo parentale - la trasformazione reversibile del rapporto di lavoro a tempo pieno in un part-time, per un periodo massimo di un anno. L’incentivo, in tal caso è riconosciuto tanto ai datori di lavoro - in termini di esonero dal versamento dei contributi previdenziali - quanto alle lavoratrici, giacché si prevede che i datori di lavoro restituiscano loro in busta paga una parte (fino ad un terzo) dei costi risparmiati.

  • Proroga e incremento del credito d’imposta per l’occupazione femminile nelle aree del Mezzogiorno (Art. 4)

Si potenzia il credito d’imposta per l’occupazione previsto dalla Finanziaria 2007, prevedendo una proroga di tre anni della disciplina vigente, fino al 31 dicembre 2011, e un incremento dell’importo del credito fino a 600 euro per ciascuna lavoratrice e ciascun mese di impiego.

  • Incentivi ai datori di lavoro per l’assunzione di persone che avviano o riprendono l’attività lavorativa dopo periodi dedicati alla cura della famiglia (Art. 5)

Si incentiva l’assunzione di persone over 35 che avviano o riprendono l’attività lavorativa dopo periodi dedicati alla cura della famiglia, attraverso il riconoscimento di specifiche agevolazioni fiscali al datore di lavoro che assuma tali soggetti a tempo indeterminato. La condizione richiesta è che la persona cui si offre lavoro si trovi in condizione di inoccupazione o disoccupazione da almeno due anni, durante i quali sia stata impegnata in lavoro di cura in favore di figli di età inferiore ai dodici anni, anche adottivi o in affidamento, di familiari disabili gravi o di familiari non autosufficienti.

  • Formazione professionale e sostegno all’imprenditoria e all’autoimprenditorialità femminili (Art. 6)

Si potenziano gli strumenti vigenti a sostegno della formazione professionale delle lavoratrici autonome e di promozione all’imprenditoria e all’autoimprenditorialità femminili.

In particolare, la norma incrementa le risorse destinate al finanziamento delle azioni positive realizzate mediante la formazione, vincolando a tale obiettivo almeno il 25 per cento delle risorse stanziate per la formazione professionale nell’ambito del Fondo sociale europeo e riservando, nell’ambito di tale quota, almeno un quarto delle risorse alle regioni aventi tassi di occupazione femminile inferiori alla media nazionale

Analogamente, si riserva al sostegno e alla creazione di nuove imprese femminili, nonché al consolidamento aziendale di piccole e medie imprese femminili, una quota non inferiore al 25 per cento del Fondo per la finanza d’impresa.

  • Riqualificazione e rifinanziamento del Fondo nazionale per l’imprenditoria
    femminile (
    Art. 7)

Si dispone la riqualificazione e il rifinanziamento del “Fondo nazionale per l’imprenditoria femminile” attraverso - rispettivamente - la sua apertura alla prestazione di garanzie al credito per la costituzione di piccole e medie imprese in grado di accedere a finanziamenti regionali e comunitari, e la rideterminazione del suo finanziamento annuale, portato a 100 milioni di euro annui a decorrere dal 2009.

Capo II

SOSTEGNO ALLA CONCILIAZIONE FAMILIARE

Estensione e potenziamento dell’istituto del congedo parentale. Istituzione del congedo di paternità obbligatorio (Art. 8)

Il secondo pacchetto di misure proposto dal disegno di legge è centrato sul potenziamento degli strumenti di conciliazione familiare e il rafforzamento delle prestazioni sociali e assistenziali in favore delle famiglie con figli.

In questo ambito, è proposto innanzitutto il potenziamento dei congedi parentali. Si prevede infatti che le lavoratrici e i lavoratori possano accedere ai congedi parentali fino al terzo anno di vita del bambino, godendo di un’indennità pari al 100 per cento della retribuzione, per i redditi fino a 35.000 euro per una famiglia di tre componenti . Tale limite è rimodulato al rialzo per le famiglie più numerose, sulla base dell’indicatore di situazione economica equivalente (ISEE). Per gli altri lavoratori, con redditi più alti, l’indennità è comunque elevata dal 30 per cento attuale al 50 per cento della retribuzione.

Infine, si introduce un istituto del tutto innovativo rispetto all’ordinamento vigente, volto ad incidere anche sul piano culturale sulla percezione e considerazione sociale della paternità. Si tratta del “congedo di paternità esclusivo ed obbligatorio”, della durata di dieci giorni, riservato ad ogni lavoratore padre, da fruire necessariamente entro tre mesi dalla nascita del figlio.

