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Il PD Cambiera la legge 40
Vittoria Franco*, 01 aprile 2008, 18:03 Che il provvedimento crei più problemi di quanti ne risolva è dimostrato anche dal crescente numero di coppie che vanno all'estero per ovviare agli altri divieti presenti. Questo perché siamo riusciti a fare la legge più restrittiva che esista in Europa, attraverso un concentrato di assurdi divieti.L'esperienza quadriennale di applicazione della legge 40 sulla procreazione assistita sta confermando quello che molti di noi sostenevano al momento della discussione in Parlamento: che si trattasse di norme difficilmente applicabili, che avrebbero creato turismo procreativo e fatto diminuire le nascite. Così è stato. Lo dimostrano tre sentenze che riguardano coppie portatrici di malattie ereditarie: quelle del Tribunale di Cagliari e di Firenze e del TAR del Lazio, che hanno sostenuto l'illegittimità del divieto di diagnosi preimpianto e di selezione di embrioni sani. Che la legge crei più problemi di quanti ne risolva è dimostrato anche dal crescente numero di coppie che vanno all'estero per ovviare agli altri divieti presenti nella legge 40, in particolare quelli che riguardano il congelamento degli embrioni e la fecondazione eterologa. Sono scelte che fanno crescere costi, stress fisico e psicologico, rischi per la salute. Tutto questo dovrebbe indurre ogni legislatore responsabile a riflessioni di buon senso per cambiare la normativa e renderla più accessibile e meno ingiusta. Alcune norme attuali spesso sono addirittura punitive nei confronti della donna, come quella che, vietando la crioconservazione degli embrioni, la obbliga a sottoporsi a trattamenti ormonali per ogni ciclo di tentativi, con tutti i problemi a ciò connessi.Abbiamo fatto la legge più restrittiva che esista in Europa, un concentrato di assurdi divieti. Perfino la Germania, che pure si è data una legge molto severa, consente eccezioni significative sulle malattie genetiche e sulla ricerca su cellule staminali embrionali. Per quanto mi riguarda, l'impegno che ho assunto è quello di continuare a battermi per cambiarla, come ho fatto anche durante la breve legislatura che sta per concludersi, depositando due disegni di legge: uno di riforma di tutta la normativa e l'altro più limitato, ma sul quale avrebbero potuto convergere anche sensibilità diverse. Esso riguarda la possibilità di consentire l'accesso alla fecondazione assistita anche alle coppie portatrici di malattie genetiche. Un'impostazione che recepisce le sentenze a cui accennavo sopra. Fra le crudeltà della legge vi è, infatti, anche questa: che coppie non sterili, né infertili, ma con problemi di malattie ereditarie non hanno accesso alle tecnologie riproduttive e sono costrette o a rinunciare alla genitorialità o a rischiare di avere figli con le stesse malattie dei genitori, oppure ad andare incontro a numerosi aborti naturali o terapeutici. Dov'è la logica e la coerenza etica in tutto questo? Sono dunque pronta a riprendere la mia attività legislativa anche nel prossimo Parlamento per dare più civiltà al nostro Paese con una legge giusta, equilibrata, che consenta di fare ciò che è consentito in quasi tutti gli altri paesi europei. E non è un impegno solo individuale.Le parole di Veltroni sulla necessità di cambiare la legge su punti cruciali diventano un impegno di tutto il Partito Democratico. Si tratta di un elemento di chiarezza ulteriore sul pacchetto che riguarda le questioni eticamente sensibili. Su alcune di queste il nostro programma contiene già proposte chiare: vogliamo una legge sul testamento biologico e sulle unioni civili, mentre la legge 194 va salvaguardata e applicata in tutte le sue parti, soprattutto in quelle che riguardano la prevenzione, l'educazione, l'informazione e il potenziamento dei consultori. È la conferma, se ce ne fosse stato bisogno, del fatto che il Partito Democratico è un partito profondamente laico, che difende l'autonomia della politica, rispetta il pluralismo delle posizioni etiche e religiose, è geloso della laicità delle istituzioni. *Presidente della Commissione Cultura di Palazzo Madama, candidata numero due al Senato in Toscana per il Pd
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