Interrogazione PD dopo i fatti delle scuole di Montecchio e Pordenone


vittoriapugnoisolotto2Le senatrici del PD Vittoria Franco, Mariapia Garavaglia e Mariangela Bastico hanno presentato al ministro dell’Istruzione Gelmini una interrogazione in merito ai gravi episodi di discriminazione e intolleranza avvenuti nei giorni scorsi nelle scuole di Montecchio Maggiore e Pordenone e per capire quali iniziative il governo intenda intraprendere per restituire alla scuola pubblica il ruolo centrale che dovrebbe avere.

INTERROGAZIONE
A RISPOSTA ORALE

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca

Premesso che:

l’Istituto professionale “Flora” di Pordenone ha organizzato per i propri studenti gite scolastiche differenziate sulla base alla disponibilità economica delle famiglie degli alunni;

coloro che avevano la possibilità di spendere 600 euro sono stati sette giorni a Londra in un albergo dignitoso e hanno frequentato un corso di inglese. Gli altri, nello stesso periodo, per la più modica somma di 280 euro, sono stati “in gita culturale” a Monaco di Baviera per cinque giorni in un albergo di tenore corrispondente al budget;

per le famiglie che non hanno potuto iscrivere il proprio figlio alla settimana-studio londinese proposta dalla scuola, l’istituto ha pensato a una soluzione alternativa “alla portata di tutti”, prenotando per la gita low cost un albergo, collocato in una zona centrale della città, ma vecchio e fatiscente, con camere minuscole e molto sporche;

a poche ore dal rientro in Italia, alcune studentesse si sono ritrovate con il corpo ricoperto da punture e da arrossamenti causati da pidocchi presenti nei materassi dell’albergo;

la scuola ha risposto alle critiche affermando che non c’è stata nessuna divisione per censo in quanto i due viaggi avevano obiettivi diversi ed erano aperti a tutti, a prescindere dalle condizioni economiche della famiglia di appartenenza, dimenticando che il problema è rappresentato proprio dal fatto di aver pensato di separare gli alunni più abbienti da quelli meno abbienti in un contesto, quale è quello scolastico, dove le differenze di classe sociale non dovrebbero avere alcun significato né, tantomeno, alcun peso;

premesso inoltre che:

nella scuola elementare “Anna Frank” di Montecchio Maggiore (Vicenza), nove bambini (due italiani e sette stranieri), il 23 marzo scorso, al momento del pranzo hanno ricevuto un panino al posto della pasta al pomodoro data a tutti gli altri bambini a causa del mancato pagamento della mensa scolastica;

la decisione è stata presa dalla giunta comunale di centrodestra che, scoperto un ammanco di 150.000 euro nella gestione della mensa scolastica, ha deciso di recuperare gli importi relativi a quattro anni scolastici (2005/2006 e 2008/2009);

individuate cinquantadue famiglie morose (ventidue italiane e trenta straniere), l’amministrazione ha posto come termine ultimo per mettersi in regole con i pagamenti la data del 15 marzo. Trascorsa tale data, in mancanza di regolarizzazione, la refezione scolastica è stato sospesa;

trista conseguenza di questa decisione è stata un diverso trattamento di nove bambini al momento del pranzo con conseguenze psicologiche facilmente immaginabili sui bambini esclusi dal pranzo;

la preside della scuola, Annamaria Lucantoni, ha giudicato “dispregiativo dare un pezzo di pane.”. (…) “Se lo avessimo immaginato” - ha aggiunto - “avremmo fatto una raccolta di fondi.”;

la Caritas locale ha annunciato che si farà carico della quota dei bambini in questione, con un bonifico, perché “la dignità della vita umana, di ogni persona, non è un valore negoziabile”;

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per comprendere come sia stato possibile il verificarsi di simili episodi di discriminazione e di intolleranza, lesivi della dignità degli alunni e delle loro famiglie, al fine di evitare il ripetersi degli stessi;

quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda altresì adottare al fine di restituire alla scuola pubblica il ruolo centrale che dovrebbe avere - in quanto sancito dalla Costituzione - nell’assicurare uguali diritti a tutti gli studenti, nel rispetto delle esigenze di ogni singolo alunno, nell’educare al rispetto di criteri di solidarietà e di uguaglianza, presupposti indispensabili affinché una scuola possa definirsi “pubblica” e nel promuovere la mobilità sociale.
FRANCO VITTORIA, MARIAPIA GARAVAGLIA, MARIANGELA BASTICO

30 marzo 2010

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