Università: gli emendamenti sui ricercatori


senatovittoria130720102Di seguito il resoconto stenografico dell’intervento in aula di Vittoria Franco, in apertura della seduta mattutina del 29 luglio 2010, per illustrare gli emendamenti al disegno di legge sull’Università in merito ai ricercatori.

Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 415 del 29/07/2010

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente NANIA

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 9,38).

Seguito della discussione dei disegni di legge:

(1905) Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario

(591) GIAMBRONE ed altri. - Modifica dell’articolo 17, comma 96, della legge 15 maggio 1997, n. 127, in materia di disciplina dei professori a contratto

(874) POLI BORTNE. - Disposizioni a favore dei professori universitari incaricati

(970) COMPAGNA ed altri. - Disciplina dei docenti universitari fuori ruolo

(1387) VALDITARA ed altri. - Delega al Governo per la riforma della governance di ateneo ed il riordino del reclutamento dei professori universitari di prima e seconda fascia e dei ricercatori

(1579) GARAVAGLIA Mariapia ed altri. - Interventi per il rilancio e la riorganizzazione delle università (ore 9,44)

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PRESIDENTE. Riprendiamo l’esame degli articoli del disegno di legge n. 1905, nel testo proposto dalla Commissione.

Ricordo che nella seduta pomeridiana di ieri è stato approvato l’articolo 16, nel testo emendato, mentre sono stati accantonati alcuni emendamenti e la votazione degli articoli 5, 8, 9 e 17.

Passiamo all’esame dell’articolo 18, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

FRANCO Vittoria (PD). Signor Presidente, abbiamo deciso di illustrare gli emendamenti a questo articolo 18 perché si tratta… (Brusìo).

Presidente, non vorrei parlare in questa condizione, in cui peraltro neanche il Ministro riesce ad ascoltare l’illustrazione degli emendamenti. Quindi aspetterò fino a che il Ministro abbia terminato.

PRESIDENTE. Senatore Rutelli, la prego. Signora Ministro, la senatrice Franco si sta rivolgendo a lei.

FRANCO Vittoria (PD). Penso che il primo dovere di un Ministro, visto che è qui - e la ringrazio molto - sia quello di ascoltare il dibattito. Magari non dirò delle cose interessanti… (Commenti dai banchi della maggioranza).

PRESIDENTE. Colleghi, per favore.

FRANCO Vittoria (PD). Mi dispiace di questa reazione, perché noi non abbiamo occupato lo spazio con lunghi e numerosi interventi. (Commenti dai banchi della maggioranza).

IZZO (PdL). Ci dia il tempo.

FRANCO Vittoria (PD). Per quanto mi riguarda, è il secondo intervento che faccio in tutta questa discussione: mi consentirà di svolgerlo almeno con pacatezza e senza che tutti parlino.

PRESIDENTE. Senatore Izzo, credo che la senatrice abbia ben diritto di lamentarsi, non tanto per il mancato ascolto da parte dei singoli senatori, quanto per il fatto che non sono garantite le condizioni per poter esprimere il proprio punto di vista.

RUSCONI (PD). Se qualcuno vuole passare qui la serata, lo facciamo.

FRANCO Vittoria (PD). Riprendo il mio intervento, Presidente.

Dicevo che questo articolo 18 è uno di quelli che consideriamo centrali, ed è per tale ragione che abbiamo presentato molti emendamenti e anche un buon numero di subemendamenti all’emendamento del relatore.

Lo consideriamo centrale, signor Presidente e signora Ministro, perché riguarda i giovani. Abbiamo molto contribuito in Commissione e anche in Aula ad una discussione che migliorasse il testo, lo abbiamo già detto, e che lo rendesse meno burocratico, meno puntato sulla gestione. Qui ci stiamo occupando dei giovani, cioè del futuro dell’università, di che cosa deve essere l’università: se mera gestione di un corpo che sta diventando esangue oppure apertura a una nuova realtà, a un nuovo modello di università.

