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DiscriminazioniPubblicato su Aprile online Vittoria Franco*, 17 ottobre 2008, 18:59
Il punto Odia le donne, i giovani, i bambini e ora anche i disabili e i loro familiari
E' in arrivo, per legge voluta dal governo Berlusconi, una nuova, odiosa, discriminazione tra cittadini italiani. Con il collegato sul lavoro alla finanziaria, è stata approvata alla Camera una norma che prevede restrizioni ai permessi concessi dalla legge 104 ai lavoratori disabili e ai loro familiari. Il ministro Brunetta ha motivato il suo intervento con la necessità di colpire, di nuovo, i mitici fannulloni: dipendenti pubblici e, ora, già che ci siamo, anche privati. Il Pd in aula, con Livia Turco, ha difeso con forza una normativa di civiltà che consente a chi è portatore di handicap di usufruire di permessi speciali legati alla sua particolare condizione di vita, e di poter godere del sostegno di una madre, di un padre, di una sorella per visite mediche, terapie e altre incombenze della vita quotidiana. E permette ai genitori di bimbi disabili di poter assistere i figli senza perdere il lavoro. Io credo che la lotta agli opportunisti e ai nullafacenti c'entri poco con questa nuova misura, che invece si inserisce in una strategia coerente del governo di demolizione, progressiva, del welfare state. Una strategia che ha insieme radici culturali antiche e implicazioni gravi .Questo governo sta cercando di approfondire, il più possibile, le differenze di opportunità tra i cittadini. Tra giovani e adulti. Tra donne e uomini. Tra adulti e bambini. Tra ricchi e poveri. Tra immigrati e italiani. Tra Nord e Sud. E ora anche tra "normodotati" e disabili. Nei soli primi 15 giorni di ottobre, il Pdl e la Lega hanno sfornato, oltre al provvedimento citato sui disabili, una mozione per istituire classi differenziate per gli studenti immigrati e una norma definita dai sindacati "ammazza-precari" che mette una pietra sopra le aspirazioni legittime di molti giovani lavoratori pubblici. Per non parlare di tutti gli interventi precedenti: dalle impronte ai bambini rom, al reato di immigrazione clandestina, alle multe alle prostitute, alla cancellazione dei fondi contro la violenza sessuale, alla detassazione degli straordinari (fatti soprattutto da uomini del centro-nord), al taglio dei trasferimenti al Sud e degli investimenti su tutta la filiera della conoscenza, che ovviamente riguarda soprattutto i giovani e il futuro. La norma che ha destato più scalpore è stata quella che cancella il tempo pieno nelle scuole elementari, e che colpisce insieme i bambini, gli insegnanti e le donne che lavorano. Si colpiscono i diritti più fondamentali dei cittadini: quello all'istruzione, quello alla salute, quello al lavoro, quello all'uguaglianza di fronte alle leggi dello Stato. Di più, si minano le fondamenta della convivenza civile. Aggiungo che tutto questo ha una conseguenza diretta sulle condizioni di vita delle donne italiane. Su di loro pesa, infatti, tutto il lavoro di cura che si svolge nelle famiglie. Ogni volta che lo Stato non garantisce un servizio alla famiglia, sono le donne che fanno fronte. Dunque, in quest'ottica, tutti i tagli al welfare sono perpetrati, oltre che ai danni dei disabili, degli ammalati, dei bambini, degli anziani, anche contro le donne, contro il loro tentativo di conciliare carriera e famiglia, contro la loro aspirazione ad avere pari opportunità di partecipare al mondo del lavoro e alla vita sociale, economica e politica del Paese. *ministro Ombra del Pd delle Pari Opportunità
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