Una scuola per l’integrazione: l’esperienza del Forteto

febbraio 4, 2010
4:00 pma7:00 pm

Giovedì 4 febbraio 2009 nella SALA DEGLI ATTI PARLAMENTARI DELLA BIBLIOTECA DEL SENATO IN PIAZZA DELLA MINERVA 38 A ROMA, dalle 16 alle 19 si terrà una tavola rotonda sul tema

foertetooltrebarbiana“Una scuola per l’integrazione. L’esperienza della Fondazione Il Forteto oltre Barbiana”.

Parteciperanno: sen. Mariangela Bastico, sen. Mauro Ceruti, on. Maria coscia, sen. Vittoria Franco, sen. Mariapia Garavaglia, Luigi Goffredi preidente della Fondazione Il Forteto onlus e la sen. Anna Serafini.

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- Per esigenze di sicurezza è necessario confermare la partecipazione entro le ore 12 del 31 gennaio 2010 o rispondendo a questa email, oppure contattando Aida Canobbi (tel. 0667064359 - email aida.canobbi@senato.it) o Paolo Maggi (cell. 333 4798910 - email: vittoria@vittoriafranco.it).

- Per accedere alla sala è obbligatorio, per gli uomini, indossare giacca e cravatta e per tutti è necessario esibire un documento di riconoscimento valido

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Il Libro dimenticato dalla scuola
Confronto e relazioni educative in un progetto didattico del Forteto
A cura di Rodolfo Fiesoli

Il testo riporta una molteplicità di testimonianze sul progetto educativo svolto nelle scuole del Mugello - “Barbiana e il Mugello, una scuola per l’integrazione”, elaborato e realizzato dalla Fondazione Il Forteto onlus.
L’iniziativa diventata operativa in sei istituti scolastici della zona Mugello nell’anno scolastico 2005/2006, nasce dall’impegno sociale dei componenti della cooperativa agricola Il Forteto.
Un gruppo di giovani che nel 1977 che si insediò in un’azienda agricola di questo territorio con lo scopo di vivere e lavorare insieme, dopo aver condiviso anni di amicizia e di impegno informale nella città di Prato. Con la costituzione della cooperativa e della comunità queste persone incontrarono le proposte delle istituzioni del sociale e si impegnarono da allora, gratuitamente, nell’accoglienza nelle loro famiglie di minori e adulti in situazioni di disagio familiare, sociale, talvolta anche fisico o psichico.
Il funzionamento di un insieme di persone, di una comunità, richiede un forte impegno organizzativo riguardo all’impresa produttiva - economica e soprattutto per le relazioni interpersonali ai livelli più diversi. La condivisione nel caso della comunità di vita, comporta mettere insieme tutta l’esperienza esistenziale, i rapporti affettivi, con quelli professionali per creare delle sinergie che migliorino costantemente l’uno e l’altro degli aspetti. Necessariamente il funzionamento di una comunità richiede perciò un affinamento delle conoscenze della persona e dei suoi meccanismi profondi e delle logiche della comunicazione. L’impegno sociale aggiungeva complessità alla dinamica interpersonale e di gruppo del Forteto, in quanto le persone accolte portavano problematiche difficili, perciò passavano attraverso la relazione i modi per sollecitare, nella quotidianità, un’evoluzione, una crescita. Ad esempio i bambini in affido avevano necessità di stabilire relazioni affettive e educative salde nel nucleo famigliare di accoglienza per affrontare le conseguenze dei disagi vissuti in precedenza, oppure adulti con sofferenze psicologico affettive, avevano bisogno, a loro volta, di relazioni, più chiare e forti per recuperare speranze, capacità bloccate da drammi o traumi. In definitiva, le famiglie del Forteto, hanno avuto in questi anni la possibilità di osservare e di interagire educativamente con molte persone, di fare lunghi percorsi accrescitivi con loro.
L’esperienza non ha caratteristiche professionali, sebbene d’impatto possa apparire una dimensione speciale, terapeutica perché ci sono situazioni al limite, bensì è un allargamento dello spazio familiare. I componenti del Forteto hanno potuto osservare in questi anni che le sofferenze portate dalle persone accolte, in realtà, sono equivalenti a quelle che la persona prova nei momenti di crisi e di disagio, frequenti nel corso della vita di ognuno. Momenti difficili da affrontare e per i quali dobbiamo trovare soluzioni equilibrate. Le persone del Forteto pertanto hanno individuato nell’educazione alle relazione “il metodo” per acquisire strumenti e la consapevolezza di sé necessari per non essere totalmente indifesi di fronte al disagio e alla crisi e hanno potuto maturare la convinzione che è estremamente importante che tale tipo di educazione interessi i bambini prima possibile.

