Per la ricostruzione civile dell’Italia


unita171009Di seguito il testo dell’intervento di Vittoria Franco, pubblicato su l’Unità di sabato 17 ottobre 2009

AVVIARE

LA RICOSTRUZIONE

CIVILE DELL’ITALIA

Rischio dissoluzione

principi democratici

Vittoria Franco

Nella “Democrazia in America” Alexis de Tocqueville, negli anni ‘40 dell”800, descrive i tratti possibili di un dispotismo moderno che può svilupparsi dal seno della democrazia. Esso si configura come un potere immenso e tutelare che fissa i cittadini irrevocabilmente nell’infanzia,”restringe l’azione della volontà nel più piccolo spazio e toglie a poco a poco a ogni cittadino perfino l’uso di se stesso (…) Così dopo aver preso volta a volta nelle sue mani potenti ogni individuo ed averlo plasmato a suo modo, il sovrano estende il suo braccio sull’intera società”. È una delle patologie che possono affliggere la democrazia insieme con la tirannide della maggioranza, quell’idea, considerata empia e detestabile, secondo cui “in materia di governo la maggioranza ha il diritto di fare tutto”. Mi sembrano analisi molto attuali, forse da aggiornare soltanto aggiungendo l’effetto moltiplicatore dei mass media nel forgiare i cittadini a propria immagine e degli effetti nefasti della concentrazione nelle mani di uno solo del potere politico, di quello economico e di quello mediatico. Il problema, che deve preoccupare non poco i sinceri democratici, è il disconoscimento del fatto che in un regime democratico il potere ha limiti ben definiti, senza i quali un potere che trae origine dalla sovranità popolare diventa arbitrio dispotico. I limiti sono esattamente quelli descritti con chiarezza e semplicità nella nostra Costituzione: separazione dei poteri, ruolo degli organismo di garanzia, come la Corte Costituzionale, promozione e riconoscimento dei diritti di cittadinanza e della dignità della persona, eguaglianza di fronte alla legge, ecc. Ciò che invece accade da quando governa il centrodestra è, all’opposto, la dissoluzione dei principi fondativi della Repubblica - a partire dall’unità del Paese -, l’oltrepassamento dei limiti della decenza istituzionale immettendo nelle relazioni una buona dose di rozzezza e astiosità. Un ministro scambia una normale dialettica politica per golpe e manda a morire ammazzata l’opposizione, il presidente del consiglio dichiara a freddo un’insidiosa guerriglia istituzionale con la presidenza della Repubblica, con gli organi di garanzia e con la stampa, offende tutti e in primo luogo le donne con comportamenti e atti lesivi della loro dignità di persone, ridotte a corpi da possedere, utilizzare e scambiare. Intere categorie di lavoratori, dagli insegnanti ai registi ai dipendenti pubblici, additati come i responsabili di ogni male, vengono offese e punite. E allora, è davvero il momento di avviare una ricostruzione civile del Paese. Il PD deve diventare il perno di una strategia di opposizione che ha questo obiettivo come punto principale. L’azione si può articolare su 10 punti: 1. Ripristino della centralità del Parlamento; 2. Rispetto delle figure e degli organi di garanzia; 3. Inderogabilità del principio dell’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge; 4. Eguaglianza fra uomini e donne; 5. Promozione dei diritti civili delle donne (come l’inviolabilità del loro corpo e della loro dignità di persone); 6. Rispetto dei diritti di cittadinanza; 7. Contrasto dell’omofobia; 8.Effettività dei diritti umani fondamentali; 9. Centralità dell’istruzione, della scuola pubblica e dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita; 10. Attuazione dell’art. 4 della Costituzione: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. Un milione di incontri, per coinvolgere le migliori energie del Paese, educare i giovani, riscoprire sensibilità democratiche, nel nome della ricostruzione civile dell’Italia.

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