Senato: la riforma universitaria penalizza i giovani


senatovittoria13072010-copia1Diseguito il resoconto stenografico dell’intervento di vittoria Franco nella seduta dimartedì 27 luglio2010 in merito alla manovra economica del governo e in particolare alle pesanti ripercussioni sull’Università.

Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 411 del 27/07/2010

(Bozze non corrette redatte in corso di seduta)
SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVI LEGISLATURA ——
411a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
MARTEDÌ 27 LUGLIO 2010
(Antimeridiana)
_________________
Presidenza della vice presidente BONINO,
indi del vice presidente NANIA

FRANCO Vittoria (PD). Signora Presidente, signora Ministro, colleghi, tagli invece di investimenti, come sarebbe invece necessario. Questa è la sintesi dell’operazione che il Governo sta compiendo e che pone in seria difficoltà il nostro sistema universitario pubblico. Mentre altri Paesi europei hanno risposto alla crisi aumentando gli investimenti in formazione e ricerca, il ministro Tremonti ha pensato bene, ancora prima della crisi nel 2008, di operare un bel taglio di un miliardo e mezzo circa.
Evidentemente, ha ritenuto che l’università dovesse essere tra i soggetti da punire. Eppure, in Italia si spende per l’università molto meno della media europea e OCSE e noi occupiamo le ultime posizioni per percentuali di laureati.
Bisogna intervenire e cambiare? Certamente. E noi siamo stati i primi a presentare le nostre proposte anche in questa legislatura, con riforme vere, cioé accompagnate da investimenti.
Senza risorse, signora Ministro, nessun riforma potrà mai compiere il miracolo di salvare e rilanciare la nostra università. Certo, il testo del Governo ha subito in Commissione molti cambiamenti in positivo, grazie soprattutto a un’attività responsabile di tutta la Commissione e alla disponibilità del relatore, che voglio ringraziare. Molti nostri emendamenti migliorativi sono stati accolti e ora possiamo lavorare su un testo meno centralistico, meno burocratico e, mi consenta, meno ottuso. Però, ancora non ci siamo. Restano criticità importanti, richiamate dai colleghi che mi hanno preceduto.
La prima e più importante riguarda i giovani, che risultano essere i più penalizzati da questo provvedimento: penalizzati nel diritto allo studio, quello vero, che promuove la mobilità sociale e premia gli studenti meritevoli, nonché privi di mezzi, come recita la nostra Costituzione. Il vostro Fondo per il merito, signora Ministro, previsto all’articolo 4, è una vera e semplice finzione, priva di efficacia, non disponendo di una seria e certa copertura finanziaria, come anche il relatore ha riconosciuto nella sua relazione.
In secondo luogo, vengono penalizzati i giovani che desiderano intraprendere la carriera accademica. Su questo già era poco convincente il testo originario del Governo, che prevedeva la figura del ricercatore a tempo determinato per un triennio rinnovabile, prima della possibilità di assunzione come docente associato. Era poco convincente soprattutto per il fatto che non viene previsto l’accantonamento delle risorse necessarie. Ora, senza un accompagnamento oculato con le risorse necessarie all’assunzione, si creano soltanto illusioni e frustrazioni nei giovani, cosa che non vogliamo.
Ma l’emendamento all’articolo 18 presentato per l’Aula dal relatore peggiora a nostro avviso ulteriormente la condizione dei giovani studiosi perché allunga indiscriminatamente il periodo di incertezza e di precarietà. Sono state introdotte poi misure positive in Commissione riguardo ai ricercatori a tempo indeterminato, anche grazie al fatto che sono stati accolti i nostri emendamenti, che invece in base al testo del Governo erano lasciati senza futuro. Nessuna delle nostre proposte è stata invece accolta per i ricercatori a tempo determinato, figure create dalla precedente legge Moratti. Mi auguro - e la disponibilità del relatore in questo senso ci conforta - che in Aula vengano approvate misure concrete che non chiudano la strada ai giovani ricercatori più meritevoli, che vogliono essere giudicati in base al loro valore, ma anche avere serie, reali e vere opportunità di ricerca accademica.
Cari colleghi e colleghe, un Paese che non si prende cura dei giovani e della loro intelligenza è destinato al declino. Questo purtroppo è il rischio che si corre. Noi questo non vogliamo accettarlo, non l’accettiamo e faremo di tutto per cambiare con grande senso di responsabilità, impegno e passione il testo al nostro esame per il bene dei nostri giovani, della nostra università, della ricerca, dell’innovazione e del futuro del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi. Congratulazioni).

Leave a Reply