Archivio Vasari: il governo deve intervenire


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La senatrice Franco torna sulla questione dell’Archivio Vasari con un intervento in aula, mercoledì scorso, 11 novembre 2009, per sollecitare una risposta all’interrogaizone presentata ai primi di novembre.

Di seguito il resoconto dell’intervento per sollecitare la risposta, una dichiarazione e il testo dell’interrogazione.

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVI LEGISLATURA ——
278a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 11 NOVEMBRE 2009
(Pomeridiana)
_________________
Presidenza della vice presidente MAURO,
indi del vice presidente CHITI

Per lo svolgimento di un’interrogazione

FRANCO Vittoria (PD). Domando di parlare.

FRANCO Vittoria (PD). Signor Presidente, intervengo per sollecitare
una risposta alla mia interrogazione 3-01014, rivolta al ministro per i beni
e le attività culturali, onorevole Bondi, concernente l’archivio Vasari d’Arezzo.
Come si sa, tale archivio è stato venduto ad una società russa, con
il rischio sempre più reale di un suo completo trasferimento in Russia.
Nel sollecitare la risposta del ministro Bondi, raccolgo anche il grido
di allarme che proprio oggi ha rinnovato il sindaco di Arezzo, Giuseppe
Fanfani, che paventa, a buona ragione, la perdita di un bene artistico e
culturale del nostro Paese di inestimabile valore proprio alla vigilia delle
celebrazioni vasariane. Mi sembrerebbe una cosa gravissima se dovesse
accadere, e per questo sollecito una risposta urgente del ministro Bondi.

PRESIDENTE. La Presidenza solleciterà il ministro Bondi. Del resto
anch’io, essendo corregionale, avevo avuto segnalazione delle preoccupazioni del sindaco di Arezzo di cui lei parlava.

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Dichiarazione Stampa:

ARCHIVIO VASARI: FRANCO (PD), “GOVERNO DEVE INTERVENIRE ASSOLUTAMENTE”.
“Sua perdita sarebbe danno gravissimo per Italia”.
“Anche al Senato il Governo viene incalzato affinché l’Archivio Vasari sia adeguatamente tutelato e valorizzato, così come prescrive l’articolo 9 della Costituzione. La vendita a stranieri dell’Archivio, col rischio che anche il vincolo pertinenziale, che impedisce il trasferimento in altro luogo dei materiali, si indebolisca, comporta un grave danno materiale, artistico e di immagine dell’Italia, incapace di tutelare adeguatamente i suoi beni artistici”. Lo dice la senatrice del Pd Vittoria Franco, componente della commissione Cultura, che sulla questione ha presentato un’interrogazione parlamentare.
“Se poi pensiamo - prosegue Vittoria Franco - che nel 2011 ricorre il cinquecentesimo della nascita del Vasari, padre della storia dell’arte italiana, straordinaria figura di artista, pittore, architetto, umanista, e che l’anno vasariano sarà celebrato a livello internazionale, che l’Italia e Arezzo saranno al centro dei festeggiamenti e degli eventi collegati, quella vendita appare come uno schiaffo alla nostra storia e alla nostra dignità di Paese culla del Rinascimento.
Perché il Governo è così restio a reperire fondi per acquistare quell’Archivio? - conclude Vittoria Franco - La vicenda non è per niente chiara e non risulta chiarita dalle prime risposte di esponenti del Governo”.

L”interrogazione:

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVI LEGISLATURA ——
272a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE 2009
(Antimeridiana)
_________________
Presidenza del vice presidente CHITI,
indi del vice presidente NANIA
e della vice presidente BONINO