- Delega al Governo in materia di tutela della maternità delle lavoratrici autonome (Art. 9)

Una disposizione di delega ad hoc è dedicata al rafforzamento dei sistemi di tutela sociale della maternità delle lavoratrici autonome e delle imprenditrici.

Essa è orientata innanzitutto al riconoscimento di forme di contribuzione figurativa, totale o parziale, alle lavoratrici autonome in maternità, per un periodo corrispondente a quello di astensione obbligatoria delle lavoratrici dipendenti (cinque mesi), con l’estensione alle stesse fattispecie e modalità di astensione anticipata per gravidanza a rischio, di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 15. Con specifico riferimento alle piccole e micro imprese, è riconosciuta la possibilità di sostituzione in caso di maternità delle lavoratrici autonome anche con familiari della lavoratrice stessa, come individuati ai sensi dell’articolo 230-bis del codice civile, o con i soci partecipanti all’impresa, anche attraverso il riconoscimento di forme di compresenza della lavoratrice e del suo sostituto.

  • Detrazione fiscale delle spese sostenute dalle famiglie per l’assistenza ai bambini e agli anziani (Art. 10)

A sostegno della conciliazione familiare devono leggersi anche le misure che riconoscono detrazioni fiscali alle spese sostenute dalle famiglie per l’assistenza e cura di figli minori e di familiari non autosufficienti.

In particolare, ai contribuenti con redditi non superiori a 40.000 euro si riconosce una detrazione del 19% delle imposte sui redditi personali (IRPEF) delle spese documentate sostenute per gli addetti all’assistenza domestica (baby-sitter, badanti, ecc.), per un importo non superiore a 2.100 euro annui.

La stessa detrazione del 19% è riconosciuta per le spese documentate sostenute per il pagamento di rette relative alla frequenza degli asili nido, per un importo complessivamente non superiore a 632 euro annui per ogni figlio.

  • Assistenza di maternità individuale e conciliazione dei tempi nell’accesso ai servizi (Art. 11)

Si prevede che le Regioni, in sede di attuazione del “Piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi” introdotto dalla Finanziaria 2007, realizzino servizi mirati al sostegno delle madri in situazioni di disagio economico/sociale. In particolare, si prevede che le donne in difficoltà possano avere l’aiuto di apposite Assistenti di maternità, a partire dalla nascita del bambino fino al suo accesso all’asilo nido.

Nello stesso contesto, si prevede l’incentivazione all’allungamento e alla flessibilizzazione degli orari di apertura degli asili e delle scuole e, in generale, di tutti gli uffici pubblici che rendono i principali servizi ai cittadini.

  • Rifinanziamento del Fondo nazionale per gli asili nido (Art. 12)

A completamento delle misure per il potenziamento dei servizi all’infanzia, si dispone un incremento delle risorse stanziate per l’attuazione del “Piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi”, nella misura di 100 milioni di euro per l’anno 2008 e di 200 milioni di euro in ragione d’anno per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012, al fine di conseguire l’obiettivo di assicurare entro cinque anni la copertura del servizio di asili nido su tutto il territorio nazionale per almeno il 25 per cento dei bambini tra 0 e 3 anni, in attuazione degli obiettivi di copertura territoriale fissati dal Consiglio europeo di Lisbona del 23-24 marzo 2000.

DISEGNO DI LEGGE:

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Per aprire il “Volantone” clicca sul link:

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2 Responses to “Iniziata in Toscana la raccolta di firme al Ddl per occupazione femminile”

  1. donatella navari Says:

    Mi sarebbe piaciuto sottoscrivere il disegno di legge on line. Mi sembra non sia possibile. O forse non ho visto dov’è possibile farlo.

    La possibilità di sottoscrizione sul web sono sicura che porterebbe con se molte adesioni. Io per esempio potrei estendere l’invito a numerose donne.

    Spero in una risposta, perché la cosa mi riguarda e sono veramente disperata.

    A presto.

    Donatella Navari.

  2. admin Says:

    Cara Donatella,
    purtroppo non è possibile firmare on line un ddl di iniziativa popolare perché a firma deve essere certificata e autenticata da un pubblico ufficiale. La raccolta si svolge prevalentemente nelle Fedste PD, in occasione di iniziative diverse, a tavoli predisposti allo scopo (ad esempio nei pressi di un mercto o di un supermercato).
    Se tu, come capisco, sei interessata a dare una mano, ti possiamo inviare i moduli con la scheda della procedura che occorre seguire. (Il modulo si può scaricare dal sito PD), ma occorre farlo vidimare in comune.
    Teniamoci in contatto
    Vittoria Franco

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