Il Carteggio Vasariano deve restare in Casa Vasari


vasariE’ arrivata la riposta del ministro Bondi a un’interrogazione presentata da Vittoria Franco insieme ai senatori Rusconi, Ceruti, Garavaglia, Serafini, Vita e Marcucci ai primi di novembre 2009 in merito alla vicenda della “compravendita” del Carteggio Vasari”.

Di seguito la risposta del ministro e in coda, un intervento in aula, del giorno 11 novembre 2009 per sollecitarla,  e infine il testo dell’Interrogazione.

Legislatura 16 Risposta ad interrogazione scritta n° 909
Risposta all’interrogazione n. 4-02605
Fascicolo n.86

RISPOSTA. - La prima denuncia di trasferimento della proprietà, a titolo oneroso, dell’Archivio Vasari venne presentata, a firma del signor Giovanni Festari, alla Soprintendenza archivistica per la Toscana il 9 luglio 2009.
Dall’esame di tale ‘denuncia’, effettuato dalla Soprintendente archivistica risultò che la stessa era incompleta sia perché non era stata sottoscritta anche dalla parte pretesa acquirente (la società ROSS Engineering Srl) sia perché in essa non era espressamente precisato che alla parte acquirente fosse noto il particolare status giuridico dell’Archivio, quale bene culturale dichiarato di notevole interesse storico e gravato anche da vincolo pertinenziale con la Casa Vasari in Arezzo.
Conseguentemente la Soprintendenza, con lettera del 29 luglio 2009, ha dichiarato tale denuncia come ‘non avvenuta’, ai sensi del codice; in questo modo si è conseguito il duplice effetto positivo di annullare l’efficacia della denuncia, anche ai fini del decorso del termine ordinario della prelazione e di obbligare le parti contraenti, ove interessate, a integrare gli atti incompleti e, quindi, a sottostare al termine di prelazione più lungo, fissato dal codice, per tali casi, in centottanta giorni decorrenti dalla nuova ‘denuncia’. Si precisa, infatti, che mentre per le denunce di vendita complete vige il termine di sessanta giorni per l’esercizio della prelazione, tale termine è elevato a centottanta giorni nel caso in cui la denuncia sia incompleta.
E’ peraltro da aggiungere che, anche in considerazione dell’elevatissimo valore economico attribuito alla transazione, di essa è stata data notizia alla Procura della Repubblica di Roma con lettera del 6 agosto 2009.
Si deve, al riguardo, precisare - anche per chiarire alcuni equivoci che sono insorti - che di tale prima ‘denuncia’ di vendita (quella del 9 luglio 2009) nessuna comunicazione formale fu data agli enti territoriali in quanto, come detto, la stessa era improduttiva di effetti;
In data 23 settembre 2009 il signor Festari ha fatto poi pervenire alla Soprintendenza archivistica per la Toscana, una congerie di atti, dai quali si evince che egli ha provveduto sia a integrare la denuncia del luglio 2009, sia a presentare ex novo un’ulteriore denuncia di alienazione (questa volta avvenuta il 9 settembre 2009) redatta in conformità ai rilievi a suo tempo mossi dalla Soprintendenza.
All’evidenza, tali atti risultano essere stati messi a punto, fra l’altro, allo scopo di far decorrere ex novo il termine ordinario di sessanta giorni dato dal codice all’amministrazione per l’esercizio del diritto di prelazione;
Viceversa, l’Amministrazione ha ricordato al Festari che non era in alcun modo possibile tentare di eludere l’applicazione del termine sanzionatorio di 180 giorni per la prelazione, mediante una pretesa ‘rimessione in termini’ a seguito di una nuova denuncia; ha poi contestualmente dato comunicazione a tutti gli enti territoriali interessati, come d’obbligo ai sensi del codice, della intervenuta integrazione della ‘denuncia’ di vendita, e quindi della sua idoneità a far decorrere i termini di legge, ancorché maggiorati a 180 giorni, per l’esercizio della prelazione.
Ovviamente, anche di tale ulteriore ‘denuncia’ di vendita e degli atti ad essa allegati, la Soprintendente archivistica per la Toscana ha subito provveduto a dare formale comunicazione, per gli accertamenti del caso, alla Procura della Repubblica di Roma.
A seguito di quanto comunicato circa la regolarità formale dell’integrazione della denuncia di trasferimento di proprietà dell’Archivio Vasari, la competente Soprintendenza ha avviato il relativo procedimento, comportante gli accertamenti richiesti dalla legge. All’esito di tali accertamenti, indispensabili per mettere in grado l’Amministrazione di esercitare le funzioni di vigilanza e tutela, sono emerse lacune sostanziali riguardanti l’identificazione certa dell’acquirente, la sua legittimazione ad agire e il perfezionamento del negozio traslativo, tali da ritenersi non conseguita da parte dell’Amministrazione la piena e completa conoscenza degli elementi costitutivi la fattispecie negoziale.
