Bondi offende gli artisti italiani


vittoria2006Lettera di Vittoria Franco a Giuliano Ferrara, pubblica su Il Foglio di sabato 14 novembre 2009

A Giuliano Ferrara

Direttore de Il Foglio
Gentile Direttore,

non credevo ai miei occhi nel leggere la lettera, pubblicata sul Foglio di ieri, nella quale il ministro Bondi descrive a suo modo la ‘Giornata dello Spettacolo al Quirinale’: il ministro della Cultura che offende con parole sprezzanti artisti italiani che hanno avuto importanti riconoscimenti e che proprio per questo erano ricevuti al Quirinale.
Ma quelle parole descrivono bene, finalmente, i reali sentimenti di un ministro nei confronti del settore che gli tocca, ahinoi, di amministrare. Siamo di fronte a un vero e proprio lapsus freudiano. Il Re è nudo: Sandro Bondi, che forse in gioventù ha avuto ambizioni artistiche e certamente è stato comunista, è invidioso, e lo è doppiamente. Per questo non ama, come dice, ‘dar soldi’ (un ministro dovrebbe dire: stanziare fondi) al teatro, al cinema, alla danza, allo spettacolo, e anche alla cultura. E si vede, purtroppo.
Quel mondo dello spettacolo e della cultura che lui non sopporta per averne voluto far parte, è infatti pure prevalentemente di sinistra. E’ allergico al rosso di bandiere che solo lui si immagina, Sandro Bondi, e per questo dice di essersi pentito di aver reintegrato il Fondo Unico per lo Spettacolo. Ma, tra l’altro, di quale reintegro parla? La verità è che sotto il suo ministero, compiacente a Berlusconi, i tagli a tutto il mondo della cultura sono stati pesantissimi. E adesso, finalmente, ne comprendiamo le ragioni profonde, che vanno ben al di là dei vincoli di bilancio. E’ perché il ministro avrebbe voluto attori e registi un po’ più proni al (suo) potere. E non, come scrive, animati da un ‘pregiudizio politico ostinato’. Spiace che se la prenda pure, in modo totalmente irriverente, anche col Presidente Napolitano, che davvero in questi anni ha svolto in modo egregio il proprio ruolo di garante delle istituzioni e della Costituzione. Ma anche questo ha una spiegazione: si sa che il livore si diffonde come un veleno.

Vittoria Franco
Roma, 13 novembre 2009

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