FRANCO Vittoria, RUSCONI, CERUTI, GARAVAGLIA Mariapia, SERAFINI Anna Maria, VITA, MARCUCCI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:
la Soprintendenza archivistica per la Toscana ha notificato al Comune di Arezzo, al Presidente della Provincia di Arezzo e al Presidente della Regione Toscana che in data 23 settembre 2009 i signori Giovanni Festari, proprietario dell’archivio Vasari, e Enrico De Martino, procuratore speciale del primo, hanno provveduto a perfezionare la denuncia di trasferimento a titolo oneroso, pari a 150 milioni di euro, della proprietà dell’archivio Vasari stesso;
con la medesima nota veniva informato il Comune di Arezzo della possibilità di esercitare il diritto di prelazione entro 90 giorni dalla ricezione della comunicazione, corredando l’eventuale proposta di prelazione della deliberazione dell’organo competente contenente la copertura finanziaria della spesa;
su tale preoccupante vicenda, il Sindaco di Arezzo, onorevole Giuseppe Fanfani, ha richiesto gli opportuni chiarimenti al Ministero per i beni e le attività culturali;
a seguito di tale richiesta, il Ministero ha comunicato di essere venuto a conoscenza nei mesi scorsi di un presunto contratto di compravendita riguardante l’archivio di Giorgio Vasari e che tale operazione avrebbe suscitato forti perplessità non solo per l’enormità del prezzo pattuito ma in considerazione del fatto che l’archivio Vasari, indipendentemente da chi ne risulti proprietario, è soggetto ad un vincolo pertinenziale e, pertanto, non può essere spostato in un luogo diverso da quello in cui è attualmente collocato;
nella medesima nota, il Ministero dichiarava di aver informato l’autorità giudiziaria di tale questione;
considerato che:
risulterebbe che il Ministero per i beni e le attività culturali fosse a conoscenza da molti mesi della trattativa finalizzata alla compravendita dell’archivio;
infatti, secondo quanto si apprende da una notizia apparsa su un quotidiano locale, la dirigente della Soprintendenza archivistica per la Toscana avrebbe dichiarato di essere venuta a conoscenza della questione relativa alla compravendita del bene in oggetto già nel mese di luglio 2009; risale infatti al 9 luglio la data in cui la stessa dirigente ha dichiarato non accettabile la documentazione presentata dal proprietario dell’archivio, signor Festari, in quanto incompleta e carente delle informazioni necessarie;
inoltre, la notifica inviata dalla Soprintendenza, pur facendo chiaro riferimento a precisi dati informativi relativi al giorno 23 settembre 2009, è stata inviata per posta ordinaria agli enti interessati solo in data 13 ottobre, ossia in forte ritardo rispetto alla data del trasferimento di proprietà dell’archivio stesso;
l’acquirente sembrerebbe essere una non meglio precisata società russa su cui la stessa Soprintendenza si è riservata di svolgere “tutte le indagini necessarie per verificare la correttezza dell’operazione”;
l’archivio Vasari è dichiarato di interesse storico particolarmente importante con provvedimenti della Soprintendenza archivistica per la Toscana n. 610 del 23 marzo 1991 e n. 680 del 19 gennaio 1996, nonché oggetto di “vincolo pertinenziale jure publico” disposto con decreto dell’allora Ministero per i beni culturali ed ambientali, competente pro tempore, dell’8 settembre 1994 e trascritto presso la Conservatoria dei registri immobiliari di Arezzo in data 18 ottobre 1994, in ragione del quale l’archivio Vasari è vincolato alla Casa Vasari in Arezzo;
l’archivio Vasari è composto da 31 filze, ognuna con un piccolo scrigno con lettere, conti di casa Vasari, documenti legali, ricordi di famiglia. Semplici appunti, scritti a mano, a penna ed a matita, in mezzo a documenti di inestimabile valore: decine e decine di lettere inviate a Vasari da Cosimo I scritte tra il 1542 ed il 1547, le lettere inviate da «diversi huomini dotti a messer Giorgio Vasari» dal 1546 al 1572, tra cui Annibal Caro traduttore dell’Eneide di Virgilio e di Aristotele, il carteggio con Michelangelo dal 1550 al 1557, le lettere di Pio V dal 1566 al 1573;
l’archivio Vasari è parte integrante del patrimonio artistico-culturale italiano, che va tutelato in nome dell’identità nazionale e la vendita a privati stranieri potrebbe comportare una perdita gravissima per il nostro patrimonio e per l’immagine dell’Italia, che apparirebbe non interessata a tutelare i suoi beni culturali, come invece prescrive l’articolo 9 della Costituzione;
nel 2011 ricorreranno 500 anni dalla nascita di Vasari, padre della storia dell’arte italiana, straordinaria figura di artista, pittore, architetto, umanista, e l’anno vasariano sarà celebrato a livello internazionale; l’Italia ed Arezzo saranno al centro dei festeggiamenti e degli eventi collegati, ed è evidente che la vendita dell’archivio a soggetti stranieri costituirebbe un elemento contraddittorio e discreditante della capacità del nostro Paese di salvaguardare, tutelare e valorizzare il nostro patrimonio artistico, anche ai fini dell’indispensabile rilancio dello sviluppo economico e turistico dell’Italia;
considerato, inoltre, che:
non vi è alcuna possibilità per gli enti locali di poter esercitate il diritto di prelazione, considerata l’esorbitante richiesta economica avanzata dai proprietari;
la vendita del grande patrimonio storico-culturale costituito dall’archivio Vasari sarebbe al tempo stesso una perdita gravissima non solo per la città di Arezzo ma per la cultura dell’intera nazione, oltre che motivo di discredito internazionale;
il timore che il vigente vincolo pertinenziale possa essere raggirato pregiudicando la permanenza in Italia di tale tesoro culturale richiede un intervento del Ministero competente tempestivo ed efficace, come già richiesto dal Sindaco di Arezzo,
si chiede di sapere:
quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo ritenga opportuno adottare, con la massima sollecitudine, per impedire che l’archivio Vasari di Arezzo venga venduto a stranieri e garantire che lo stesso resti nel contesto in cui è attualmente collocato;
se, a tal fine, non ritenga opportuno attivarsi nelle forme ritenute più idonee al fine di assicurare il pieno rispetto del vincolo pertinenziale esistente, confermato, tra l’altro, con sentenza definitiva del Tribunale amministrativo regionale della Toscana che determina in Casa Vasari ad Arezzo l’unico luogo in cui l’archivio può essere mantenuto;
se non ritenga opportuno provvedere, ove necessario, all’acquisto dell’archivio in questione, in considerazione del grave danno che la vendita arrecherebbe non solo alla città di Arezzo, ma anche all’intero Paese;
infine, in vista della celebrazione nell’anno 2011 del cinquecentenario dalla nascita dal grande Giorgio Vasari, quali iniziative intenda adottare al fine di valorizzare l’archivio Vasari e consentire la più ampia fruizione pubblica di un pezzo pregiato del nostro Rinascimento, che, con i dovuti investimenti sulla sua sicurezza, potrebbe costituire un grande incentivo anche nell’ambito del turismo culturale.

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