Con note del 30 novembre 2009, prot. n. 5594 e prot. 5590, indirizzate ai recapiti della società a Mosca, sono stati infatti richiesti dalla Soprintendenza archivistica alla ROSS Engeneering: il certificato di iscrizione al Registro delle persone giuridiche di Mosca, dal quale evincere la data di iscrizione al Registro, la denominazione e ragione sociale della Società, l’indirizzo della sede legale della stessa; lo Statuto della ROSS Engineering; l’organigramma della Società; la dichiarazione circa la carica ricoperta dal Signor Vasily Stepanov nella medesima; la Procura della Società ROSS Engineering con la quale si autorizza il Signor Vasily Stepanov ad effettuare la proposta irrevocabile di acquisto dell’Archivio Vasari per la cifra di 150.000.000 euro, ovvero deliberazione degli organi societari relativa al diritto di agire senza procura.
A seguito delle lettere del 30 novembre 2009, sono stati restituiti alla Soprintendenza gli avvisi di ricevimento con le seguenti indicazioni: “Inconnu” e “Non reclamé’.
Con nota del 5 febbraio 2010 inviata alla stessa Società, ma presso l’indirizzo italiano del rappresentante del venditore, la Soprintendenza archivistica per la Toscana è tornata a chiedere l’invio della documentazione in parola, comprovante la legittimazione dello Stepanov a impegnare la volontà della società medesima con una procura speciale, e i dati identificativi certi della ROSS Engeneering, dando dieci giorni di tempo per provvedere.
Dieci giorni dopo lo spirare del termine, in data 2 marzo, è stato recapitato un plico contenente alcuni documenti, la maggior parte dei quali in lingua russa senza la richiesta traduzione italiana asseverata dall’ambasciata italiana in Russia o dall’ambasciata russa in Italia. Gli unici documenti con traduzione in lingua italiana non sono corredati di firme debitamente autenticate, contengono ulteriori elementi di incertezza, e riportano una delega assolutamente generica, che non fa menzione di un mandato ad acquistare le Carte Vasari per la considerevolissima cifra di 150.000.000 di euro, così come richiesto.
E’ appena il caso di ribadire che l’identificazione certa del soggetto acquirente delle Carte Vasari è indispensabile non solo ai fini della valutazione in merito all’esercizio del diritto di prelazione ma, ancor più, ai fini dell’esercizio delle funzioni di tutela in capo al Ministero per i beni e le attività culturali - ai sensi del codice dei beni culturali - da esercitarsi nei confronti del proprietario dei beni vincolati.
Pertanto, la Soprintendenza archivistica, ai sensi e per gli effetti degli articoli 59, comma 5, e 61, comma 2, del decreto legislativo n. 42 del 2004, dichiarava non avvenuta e priva di ogni effetto di legge la denuncia di trasferimento dell’Archivio Vasari presentata in data 23 settembre 2009.
Intanto interveniva un fatto nuovo. La società Equitalia Cerit SpA, per conto del Ministero dell’economia, creditore degli eredi Festari di una somma assai prossima al milione di euro per tasse non pagate all’Erario, chiedeva ed otteneva il pignoramento e la vendita giudiziale delle Carte Vasari. Il tribunale dell’esecuzione faceva valutare l’archivio da un perito d’ufficio, il quale ne fissava in 2.600.000 euro il valore.
L’asta veniva aperta e chiusa il giorno 9 marzo 2010, per una richiesta di sospensione presentata dagli eredi Festari proprietari dell’archivio avverso la vendita coatta e accolta dal giudice dell’esecuzione. Più. precisamente l’incanto è stato dichiarato sospeso per la presentazione dell’ordinanza del giudice dell’esecuzione di Arezzo che accoglieva l’istanza di opposizione dei Festari. Il 18 di marzo lo stesso giudice ha deciso lo scioglimento della riserva rigettando l’opposizione e disponendo la ripresa dell’asta. Tra l’altro, è da notare come lo stesso giudice sottolineava, nel provvedimento, “la non verosimiglianza di offerte di acquisto da parte di terzi per somme assolutamente ingenti e che avrebbero ben giustificato accolli o anticipazioni di pagamento del prezzo pattuito per il debito dei venditori nei confronti di Equitalia Cerit, inferiore a 1/15 del prezzo asseritamente offerto da ROSS Engineering”.
Equitalia stava predisponendo gli atti necessari alla ripresa dell’incanto quando, il 20 marzo, è intervenuto il sequestro penale, confermato dal GIP del Tribunale penale di Roma con ordinanza del 22 marzo 2010.
Il Ministero continuerà a seguire con particolare attenzione la descritta vicenda del recupero dei crediti dello Stato da parte di Equitalia, riservandosi di intervenire nella procedura perché sia comunque e in ogni momento assicurata la salvaguardia del prezioso bene culturale.
