RAI: Vigilanza approvi emendamento su Osservatorio per donne in Tv


31052010montagnola18 maggio 2010

Rai
Franco: “Vigilanza approvi emendamento su Osservatorio per donne in tv”
“Sarebbe svolta culturale importantissima”

“Se l’emendamento venisse approvato e messo in atto, almeno nei programmi trasmessi nel servizio pubblico, rappresenterebbe una svolta culturale importantissima nel nostro Paese”. Lo dichiara la senatrice del Pd Vittoria Franco che ha sottoscritto l’emendamento sull’osservatorio indipendente per il monitoraggio della presenza e della rappresentazione femminile in tv di cui è prima firmataria Emma Bonino - oggi in discussione in Commissione Vigilanza Rai nell’ambito del rinnovo del contratto di servizio.
“L’approvazione di questo emendamento sarebbe una parte consistente della controffensiva che in moltissime abbiamo lanciato per superare una concezione che vede la donna come colei che deve compiacere l’uomo con il suo corpo, con i suoi comportamenti, con i suoi atteggiamenti. Non accettiamo più il modello dilagante della corrispondenza tra bellezza pubblica e umiliazione privata perché esso è una forma di violenza che deprime l’intelligenza e la dignità delle donne che noi vogliamo difendere”.
“Oltre ad auspicare che l’emendamento sull’osservatorio oggi venga approvato, sollecitiamo la Conferenza dei Capigruppo e il Presidente del Senato a mettere all’ordine del giorno le mozioni presentate dal gruppo del Pd. Nella prima di esse - spiega Vittoria Franco, prima firmataria di entrambe le mozioni - si invita il governo ad assumere, in particolare, ‘le iniziative necessarie affinché il sistema radiotelevisivo pubblico svolga un’opera di sensibilizzazione al rispetto della diversità di genere e della dignità delle donne, per una corretta rappresentazione della figura e del ruolo delle donne e la rimozione di espressioni di discriminazione e degli stereotipi, lesivi della dignità delle stesse’. Nella seconda mozione si chiede invece al governo di ‘promuovere l’acquisizione di poteri e di responsabilità da parte delle donne in tutti i settori della vita produttiva e sociale, nell’ambito dei media, con azioni antidiscriminatorie per il reale accesso delle donne alle posizioni dirigenziali nel sistema radiotelevisivo pubblico al fine di favorire la presenza femminile nelle posizioni apicali delle testate giornalistiche televisive pubbliche, in modo da incidere sulle scelte editoriali e di palinsesto e quindi sull’immagine complessiva delle donne offerta dalla televisione pubblica”.

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