Si legge nel libro: “La Scuola sembra abbia dimenticato il nucleo significativo della sua missione originale, costituito dal primato della relazione educativa.
La lacuna più forte di cui bambini e ragazzi soffrono attualmente è proprio la carenza di ‘riferimenti identitari’ sociali e individuali e di conseguenza di modelli e di occasioni di confronto per elaborare le proprie strutture personali e le proprie capacità relazionali.
Da qui l’idea di un progetto di educazione alle relazioni.
L’esperienza descritta nel libro non vuole ridurre tecnicisticamente un momento così delicato e cruciale a materia scolastica, o a “servizio per l’utente”, ma evidenziare le potenzialità insite nella competenza dell’educatore nella prospettiva formativa e tutta la forza che può scaturire dall’integrazione delle diverse risorse che costituiscono la comunità educativa.
L’esperienza delinea alcune connessioni tra disagio, apprendimento e stile educativo, ipotizzando la possibilità, da parte della scuola, di produrre azioni e innovazioni che, non mirate riduttivamente alla prevenzione e al contrasto del disagio diffuso, recuperino il senso e gli obiettivi peculiari dell’educare, anche mettendo in discussione se stessa, le sue funzioni e l’interpretazione del ruolo professionale degli insegnanti.
L’apatia, il non senso, quella sorta di limbo noioso e doloroso nel quale navigano senza meta molti giovani, interrotto solamente da reazioni disperate e isolate, che sono spesso “sballi” di differente natura, può e deve essere contrastato solo facendosene carico, solo dicendo con forza: “Queste persone mi premono, mi interessano!”

Il titolo del libro evoca l’ideale che ogni allievo ha forse avuto della scuola e vuol provocare una riflessione ad ogni addetto ai lavori, alla famiglia e alla società, affinché possano per un attimo soffermarsi, senza dare nulla per scontato, su cosa è e cosa potrebbe essere la scuola al di là di ogni disputa tecnica, metodologica, politica.
Il libro è stato curato da Rodolfo Fiesoli, raccogliendo parte dei materiali prodotti da educatori e insegnanti nel corso di tre anni di lavoro e due contributi teorici sull’educazione e la relazione interpersonale, del filosofo Giuseppe Fornari.

Rodolfo Fiesoli è stato fondatore e primo presidente della cooperativa agricola Il Forteto, della quale è ancora partecipe condividendo con gli altri soci l’esperienza lavorativa ed esistenziale. Nel 1998, insieme ad alcuni di loro, ha costituito la Fondazione Il Forteto di cui è uno dei principali animatori. La Fondazione è impegnata in progetti di studio e attività operative riguardanti la famiglia, l’educazione, la scuola, le relazioni interpersonali e l’affido familiare. Contribuisce a ricerche scientifiche, pubblicazioni, iniziative culturali, promozionali e informative. Rodolfo Fiesoli ha ideato e si è impegnato direttamente in molte pubblicazioni prodotte e realizzate dalla Fondazione (vedi: www.fondazioneforteto.it) .

Giuseppe Fornari, docente di Storia della filosofia all’Università di Bergamo, si occupa nei suoi studi dei fondamenti antropologici della storia del pensiero e della cultura. Tra i suoi scritti Il caso Nietzsche (2002, in collaborazione con René Girard); la monografia su Leonardo La bellezza e il nulla (2005); Filosofia di passione (2006); La contraddizione virtuosa. Il problema educativo, don Milani e il Forteto (2008).

La Fondazione Il Forteto onlus
è stata costituita il 4 settembre 1998 da alcuni soci della Cooperativa Agricola Il Forteto. Si occupa dell’organizzazione di studi, ricerche, informazione, progetti, promozione, sui diritti dei bambini, degli adolescenti, della famiglia e delle fasce sociali svantaggiate. Negli ultimi anni si è impegnata con progetti educativi nelle scuole e iniziative di educazione informale per i giovani. Ha elaborato, organizzato e coordinato tuette le azioni e fasi del progetto descritto in questa pubblicazione. Sul suo sito www.fondazioneforteto.it sono consultabili pubblicazioni e iniziative. Per contatti fondazione@forteto.it

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