Per quanto concerne il peculiare regime di tutela cui è sottoposto l’Archivio Vasari, appare opportuno, in questa sede, rimarcare quanto segue.
1. Le cosiddette “Carte Vasari” oggi presenti in Arezzo costituiscono ciò che rimane dell’archivio della famiglia Vasari, archivio che fu trattenuto presso di sé da Bonsignore Spinelli, esecutore testamentario dell’ultimo discendente dei Vasari, Francesco Maria (morto il 3 marzo 1687), per dare compiuta attuazione alle ultime volontà di costui. Una volta esaurito l’incarico, tale complesso documentario venne inglobato nell’archivio di Casa Spinelli (poi Rasponi Spinelli), ove venne individuato da Giovanni Poggi, Soprintendente alle Gallerie a Firenze, nell’anno 1908. Lo stesso Poggi provvide anche a far dichiarare queste carte di notevole interesse storico con provvedimento del Ministero della pubblica istruzione notificato in data 23 ottobre 1917.
2. Successivamente, nel 1921, il conte Luciano Rasponi Spinelli affidò l’Archivio Vasari in “deposito perpetuo” al Comune di Arezzo, a patto che esso venisse conservato nella Casa Vasari, acquistata dallo Stato nel 1911 ed eretta in Casa Museo. All’atto del deposito perpetuo rimasero per errore escluse dal trasferimento nella Casa Museo vasari 3 unità documentarie che restarono nell’Archivio Rasponi Spinelli e ne seguirono il destino: esse si trovano oggi a New Haven, perché acquistate nel 1988 in Svizzera dalla Beinecke Library dell’Università di Yale.
3. Il notevole interesse storico delle Carte Vasari è stato poi confermato con decreti del Soprintendente archivistico della Toscana del 16 novembre 1990 e del 23 marzo 1991. Inoltre, con decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali, emesso l’8 marzo 1994 (e trascritto presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Arezzo in data 18 ottobre 1994), in considerazione del fatto “che le citate ‘Carte Vasari’, (…) sono state destinate fin dall’origine, in modo durevole, al servizio e decoro di ‘Casa Vasari’, entrando con la stessa ab initio in un rapporto di complementarietà che è risultato oggettivamente valutabile, (…) come risulta dalla relazione storico-archivistica (…)” è stato disposto “che le ‘Carte Vasari’, come descritte nell’inventario e regesto di Alessandro Del Vita, (..) sono vincolate alla ‘Casa Vasari’ con vincolo pertinenziale iure publico. Si precisa che la legittimità di tale destinazione pertinenziale, che vincola, come già detto, indissolubilmente le ‘Carte Vasari’ alla ‘Casa Vasari’, è stata accertata dal Tar Toscana, Sez. III, con sentenza n. 387 del 21 novembre 1998. Con tale sentenza è stato respinto il ricorso presentato da Festari Giovanni, erede del patrimonio Rasponi Spinelli, avverso il vincolo imposto nel 1994. Si sottolinea inoltre che tale sentenza è divenuta irrevocabile perché passata in giudicato.
4. Appare pertanto evidente che sussista un peculiare status giuridico del carteggio vasariano, in forza del quale la conservazione, fruizione e la valorizzazione di detto carteggio può essere effettuata esclusivamente negli ambienti di Casa Vasari e sotto la vigilanza degli organi ministeriali preposti alla tutela. Una conservazione, fruizione e valorizzazione che, peraltro, detti organi hanno sempre perseguito sia intervenendo a proprie spese nel restauro dei documenti che promuovendo iniziative di conoscenza e valorizzazione (microfilmatura, pubblicazione eccetera) delle carte stesse, nonostante gli ostacoli continuamente frapposti dalla proprietà.
Si assicura, anche al fine di fugare ogni ragionevole dubbio sul fatto che una volta portato all’estero, anche per una importante mostra, l’Archivio possa non rientrare ad Arezzo, che la sua ineludibile collocazione entro Casa Vasari, in forza del predetto vincolo pertinenziale imposto nel 1994 ed oramai consolidato, è attentamente presidiata dagli attuali istituti di tutela, come è stato ampiamente dimostrato anche nelle recenti vicende.
Si rappresenta, infine, in ordine alle iniziative programmate per le celebrazioni, nel 2011, del cinquecentesimo anniversario della nascita di Giorgio Vasari, che la competente direzione generale è in attesa della proposta istitutiva di un apposito Comitato celebrativo e del programma di eventi che tale organismo vorrà elaborare, per destinarvi le risorse necessarie.
In ogni caso è intenzione del Ministero per i beni e le attività culturali sollecitare un programma di celebrazioni di alto profilo scientifico e culturale per onorare al meglio l’illustre figura di Giorgio Vasari.
Il Ministro per i per i beni e le attività culturali
BONDI
(1 luglio 2010)
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Archivio Vasari: il governo deve intervenire

