Intervento in Senato: “precari e personale Ata…”


vittoria3008081Di seguito il resoconto dell’intervento (dichiarazione di voto) di Vittoria Franco, svolto mercoledì 18 pomeriggio in Senato

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVI LEGISLATURA ——
284a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 18 NOVEMBRE 2009
(Antimeridiana)
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Presidenza del vice presidente CHITI,
indi della vice presidente MAURO
1835) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, recante disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)
FRANCO Vittoria (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCO Vittoria (PD). Signora Presidente, credo che gli emendamenti presentati dal Gruppo del Partito Democratico vogliano rimediare ad una situazione davvero incresciosa che vorrei descrivere ai colleghi che non si occupano di scuola in pochissime parole. C’era un piano triennale di assunzioni degli insegnanti precari e dei lavoratori ATA varato dal precedente Governo Prodi, che avrebbe portato all’esaurimento delle graduatorie: quel piano è stato mandato all’aria.
Vorrei richiamare semplicemente il dramma umano e qualche volta anche la disperazione di chi, dopo aver insegnato un decennio e a volte anche più a lungo nelle scuole, e quindi aveva elaborato un progetto professionale e di vita, ora si trova quella strada completamente sbarrata.
Sappiamo, signora Presidente, colleghi e rappresentanti del Governo, che questo provvedimento è figlio di quella voragine che è stata aperta dal decreto-legge n. 112, che qui è stato richiamato e che ha prodotto tagli per 8 miliardi e mezzo nelle scuole (sono tagli insostenibili) e sapevamo anche che questo sarebbe stato l’esito, cioè un licenziamento di massa nella scuola.
Vorrei richiamare l’attenzione anche su un altro fatto, ossia che nella stragrande maggioranza gli insegnanti licenziati sono donne; donne espulse dalla scuola senza tutele. Questa è la realtà che stiamo provocando.
Non può dire il ministro Gelmini che con questi licenziamenti si migliora la scuola e si introduce il merito; questo per me è davvero risibile. Parliamo di insegnanti che hanno già superato la fase del reclutamento in qualche forma, che siano le SIS, il concorso o altro, e che avendo insegnato per anni hanno maturato esperienza e competenza; sanno che il merito si raggiunge attraverso obiettivi, come per esempio portare gli studenti al successo formativo. Non sono cooptati senza merito, anzi credo che un Ministro dovrebbe riconoscere il ruolo prezioso svolto finora da questi insegnanti nella e per la scuola del nostro Paese.
Occorre più rigore nella scuola? Certamente, ma con la formazione, creando condizioni di maggiore coinvolgimento e di serenità, una scuola più moderna, magari mettendoci dentro anche un po’ di pedagogia di riferimento e di riflessioni sulle tecniche di insegnamento, sui meccanismi d’apprendimento. Questo occorre fare se vogliamo davvero migliorare la nostra scuola e non portarla alla dissoluzione.
Certo, non possiamo accettare la brutalità del dire «facciamo un bel taglio ed è tutto risolto», perché questo per noi è offensivo ed inaccettabile, com’è inaccettabile l’intento punitivo che percorre questo provvedimento. Penso, tra le altre cose, a quell’appesantimento burocratico che riguarda, ad esempio, l’applicazione della legge n. 104 del 1992. Di nuovo - vorrei richiamare l’attenzione dei colleghi - vengono colpite le donne, tra le altre cose; a queste donne si chiede sia l’assistenza e la cura dei familiari che ne hanno bisogno, sia che si dedichino al lavoro senza assenze per ragioni di cura, per l’appunto.
Noi stiamo cercando di rimediare a queste storture prodotte da misure sbagliate del Governo e per questo motivo chiedo, in particolare sull’emendamento 1.1, il voto favorevole dell’Aula. (Applausi dal Gruppo PD).

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