Abbiamo notato che il testo del Governo prospetta condizioni negative per i ricercatori, sia per quelli a tempo indeterminato che per quelli a tempo determinato. I ricercatori a tempo indeterminato, in particolare, vengono lasciati in un vicolo cieco.

Al riguardo, devo dire che un piccolo ma importante miglioramento è stato conseguito in Commissione, prevedendo anche per i ricercatori a tempo indeterminato, per la nuova figura di ricercatori contemplata nel testo, la possibilità di chiamata diretta di quanti hanno conseguito l’abilitazione alle funzioni di professore associato.

Mi duole che ieri sia stato rigettato un nostro emendamento che prevedeva la riapertura dei termini dei concorsi per il reclutamento dei giovani ricercatori da coprire con una somma di 140 milioni di euro per tre anni, una parte dei quali riservata proprio ai ricercatori a tempo determinato e a tempo indeterminato.

Voglio ricordare, perché forse non tutti i colleghi lo sanno o lo ricordano, che gran parte della didattica e della ricerca oggi grava sui ricercatori, è a carico dei ricercatori, senza la cui attività molte università si troverebbero in grandissima difficoltà per quanto riguarda la didattica. Peraltro, i ricercatori a tempo indeterminato non sarebbero tenuti, per loro stato giuridico, a fare didattica.

Quanto poi ai ricercatori a tempo determinato, non è previsto assolutamente nulla: il testo del Governo non offre loro alcuna opportunità, alcuna possibilità. Tra l’altro, questa è una figura creata da un Ministro di un precedente Governo di centrodestra, il ministro Moratti.

Ebbene, saranno proprio i più giovani, perché è di loro che stiamo parlando, a trovarsi all’improvviso senza futuro, senza possibilità di sbocco a meno di non ricominciare daccapo una vita da precario. Le nostre proposte emendative riguardano anche loro: la possibilità che anche loro, sempre che abbiano conseguito l’abilitazione, possano accedere alla chiamata diretta.

Personalmente ritengo che si debba mantenere la fascia dei ricercatori oppure un ruolo unico con diverse articolazioni interne, ma la cosa più sbagliata è tenere i giovani per anni in uno stato di incertezza e di precariato, creare aspettative per poi deluderle. In questo modo si mortificano le persone e si riduce la qualità della ricerca.

L’emendamento 18.301 (testo 2), presentato del relatore, come ho già anticipato in discussione generale, è peggiorativo anche rispetto al testo del Governo. Noi abbiamo presentato molte proposte emendative al riguardo; tra l’altro, una di esse, paradossalmente, chiede di ripristinare il testo del Governo che crea meno incertezze nel percorso dei giovani. Abbiamo presentato poi altri emendamenti che puntano a dare maggiori certezze economiche attraverso l’accantonamento delle risorse. È inutile parlare infatti di possibilità di chiamata diretta se alla fine del percorso le università si ritrovano senza le risorse necessarie a coprire i posti messi in programmazione; si riduce ad una prospettiva aleatoria, illusoria, che non fa certo bene alla ricerca, perché se i giovani non hanno prospettive anche la ricerca ne risente.

Nel testo del provvedimento si parla di valutazione e prermialità. Noi siamo per la valutazione e per la premialità e tutto il dibattito ha confermato questa nostra posizione, ma questi restano principi sterili se non si riapre l’università ai più giovani: tutto il nostro parlare si riduce alla mera gestione di un corpo esangue, per l’appunto.

E allora è necessario dimostrare responsabilità verso i giovani: questo noi chiediamo ed è questa per noi la priorità.

Mi auguro che il relatore e il Governo vorranno accogliere alcuni dei nostri emendamenti, in particolare quelli che assicurano maggiori possibilità di valutazione per i giovani. Questo è il nostro punto di vista e questo proponiamo all’Aula, al Governo e al relatore. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).

One Response to “Università: gli emendamenti sui ricercatori”

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