La senatrice Franco torna sulla questione dell’Archivio Vasari con un intervento in aula, mercoledì 11 novembre 2009, per sollecitare una risposta all’interrogazione presentata ai primi di novembre.

Di seguito il resoconto dell’intervento per sollecitare la risposta, una dichiarazione e il testo dell’interrogazione.

SENATO DELLA REPUBBLICA
– XVI LEGISLATURA –
278a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 11 NOVEMBRE 2009
(Pomeridiana)
_________________
Presidenza della vice presidente MAURO,
indi del vice presidente CHITI

Per lo svolgimento di un’interrogazione

FRANCO Vittoria (PD). Domando di parlare.

FRANCO Vittoria (PD). Signor Presidente, intervengo per sollecitare
una risposta alla mia interrogazione 3-01014, rivolta al ministro per i beni
e le attività culturali, onorevole Bondi, concernente l’archivio Vasari d’Arezzo.
Come si sa, tale archivio è stato venduto ad una società russa, con
il rischio sempre più reale di un suo completo trasferimento in Russia.
Nel sollecitare la risposta del ministro Bondi, raccolgo anche il grido
di allarme che proprio oggi ha rinnovato il sindaco di Arezzo, Giuseppe
Fanfani, che paventa, a buona ragione, la perdita di un bene artistico e
culturale del nostro Paese di inestimabile valore proprio alla vigilia delle
celebrazioni vasariane. Mi sembrerebbe una cosa gravissima se dovesse
accadere, e per questo sollecito una risposta urgente del ministro Bondi.

