Intervento in Aula sulla Finanziaria


senatovittoria13072010-copiaDi seguito il resoconto stenografico dell’intervento di Vittoria Franco nella seduta pomeridiana del Senato di martedì 13 luglio 2010 in merito alla discussione del disegno di legge: (2228) Conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica

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Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 403 del 13/07/2010
(Bozze non corrette redatte in corso di seduta)

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVI LEGISLATURA ——

403a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MARTEDÌ 13 LUGLIO 2010

(Pomeridiana)

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Presidenza del vice presidente CHITI,

indi della vice presidente BONINOPRESIDENTE.

È iscritta a parlare la senatrice Franco Vittoria. Ne ha facoltà.

FRANCO Vittoria (PD). Signor Presidente, potevamo trovarci qui a discutere di una manovra certamente rigorosa, ma al tempo stesso capace di sviluppo e crescita. Invece si sta discutendo di una manovra depressiva ed iniqua, persino punitiva nei confronti di settori che sono per vocazione promotori di sviluppo e che per questo dovrebbero essere valorizzati, ma che invece vengono mortificati.

Mi limito a portare tre esempi. Il primo riguarda l’education, l’università, l’istruzione e anche la ricerca, il secondo la cultura ed il terzo l’occupazione femminile.

A proposito di scuola, vorrei parlare degli insegnanti maltrattati e delusi, l’unica categoria che perde tre anni di attività lavorativa. Vengono loro sottratti e ciò si va ad aggiungere alla contrazione insostenibile del reclutamento.

Un discorso analogo concerne la riduzione del numero degli insegnanti di sostegno o il fatto che quest’anno saranno alcune migliaia di bambini in lista di attesa, persino per la scuola dell’infanzia, che dovrebbe invece essere generalizzata, come è scritto in tutte le riforme degli ultimi anni, fino ad una copertura vicina al 100 per cento della popolazione infantile.

Quanto all’università, non ci sono segnali di ripristino delle risorse del Fondo ordinario senza le quali il nostro sistema universitario sarà in ginocchio. Anzi, la manovra prevede ulteriori tagli di modo che avremo così scuola ed università nelle condizioni dei Paesi più arretrati.

Importanti enti di ricerca sono stati soppressi senza ragioni vere, con ricercatori umiliati che potranno andare a fare altro, com’è stato detto dal Governo. Ricordo poi le istituzioni culturali che vedono la voce relativa di bilancio ridotta del 50 per cento già da quest’anno e dunque a progetti già avviati. Per molti importantissimi istituti e fondazioni significa la chiusura e tutto ciò per risparmiare poche briciole, pochi spiccioli, meno di 6 milioni di euro. Anche l’ETI, l’ente teatrale italiano, è soppresso senza possibilità di appello. Le fondazioni liriche si trovano in gravi difficoltà per gli effetti della conversione di un precedente decreto-legge. Insomma, signori del Governo e della maggioranza, state creando un deserto triste e cupo invece di considerare la cultura come una delle molle dello sviluppo del nostro Paese.

Il terzo esempio riguarda le donne che si potrebbero definire “tartassate” (mi sembra l’aggettivo più corretto) e che più di altre stanno pagando la crisi con una disoccupazione ed un’inattività in considerevole aumento.

Ci sarebbe bisogno di politiche attive di sostegno all’occupazione e alla cura. Qual è, invece, la risposta del Governo per completare l’opera? Fare una cosa mai fatta per nessuno: aumentare in un solo colpo di quattro anni l’età pensionabile delle dipendenti pubbliche. Non è tanto questo il problema, quanto il fatto che ciò viene realizzato senza dare loro adeguati riconoscimenti per la maternità e per la cura, senza adeguate e certe compensazioni in termini di servizi, di vantaggi fiscali, di accrediti figurativi per il periodo di maternità, come noi avevamo proposto. La sentenza della Corte europea è solo un pretesto per accelerare e prendere scorciatoie.

Di fronte alle nostre proposte concrete avete girato la testa dall’altra parte; avete preferito un generico Fondo strategico in cui far confluire i risparmi senza certezze sulla loro reale destinazione. Magari si tratterà di briciole; lo verificheremo. Comunque noi vigileremo, ma non vorremmo che al danno seguisse la beffa nei confronti delle donne. (Applausi dal Gruppo PD).

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