Apprendistato e obbligo all’istruzione


vittoria2006Di seguito il resoconto stenografico della dichiarazione di voto contrario all’articolo 48 che comprende la norma che l’obbigo l’obbligo di istruzione possa essere assolto nell’apprendistato.

Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 345 del 03/03/2010

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVI LEGISLATURA ——

345a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 3 MARZO 2010

(Pomeridiana)

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Presidenza del vice presidente CHITI

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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Italia dei Valori: IdV; Il Popolo della Libertà: PdL; Lega Nord Padania: LNP; Partito Democratico: PD; UDC, SVP, Io Sud e Autonomie: UDC-SVP-IS-Aut; Misto: Misto; Misto-Alleanza per l’Italia: Misto-ApI; Misto-MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud: Misto-MPA-AS.

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Passiamo alla votazione dell’articolo 48.

FRANCO Vittoria (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCO Vittoria (PD). Signor Presidente, come è chiaro dagli interventi che mi hanno preceduto, voteremo contro l’articolo 48 proprio perché contiene la norma di cui ha parlato la senatrice Bastico prima: quella che prevede che l’obbligo di istruzione possa essere assolto nell’apprendistato. Per noi questa è una norma inaccettabile, regressiva e punitiva.

Diciamo che è un atto di leggerezza, di grande leggerezza da parte del Governo e della maggioranza verso i giovani. È regressiva perché fa tornare indietro la legge vigente, è regressiva rispetto agli obiettivi che ci pone l’Europa, la quale ci chiede di fornire più istruzione obbligatoria e non meno istruzione; ci chiede di ridurre la dispersione scolastica, di aumentare il numero dei diplomati.

Quando abbiamo chiesto in Commissione quale potesse essere la ratio di questa norma, la risposta è stata la più banale - mi consentano il Presidente ed i colleghi - e la più deresponsabilizzante verso i nostri adolescenti. Ci è stato detto, ed è stato ripetuto ora dal senatore Baldassarri: vanno all’apprendistato perché non hanno voglia di studiare. Ecco. E poiché non hanno voglia di studiare consentiamo che sulla loro testa si facciano contratti di lavoro al di fuori di ogni percorso formativo, a 15 anni. Chi li accompagnerà nell’apprendistato? Chi si prenderà cura di questi ragazzi ? Nessuno. Saranno abbandonati a loro stessi. (Applausi dal Gruppo PD).

Vi siete dimenticati, colleghi, che stiamo parlando di adolescenti. (Commenti del senatore Asciutti).

Ma una scuola responsabile - io credo - si dovrebbe chiedere perché non hanno voglia di studiare, come rimediarvi, come rendere la scuola più interessante anche per quegli studenti che sono più restii allo studio. Certo, colleghi, lo so che è più facile la scorciatoia della deresponsabilizzazione della scuola. Sicuramente si risparmia, ed è ciò che voi volete e che vuole il ministro Tremonti: infatti ci sono sempre meno insegnanti nella scuola, meno insegnanti di sostegno; sempre più difficile il contatto tra docente e studenti; classi sempre più numerose. State creando una scuola che esclude e non che include. Siete molto lontani da quella scuola del «non uno di meno» che noi vogliamo. Certo: il sapere è anche saper fare, manualità, creatività individuale, ma c’è una tradizione pedagogica di prima grandezza nel nostro Paese basata sull’apprendimento attraverso l’attività dei laboratori. Valorizziamo quella attraverso la sperimentazione, ma restiamo dentro il percorso di istruzione.

Voi fate una perniciosa confusione tra istruzione, formazione e, per di più, apprendistato. Non sono la stessa cosa, colleghi; l’ho detto in Commissione e lo voglio ripetere in Aula: è l’istruzione che dà gli strumenti per imparare ad imparare e continuare a farlo lungo tutto l’arco della vita, per affrontare il lavoro flessibile, per sviluppare la capacità di aggiornarsi, di imparare una lingua ad usare le nuove tecnologie. Senza questi strumenti minimi si creano degli emarginati sociali.

Colleghi, è destinato a salire dopo questo vostro provvedimento il numero di coloro che non riusciranno ad integrarsi nel mondo del lavoro: altro che coesione sociale, senatore Castro. Allora noi votiamo no, perché non vogliamo e non tolleriamo che i nostri ragazzi paghino lo scotto della vostra miopia, della vostra leggerezza e della vostra irresponsabilità. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

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