PRESIDENTE. La Presidenza solleciterà il ministro Bondi. Del resto
anch’io, essendo corregionale, avevo avuto segnalazione delle preoccupazioni del sindaco di Arezzo di cui lei parlava.

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L”interrogazione:

SENATO DELLA REPUBBLICA
– XVI LEGISLATURA –
272a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE 2009
(Antimeridiana)
_________________
Presidenza del vice presidente CHITI,
indi del vice presidente NANIA
e della vice presidente BONINO

FRANCO Vittoria, RUSCONI, CERUTI, GARAVAGLIA Mariapia, SERAFINI Anna Maria, VITA, MARCUCCI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:
la Soprintendenza archivistica per la Toscana ha notificato al Comune di Arezzo, al Presidente della Provincia di Arezzo e al Presidente della Regione Toscana che in data 23 settembre 2009 i signori Giovanni Festari, proprietario dell’archivio Vasari, e Enrico De Martino, procuratore speciale del primo, hanno provveduto a perfezionare la denuncia di trasferimento a titolo oneroso, pari a 150 milioni di euro, della proprietà dell’archivio Vasari stesso;
con la medesima nota veniva informato il Comune di Arezzo della possibilità di esercitare il diritto di prelazione entro 90 giorni dalla ricezione della comunicazione, corredando l’eventuale proposta di prelazione della deliberazione dell’organo competente contenente la copertura finanziaria della spesa;
su tale preoccupante vicenda, il Sindaco di Arezzo, onorevole Giuseppe Fanfani, ha richiesto gli opportuni chiarimenti al Ministero per i beni e le attività culturali;
a seguito di tale richiesta, il Ministero ha comunicato di essere venuto a conoscenza nei mesi scorsi di un presunto contratto di compravendita riguardante l’archivio di Giorgio Vasari e che tale operazione avrebbe suscitato forti perplessità non solo per l’enormità del prezzo pattuito ma in considerazione del fatto che l’archivio Vasari, indipendentemente da chi ne risulti proprietario, è soggetto ad un vincolo pertinenziale e, pertanto, non può essere spostato in un luogo diverso da quello in cui è attualmente collocato;
nella medesima nota, il Ministero dichiarava di aver informato l’autorità giudiziaria di tale questione;
considerato che:
risulterebbe che il Ministero per i beni e le attività culturali fosse a conoscenza da molti mesi della trattativa finalizzata alla compravendita dell’archivio;
infatti, secondo quanto si apprende da una notizia apparsa su un quotidiano locale, la dirigente della Soprintendenza archivistica per la Toscana avrebbe dichiarato di essere venuta a conoscenza della questione relativa alla compravendita del bene in oggetto già nel mese di luglio 2009; risale infatti al 9 luglio la data in cui la stessa dirigente ha dichiarato non accettabile la documentazione presentata dal proprietario dell’archivio, signor Festari, in quanto incompleta e carente delle informazioni necessarie;
inoltre, la notifica inviata dalla Soprintendenza, pur facendo chiaro riferimento a precisi dati informativi relativi al giorno 23 settembre 2009, è stata inviata per posta ordinaria agli enti interessati solo in data 13 ottobre, ossia in forte ritardo rispetto alla data del trasferimento di proprietà dell’archivio stesso;
l’acquirente sembrerebbe essere una non meglio precisata società russa su cui la stessa Soprintendenza si è riservata di svolgere “tutte le indagini necessarie per verificare la correttezza dell’operazione”;
l’archivio Vasari è dichiarato di interesse storico particolarmente importante con provvedimenti della Soprintendenza archivistica per la Toscana n. 610 del 23 marzo 1991 e n. 680 del 19 gennaio 1996, nonché oggetto di “vincolo pertinenziale jure publico” disposto con decreto dell’allora Ministero per i beni culturali ed ambientali, competente pro tempore, dell’8 settembre 1994 e trascritto presso la Conservatoria dei registri immobiliari di Arezzo in data 18 ottobre 1994, in ragione del quale l’archivio Vasari è vincolato alla Casa Vasari in Arezzo;
