Ricerca: da governo riforma che punta a meno autonomia e più tagli


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Il comunicato stampa e, e a seguire, il resoconto dell’intervento in Commissione di Vittoria Franco, in merito al Decreto legislativo sul riordino degli Enti di Ricerca


16 dicembre 2009
RICERCA
Franco: “Da governo riforma che punta a meno autonomia e più tagli”
“Il decreto legislativo del governo sul riordino degli enti di ricerca riduce l’autonomia di questi istituti e ne cambia la governance in senso centralistico e burocratico, senza risolvere il problema più drammatico della ricerca, che è quello della scarsità delle risorse”. Lo dice la senatrice del Pd Vittoria Franco che sottolinea come “il gruppo del Pd nella commissione Istruzione, Università e ricerca si sia astenuto sul parere a questo provvedimento del governo, giudicandolo negativo”.
“Questo decreto - prosegue Vittoria Franco - è particolarmente punitivo per quegli enti in cui l’elezione degli organi di governo avviene ora col coinvolgimento dell’intera comunità scientifica, prevedendo al contrario la nomina da parte del ministero su una rosa ristretta solo a due persone. Si torna dunque alla centralizzazione delle nomine da parte del ministero. Pur apprezzando lo sforzo del presidente della commissione Possa che ha introdotto numerose condizioni al parere favorevole, lo abbiamo tuttavia considerato insufficiente al fine di creare le condizioni di un rilancio degli enti di ricerca che, come hanno testimoniato le audizioni in commissione, sono in grandissima sofferenza per scarsità di risorse e per dover far fronte a continui cambiamenti nelle loro strutture di governo. La governance degli enti di ricerca ha subìto infatti numerosi e continui cambiamenti negli ultimi anni. Per noi l’investimento sulla ricerca è la priorità assoluta, mentre questo provvedimento al contrario razionalizza il sistema puntando però al risparmio che è inaccettabile in questo settore”.

Il resoconto dell’intervento in Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) :

MERCOLEDÌ 16 DICEMBRE 2009
154ª Seduta

Presidenza del Presidente
POSSA

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante: “Riordino degli enti di ricerca” (n. 156)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 27 settembre 2007, n. 165. Seguito dell’esame e sospensione)
In discussione generale prende la parola la senatrice Vittoria FRANCO (PD) la quale, richiamandosi alle considerazioni espresse ieri dalla senatrice Mariapia Garavaglia, manifesta a sua volta apprezzamento per la puntualità della relazione introduttiva del Presidente, che ha messo in luce i problemi e le incongruenze dell’atto. Reputa altresì particolarmente utili le audizioni svolte dall’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, nell’ambito delle quali sono emerse ulteriori difficoltà degli enti di ricerca, prima tra tutti la penuria di risorse, come si evince peraltro dall’atto n. 163.
Osserva altresì che negli ultimi dieci anni si sono verificati ben due interventi di riforma con effetti notevoli sul sistema degli enti, non ancora pienamente a regime. Fa presente pertanto che un nuovo intervento non deve sottrarre ulteriormente risorse come invece parrebbe verificarsi a seguito dell’atto in titolo che dispone meri risparmi.
Dopo aver rimarcato l’importanza della ricerca si sofferma sul merito del provvedimento, rammentando che nella XV legislatura l’allora opposizione contribuì all’individuazione degli elementi di forza del riordino come la maggiore partecipazione del mondo della ricerca. A fronte di ciò, ravvisa invece nell’atto in titolo un passo indietro nella misura in cui non si limita l’ingerenza della politica come invece si proponeva quale punto qualificante la legge di delega. Si opera invece a suo giudizio una centralizzazione quasi burocratica attraverso una semplice risistemazione.
Detti profili sono stati evidenziati da molti presidenti degli enti auditi, soprattutto da quelli elettivi, a dimostrazione di una varietà di situazioni di cui l’atto non tiene conto. Richiama a riguardo in particolare il caso dell’INDAM il cui presidente è eletto nell’ambito della comunità scientifica ed auspica che il Presidente relatore inserisca un’osservazione in tal senso nello schema di parere. Occorre dunque a suo giudizio rispettare e rafforzare l’autonomia degli enti.
In conclusione, lamenta l’incompiutezza dello schema di decreto, rilevando criticamente che gli statuti modificheranno la legge istitutiva di molti enti senza che ciò sia espressamente indicato dalla legge.

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