l’archivio Vasari è composto da 31 filze, ognuna con un piccolo scrigno con lettere, conti di casa Vasari, documenti legali, ricordi di famiglia. Semplici appunti, scritti a mano, a penna ed a matita, in mezzo a documenti di inestimabile valore: decine e decine di lettere inviate a Vasari da Cosimo I scritte tra il 1542 ed il 1547, le lettere inviate da «diversi huomini dotti a messer Giorgio Vasari» dal 1546 al 1572, tra cui Annibal Caro traduttore dell’Eneide di Virgilio e di Aristotele, il carteggio con Michelangelo dal 1550 al 1557, le lettere di Pio V dal 1566 al 1573;
l’archivio Vasari è parte integrante del patrimonio artistico-culturale italiano, che va tutelato in nome dell’identità nazionale e la vendita a privati stranieri potrebbe comportare una perdita gravissima per il nostro patrimonio e per l’immagine dell’Italia, che apparirebbe non interessata a tutelare i suoi beni culturali, come invece prescrive l’articolo 9 della Costituzione;
nel 2011 ricorreranno 500 anni dalla nascita di Vasari, padre della storia dell’arte italiana, straordinaria figura di artista, pittore, architetto, umanista, e l’anno vasariano sarà celebrato a livello internazionale; l’Italia ed Arezzo saranno al centro dei festeggiamenti e degli eventi collegati, ed è evidente che la vendita dell’archivio a soggetti stranieri costituirebbe un elemento contraddittorio e discreditante della capacità del nostro Paese di salvaguardare, tutelare e valorizzare il nostro patrimonio artistico, anche ai fini dell’indispensabile rilancio dello sviluppo economico e turistico dell’Italia;
considerato, inoltre, che:
non vi è alcuna possibilità per gli enti locali di poter esercitate il diritto di prelazione, considerata l’esorbitante richiesta economica avanzata dai proprietari;
la vendita del grande patrimonio storico-culturale costituito dall’archivio Vasari sarebbe al tempo stesso una perdita gravissima non solo per la città di Arezzo ma per la cultura dell’intera nazione, oltre che motivo di discredito internazionale;
il timore che il vigente vincolo pertinenziale possa essere raggirato pregiudicando la permanenza in Italia di tale tesoro culturale richiede un intervento del Ministero competente tempestivo ed efficace, come già richiesto dal Sindaco di Arezzo,
si chiede di sapere:
quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo ritenga opportuno adottare, con la massima sollecitudine, per impedire che l’archivio Vasari di Arezzo venga venduto a stranieri e garantire che lo stesso resti nel contesto in cui è attualmente collocato;
se, a tal fine, non ritenga opportuno attivarsi nelle forme ritenute più idonee al fine di assicurare il pieno rispetto del vincolo pertinenziale esistente, confermato, tra l’altro, con sentenza definitiva del Tribunale amministrativo regionale della Toscana che determina in Casa Vasari ad Arezzo l’unico luogo in cui l’archivio può essere mantenuto;
se non ritenga opportuno provvedere, ove necessario, all’acquisto dell’archivio in questione, in considerazione del grave danno che la vendita arrecherebbe non solo alla città di Arezzo, ma anche all’intero Paese;
infine, in vista della celebrazione nell’anno 2011 del cinquecentenario dalla nascita dal grande Giorgio Vasari, quali iniziative intenda adottare al fine di valorizzare l’archivio Vasari e consentire la più ampia fruizione pubblica di un pezzo pregiato del nostro Rinascimento, che, con i dovuti investimenti sulla sua sicurezza, potrebbe costituire un grande incentivo anche nell’ambito del turismo culturale.

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